Rovereto

Sotto il tetto verde più grande d’Italia i big dell’innovazione

Il progetto dell'archistar Kengo Kuma è pronto Tra i primi insediamenti in Be Factory la veneta T-Trade Group che svilupperà etichette sostenibili con gli scarti di uva e mele

di Barbara Ganz

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L'opera, la più grande di edilizia civile realizzata in Trentino, ha un valore complessivo di 45,6 milioni di euro

Il progetto dell'archistar Kengo Kuma è pronto Tra i primi insediamenti in Be Factory la veneta T-Trade Group che svilupperà etichette sostenibili con gli scarti di uva e mele


3' di lettura

Una media azienda stampa ogni anno un numero di etichette che valgono, in termini di impatto ambientale, dai 5 ai dieci alberi abbattuti. Se poi si guarda a una catena medio grande della grande distribuzione, le etichette apposte sui sacchetti (compostabili) della frutta e verdura equivalgono a una piccola foresta. Etichette “normali” che non dovrebbero essere gettate insieme al sacchetto nel contenitore dell’umido. La padovana T-Trade Group, sedi anche a Milano e Falconara, lavora da anni sul fronte della sostenibilità, producendo stampanti, i software necessari al loro funzionamento e tutti i materiali di consumo correlati: che si tratti del ticket del parchimetro o del peso delle mele nel sacchetto, l’obiettivo di ridurre del 50% lo spreco di carta è già stato raggiunto. E ora, brevetto dopo brevetto, si pensa a come trasformare in etichette gli scarti di lavorazione di alcuni prodotti vegetali, come uva e mele. Ecco perché T-Trade Group è una delle prime aziende ad avere deciso di prendere casa anche in Trentino, nel nuovo spazio produttivo e di ricerca green-tech di Progetto Manifattura a Rovereto. «Confidiamo nella sensibilità ambientale di questa regione per far progredire l’innovazione. Non solo: da qui vogliamo progettare il nostro sviluppo nelle regioni del Nord Europa, più avanzate in termini di mentalità su questi temi», spiega Enrico Friziero, ceo di Transfer Trade, l’azienda capogruppo di T-Trade.

Il cantiere nella città trentina si è chiuso nei giorni scorsi dopo 767 giorni di lavoro: avviato nel maggio 2018, è rimasto fermo in via precauzionale da inizio marzo a metà maggio per l'emergenza sanitaria. “Be Factory”, che ora attende solo l’inaugurazione ufficiale, nasce in Progetto Manifattura a Rovereto, come hub della green & sport economy e delle scienze della vita di Trentino Sviluppo. Per la Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco il 15 settembre 2020 resterà una data da ricordare. A 165 anni dalla sua fondazione, con la consegna formale a Trentino Sviluppo dei nuovi spazi produttivi “Be Factory”, l’opificio si libera infatti del filo spinato sui muri per aprirsi definitivamente alla città di Rovereto attraverso un camminamento pedonale che – con i suoi 18mila metri quadrati di superficie – si appresta a diventare il tetto verde più grande d’Italia. . Nella parte interrata sono stati costruiti 25mila metri quadrati di moduli produttivi di legno e vetro, firmati dall’archistar giapponese Kengo Kuma e affacciati sulla galleria centrale intitolata alla memoria di Gianni Lazzari, l'ingegnere che si prodigò attraverso il distretto Habitech, primo riconosciuto in Italia sui temi di energia e ambiente, per accompagnare l’edilizia trentina verso nuovi modelli sostenibili.

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Sono già nove, con l’azienda padovana, le realtà imprenditoriali delle biotecnologie, dello smart building, dello sportech, dell’agritech e della mobilità sostenibile che hanno formalizzato il proprio ingresso nei nuovi spazi, per una superficie occupata complessiva pari al 38% del totale disponibile; a partire da fine ottobre potranno iniziare l’allestimento delle attività produttive nei nuovi moduli. Sette invece le aziende che si trovano in fase di trattativa e valutazione per entrare nell’incubatore. A oggi oltre la metà degli spazi disponibili è stata quindi già assegnata o opzionata a fronte di specifiche richieste da parte di gruppi industriali e aziende innovative. A oggi oltre la metà degli spazi disponibili è stata quindi già assegnata o opzionata a fronte di specifiche richieste da parte di gruppi industriali e aziende innovative.

I nuovi edifici produttivi, a basso impatto ambientale e certificati Leed e Arca, sono caratterizzati dalla classica impiantistica industriale e manifatturiera ma hanno un’estetica di grande livello e si preparano ad ospitare produzioni ad alto tasso di innovazione, con camere bianche e laboratori per la telemedicina, la robotica e lo studio dei materiali. Le strutture sono state realizzate in circa due anni da una cordata di 80 ditte, di cui 40 trentine, guidate dall’impresa aggiudicataria dell’appalto, Colombo Costruzioni Spa di Lecco, con 600 lavoratori coinvolti. L'opera, la più grande di edilizia civile realizzata in Trentino, ha un valore complessivo di 45,6 milioni di euro, finanziati dall’Unione europea, per l’80% tramite il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, in sigla FSC, e per il restante 20% attraverso il Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Il cantiere che si chiude è un modello anche dal punto di vista organizzativo grazie a un innovativo protocollo a garanzia della sicurezza che ha consentito di pressoché azzerare gli infortuni. Tra gli accorgimenti messi in campo vi sono ad esempio la separazione, nella viabilità del cantiere, di percorsi pedonali e per automezzi, anche per evitare pericolose retromarce, continue verifiche statiche, sistemi anticollisione gru, gilet di colori diversi per i dipendenti di ditte diverse. Un modello basato sulla prevenzione prima ancora che sulla vigilanza, da esportare ad altre esperienze cantieristiche future, in Trentino e altrove.

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