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Soul-K, la cloud kitchen per ristoranti investe in hi-tech e va all’estero

Nuovo round di finanziamento da 6,3 milioni e crowdfunding in corso. Il modello b2b attualmente permette di consegnare entro 24 ore ingredienti freschi semilavorati per un equivalente di 130mila pasti al mese

di Gianni Rusconi

Aggiornato il 5 aprile 2022 alle ore 13.30

La cloud Kitchen di Soul-K

3' di lettura

Nei suoi sei anni di vita ha perfezionato un modello che l’ha subito distinta dalle altre start up italiane del foodtech finite nel mirino degli investitori istituzionali, e cioè quello di scommettere con decisione su logiche e metodologie di produzione “lean” e “just in time”, tipiche del mondo industriale, e di sposare i dettami del modello on demand (ciò che serve, quando serve, come serve, sempre garantito e aggiornato) alla fornitura di alimenti per cucinare.

Soul-K si definisce tecnicamente una “cloud kitchen” B2B e oggi è arrivata a consolidare un sistema di consegna entro le 24 ore di prodotti ingredienti freschi semilavorati dall'ordine per un equivalente di 130mila pasti al mese, collaborando con le maggiori catene nazionali della ristorazione e della grande distribuzione organizzata e servendo nel complesso migliaia di punti vendita.

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Soul-K ha appena completato un secondo round di investimento con una raccolta da 6,3 milioni di euro erogati in parte dai soci Innogest Sgr e Tan Food, in parte da nuovi investitori quali Levante Capital Sis e dal comparto Az Eltif - ALIcrowd (primo Eltif di venture capital che utilizza anche il crowdfunding per ricercare le aziende oggetto di investimento, istituito da Azimut Investments Sa e gestito in delega da Azimut Libera Impresa Sgr). Nell'operazione è coinvolto anche il Fondo rilancio startup di Cdp Venture Capital Sgr attraverso la conversione dell'investimento di un milione di euro erogato ad aprile 2021, come da Regolamento del fondo stesso. Il precedente round di finanziamento aveva portato in cassa 5,6 milioni di euro e alzato oltre quota 18 milioni la valutazione pre money.

Per continuare a crescere e farsi conoscere, la società brianzola ha avviato anche una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd con l'obiettivo massimo di raccolta di un milione di euro entro la fine di aprile.

Il salto in avanti alla voce fatturato, dopo un biennio fortemente influenzato dalle restrizioni dovute alla pandemia Covid che hanno pesantemente impattato sull'operatività dei clienti, prevede ricavi pari a circa 6,5 milioni di euro alla fine di quest'ano con l'intento di salire a 14 milioni a fine 2023, con un Ebitda positivo che dovrebbe concretizzarsi già negli ultimi mesi di quest’anno.

Per raggiungere questo obiettivo, come conferma Cova al Sole24ore.com, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Tutto il processo di gestione della filiera è infatti digitalizzato e si basa su applicazioni sviluppate in house (Soul-K ha creato anche strumenti software per aiutare i professionisti nell’attività quotidiana all’interno delle rispettive cucine). La raccolta ordini, nel dettaglio, passa dalla piattaforma e-commerce che verifica la disponibilità dei prodotti tramite un controllo in tempo reale del magazzino attraverso un sistema di tracciamento Rfid. Un apposito ha quindi il compito di ripristinare i corretti livelli delle scorte, calcolando le materie prime necessarie e assegnando in automatico le mansioni ai singoli operatori. Un altro applicativo genera invece i documenti di trasporto e guida lo staff nell'organizzazione delle spedizioni, verificando al contempo la correttezza dei prodotti tramite Rfid, e un ulteriore software assegna le spedizioni ai corrieri in base all'itinerario ideale per la consegna.Guardando al piano di sviluppo futuro dell'azienda, nell'agenda di Cova e dei suoi collaboratori spiccano per i prossimi mesi due voci in particolare: il piano di espansione internazionale e un nuovo stabilimento produttivo hi-tech.

Per quanto riguarda l’estero, il progetto è di replicare in tempi molto rapidi (già nel 2023,) il modello di vendita di prodotti (freschi e senza conservanti) già attivo per alcune nazione europee, soprattutto il Regno Unito, verso i Paesi dell'Est. La nuova “cucina nelle nuvole”, invece, sarà realizzata in Brianza e, nelle intenzioni del ceo di Soul-K, “potenzierà la capacità produttiva attuale di circa 10 volte, applicando sempre più tecnologia, sia a livello software per l'ottimizzazione dei processi sia in campo hardware con dispositivi Rfid e robot collaborativi a supporto dello staff operativo”

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