CREDITO

S&P, corporate bond a 26 miliardi sostenuti dalle emissioni green

I tassi negativi e il Quantitative easing hanno incentivato le aziende a fare funding: il debito medio delle aziende italiane è in linea con la media europea

di Mara Monti

2' di lettura

MATERA - E’ corsa al funding per i corporate italiani che approfittando dei bassi tassi di interesse stanno cominciando ad utilizzare con convinzione i green bond e substainable linked bond, obbligazioni legate ai piani di sostenibilità ambientale.

Secondo i dati di S&P Global Ratings, da inizio anno sono stati collocati bond per 26 miliardi di euro tra titoli investment grade e high yield, un livello superiore rispetto allo scorso anno quando erano state emesse obbligazioni per 20 miliardi di euro. «Questa crescita è dovuta anche alle emissioni di substainable linked e green bond», ha spiegato a margine del congresso Andaf di Matera Renato Panichi, senior director corporate ratings di S&P Global Ratings secondo il quale le aziende stanno in media allungando la durata media del debito.

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Il debutto dei substainable linked bond. Un’asset class che in Italia sta attirando un numero crescente di emittenti interessati alle problematiche ESG: per il debutto di questa nuova tipologia di substainable linked bond Enel e Snam hanno fatto da apripista. La caratteristica di questi titoli è legata al piano di riduzione delle emissioni che l’emittente promette di realizzare: se questo piano non dovesse essere rispettato, l’azienda alla scadenza del bond dovrà pagare una cedola superiore al sottoscrittore.

Il debito corporate migliora. I tassi negativi e la compressione degli spreads come conseguenza del Quantitative easing adottata dalla Bce hanno sostenuto i corporate europei incentivando le aziende a fare funding, anche prefinanziando future scadenze. Per quanto riguarda il livello del debito corporate in rapporto al GDP, oggi «il debito corporate italiano al netto dei prestiti intercompany è in linea con la media europea», ha commentato Panichi intervenuto al congresso Andaf, l'associazione dei direttori amministrativi e finanziari.

Italia e Germania non investono. Il problema delle aziende italiane, secondo S&P sono gli investimenti e la redditività in particolare delle piccole e medie aziende: «La congiuntura non aiuta perché ci troviamo di fronte a una contrazione globale dell’economia dovuta al rallentamento del commercio internazionale».

In Europa, a soffrire di più sono Italia e Germania i paesi che investono di meno perché «risentono della guerra tariffaria e di fronte a questo clima di incertezza le imprese benché abbiamo a disposizione la liquidità, preferiscono non impiegarla», aggiunge Panichi.

La soluzione passa attraverso gli incentivi fiscali come quelli di Industria 4.0: «Avere riproposto gli incentivi di Industria 4.0 nella manovra finanziari che il governo si appresta a discutere è indispensabile per ridare slancio al sistema manifatturiero in questa fase di incertezza».

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