Nessuna variazione anche per UK e germania

S&P: rating BBB e outlook stabile per l’Italia. Il confronto con Berlino (AAA)

di Isabella Bufacchi

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Standard & Poor's conferma il rating dell’Italia a BBB con un outlook stabile. La crescita dell’Italia secondo le previsioni di Standard & Poor’s sarà dell'1,5% quest'anno (in linea con la stima del Def) e, in media, dell’1,2% nel periodo 2019-2021. Per l’agenzia di rating resta però il dilemma legato alle incertezze politiche e alle politiche economiche del prossimo governo, oltre ai rischi per l’elevato debito pubblico. Fattori che - si afferma - potrebbero avere implicazioni potenzialmente negative. Confermato anche il rating del Regno Unito a AA/A-1+, con outlook che resta negativo, e della Germania (AAA, outlook stabile), che si conferma a otto gradini di distanza sopra l’Italia.

Le prospettive economiche con il QE che finisce quest’anno e il primo rialzo dei tassi nel terzo trimestre 2019
Italia: S&P’s prevede il Pil reale + 1,5% nel 2018 e + 1,2% nel 2019-2021. Le riforme dell'istruzione, lavoro e del settore bancario sostengono la ripresa economica. L'Italia cresce da cinque anni consecutivi, dal 2014. Gli investimenti e la domanda interna sostengono l’economia.
Germania: la crescita superiore al potenziale consente di accumulare altri buffer fiscali ed esterni come protezione contro shock futuri; per i prossimi due anni la Germania potrà superare qualsiasi tipo di shock probabile e potenziale finanziario ed economico, e non ci sono possibilità reali che il rating venga declassato. Inoltre è creditore netto per grandi importi sull'estero e questo è uno scudo contro gli shock. L’economia andrà bene quest'anno (+2,4% Pil reale) e si rafforzerà grazie a un aumento della domanda interna (+2,2% nel 2017) e una politica fiscale moderatamente espansiva, previsti 36 miliardi di maggiore spesa e 10 miliardi di taglio della tassa di solidarietà dal 2021 (0,3% del Pil in meno di entrate fiscali) . La crescita del Pil reale scenderà a +1,3% per il 2021.

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Politica
Italia: in attesa di sapere quale sarà la direzione della politica fiscale del prossimo governo, l’incertezza della linea politica potrebbe pesare sulla performance dell’economia, soprattutto se verranno invertite le riforme economiche strutturali (lavoro e pensioni) e non verrà portato avanti il consolidamento fiscale, con conseguente calo della fiducia delle imprese e dei consumatori. La crescita robusta e la politica fiscale accomodante controbilanciano l’incertezza politica nei prossimi due anni: ma l’incertezza politica limita la prevedibilità delle politiche economiche e fiscali.
Germania: dalla Grande Coalizione si prevede la continuazione di politiche fiscali prudenti. Il freno al debito nella costituzione resta un punto fermo che guida e determina la politica fiscale. Il nuovo ministro delle Finanze dell’SPD non sembra voler ribaltare la posizione della Germania rispetto a una maggiore integrazione dell’Eurozona.

Cosa può andare male
Italia: un declassamento è possibile nel caso di rallentamento economico e se il consolidamento dei conti pubblici vacillerà perché non sarà perseguito dal governo o se il governo invertirà il cammino delle riforme strutturali con impatto negativo su crescita e fiducia.
Germania: un declassamento è possibile solo in presenza di un deterioramento importante della crescita e delle finanze pubbliche o un indebolimento della flessibilità della Bce, un aumento del debito collegato a crisi bancarie o un contagio da una crisi dell'Eurozona. Tutti scenari molto improbabili. Ma la crescita tedesca resta vulnerabile a rischi esterni come il protezionismo e una guerra commerciale. Anche la Germania ha bisogno di riforme strutturali: è 114esima nel Doing Business Report della Banca mondiale, è indietro nella digitalizzazione, i costi dell’elettricità sono i secondi più alti nella Ue dopo la Danimarca.

Debito e deficit/surplus
Italia: deficit/Pil quest'anno è previsto all'1,9%, consentendo la discesa del debito/Pil. Il surplus di bilancio è solido e in miglioramento dal 2012. Il debito/Pil italiano è il quarto al mondo su un totale di 131 Paesi con rating S&P’s, dopo quello di Giappone, Grecia e Libano. Quest'anno resterà attorno al 129% ma dovrebbe calare al 125% per il 2021.
Germania: lo stock del debito è grande, sebbene in termini nominali e in rapporto al Pil il debito pubblico stia calando. Il debito/Pil scenderà sotto il 60% già quest’anno, S&P lo prevede al 57% (58,3% tenendo conto delle contingent liabilities Efsf/Esm). Il surplus di bilancio resterà in media dello 0,7% nel periodo 2018-2021. La Germania rispetta il vincolo del deficit/Pil sotto il 3% dal 2011.

Disoccupazione
Italia prevista al 10,8% quest’anno dall'11,3% nel 2017 e al 9,7% nel 2021
Germania prevista al 3,5% nel 2018 e al 3,2% nel 2021.

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