l’inchiesta

Spaccio, estorsione e tortura: arrestati carabinieri e sequestrata caserma a Piacenza

«Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi nel lockdown, con il più totale disprezzo dei decreti emanati dalla presidenza del consiglio - ha dichiarato il procuratore capo Grazia Pradella - Solo un militare della caserma non è coinvolto». Il comando generale dell'Arma dei Carabinieri ha disposto «l'immediata sospensione dall'impiego» per i militari coinvolti nell'inchiesta

(ANSA)

2' di lettura

Una caserma dei Carabinieri posta sotto sequestro, sei carabinieri in carcere e uno, il maresciallo che comanda la stazione, agli arresti domiciliari. È un'inchiesta a tratti senza precedenti quella condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare per i militari della caserma di Piacenza Levante in via Caccialupo. I reati contestati vanno dal traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, al peculato, abuso d'ufficio e falsità ideologica. Ci sono anche «arresti completamente falsati e perquisizioni arbitrarie» nell'ordinanza da 300 pagine che il gip del Tribunale di Piacenza ha emesso. Vittime di brutali pestaggi erano, secondo gli inquirenti, soprattutto gli spacciatori che non volevano collaborare ed entrare nella rete clandestina di gestione della droga nel quartiere che, secondo le accuse, i militari avevano creato.

Procura Piacenza: reati impressionanti

«Siamo di fronte a reati impressionanti se si pensa che sono stati commessi da militari dell'Arma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteggiamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma dei carabinieri per futuri accertamenti» ha detto il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella.

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Carabinieri arrestati: abbiamo fatto associazione a delinquere

«Ho fatto un'associazione a delinquere ragazzi (...) in poche parole abbiamo fatto una piramide (...) noi siamo irraggiungibili». Sono alcune frasi, agli atti dell'ordinanza che ha portato all'arresto dei carabinieri, raccolte da un'intercettazione ambientale. «Abbiamo trovato un'altra persona - prosegue l'intercettazione - che sta sotto di noi. Questa persona qua va tutti da questi gli spacciatori e gli dice: 'Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba vendi questa qua, altrimenti non lavori!' e la roba gliela diamo noi!».

I reati più gravi commessi nel lockdown

Guardia di finanza e Polizia locale hanno condotto le indagini svolte in sei mesi attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche che hanno portato alla luce comportamenti criminali che hanno portato al sequestro della caserma. «Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi nel lockdown, con il più totale disprezzo dei decreti emanati dalla presidenza del consiglio. Solo un militare della caserma non è coinvolto. Faccio fatica a definire questi soggetti “carabinieri” perché i comportamenti sono criminali. Non c'è nulla di lecito nei comportamenti», ha spiegato Pradella, che ha aggiunto: «Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del coronavirus, questi carabinieri approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupefacente a causa delle norme anti covid».

Arma: disposta immediata sospensione

Il comando generale dell'Arma dei Carabinieri ha disposto «l'immediata sospensione dall'impiego» per i militari coinvolti nell'inchiesta della procura di Piacenza. Il comando generale, sottolinea una nota dell'Arma, ha contestualmente disposto la «valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico».

«Totale sostegno a magistrati»

Il comando ha assicurato inoltre «totale sostegno all'autorità giudiziaria». «I gravissimi episodi oggetto di indagine - ha aggiunto il comando generale - sono ulteriormente aggravati dall'incommensurabile discredito che gettano sull'impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità».

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