ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’assemblea di Assolombarda

Spada: ultima chiamata per le riforme

Lavoro, energia e infrastrutture le priorità del presidente di Assolombarda per affrontare il futuro. Un’azienda su due a rischio.

di Luca Orlando

4' di lettura

Interventi di impatto immediato, per salvare le imprese dall’emergenza energetica e mantenere vivo il cuore produttivo del Paese. E azioni di lungo termine, che sostengano lo sviluppo in modo duraturo, consegnando ai giovani un’Italia ancora sana e competitiva.

Il dovere dei tempi è il tema scelto dal presidente di Assolombarda Alessandro Spada per l’assemblea annuale della maggiore territoriale di Confindustria, in un clima decisamente diverso rispetto a quello dello scorso anno, in cui era la forza della ripresa l’elemento prevalente, in un momento costellato certamente ancora da rischi ma soprattutto da opportunità. Scenario ora ribaltato. Perché crisi attuale e nodi irrisolti da tempo creano un quadro critico, da affrontare in modo consequenziale. «Il dovere dei tempi - scandisce Spada - non è solo quello di fronteggiare al meglio l’emergenza. Si tratta dell’ultima occasione per fare le riforme guardando alle nuove generazioni. Quelle che dovranno pagare i debiti contratti con Next Generation Eu».

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Dovere dei tempi che oggi impone dunque una nuova responsabilità. Tenendo conto che pandemia, guerra, rincari di energia e materiali, crisi della supply chain determinano un contesto drammatico. In cui la Lombardia rischia quasi di dimezzare la propria crescita mentre entro un anno è a rischio la produzione di più della metà delle aziende del territorio. Esito di una crisi che ha fatto venire al pettine nodi atavici, in un’Italia del “no”: all’atomo, così come ai termovalorizzatori, ai rigassificatori, finanche ai gasdotti. Schema che ha finito per lasciare campo libero ad una burocrazia «che pare costruita allo scopo di frenare ogni spinta».

L’energia rappresenta oggi una questione di sicurezza nazionale, da affrontare in modo più drastico rispetto alle misure deboli sin qui adottate riadattando anche obiettivi, scadenze e risorse del Pnrr. Ponendo un tetto al prezzo del gas e rilanciandone la produzione nazionale ma ripensando anche tempi e modi della transizione energetica. Spingendo certamente le fonti rinnovabili, per guardare però anche all’idrogeno e al nucleare, tema quest’ultimo da affrontare senza preconcetti.

Non è un paese per giovani

Se salvare le aziende è il tema di fondo dell’emergenza attuale, in parallelo non sono più rinviabili riforme che guardino ai giovani, a cui occorre consegnare un Paese più inclusivo anzitutto in termini lavorativi. Azione necessaria, tenendo conto dei tassi di disoccupazione e delle quote elevate di coloro che non studiano, non lavorano e non si formano.

Fiscalità agevolata su uno schema simile a quello utilizzato per il rientro dei cervelli, un patto per il lavoro che vada oltre il fallimentare e costoso esperimento del reddito di cittadinanza e un programma sperimentale 4.0 per creare una zona economica speciale virtuale del Paese sono le proposte che Spada mette in campo.

Più in generale lo strumento chiave per la crescita e l’equità è la riduzione secca del cuneo fiscale: un taglio di 16 miliardi - spiega - darebbe alla maggioranza dei lavoratori una mensilità in più, alle aziende maggiore competitività.

Azioni d’impatto che dovrebbero però accompagnarsi a scelte strategiche orientate al futuro, rilanciando ad esempio la formazione tecnica e scientifica e la spesa in ricerca e sviluppo e portando a Milano la sede europea del Tribunale Unificato dei Brevetti. Evitando allo stesso tempo derive opposte, come la riduzione progressiva delle aliquote per gli investimenti 4.0 così come quella dei crediti di imposta per la ricerca aziendale, scelta che di fatto spinge le risorse verso altri paesi.

Milano protagonista

Azioni e strategie di rilancio da coniugare sul territorio con il completamento delle riforme per l’autonomia regionale e un provvedimento speciale per consentire a Milano di continuare a correre. Con Assolombarda a voler giocare un ruolo da protagonista. «Da questo luogo così carico di aspettative - spiega Spada - vogliamo trasmettere -un messaggio alle istituzioni: noi ci siamo, per ricostruire fiducia e coesione in una situazione così incerta e complicata. Per offrire un contributo di idee ma anche per un supporto concreto nell’attuazione del Pnrr. Perché dividersi oggi significa perdere domani. I prossimi mesi, come ha ricordato il premier Draghi ai partiti, sono decisivi per non vanificare quanto fatto fino ad oggi e non possono essere ostaggio di calcoli elettorali».

Il leader di Confindustria

Per Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, affrontare l’emergenza energia è una priorità, tenendo conto di una bolletta energetica che per l’industria è arrivata a 80 miliardi di euro. Più in generale Bonomi chiede però alla politica di voltare pagina rispetto alla stagione dei bonus a pioggia, interventi che hanno contribuito a creare un sistema di welfare sbilanciato, comunque non in grado di risolvere il problema della povertà. «Arrivando al paradosso - spiega - di un ministro del Lavoro che si impegna a cercare un’occupazione per i navigator, coloro che in teoria avrebbero dovuto trovare lavoro ad altre persone. Al ministro dell’innovazione tecnologica Vittorio Colao, che aveva chiesto in precedenza agli imprenditori di valorizzare i giovani pagandoli di più, Bonomi ha ricordato che le statistiche si fanno sempre sullo stipendio netto, mentre a penalizzare i salari è soprattutto il cuneo fiscale. «Che non sarà l’unico problema - aggiunge - ma che comunque rappresenta un problema. Investendo qui 16 miliardi si potrebbe dare una mensilità in più a tutti coloro che guadagnano meno di 35mila euro: da tre mesi chiediamo questo al Governo e non abbiamo ancora ricevuto una risposta». Alla politica lancia poi un messaggio chiaro: “Stiamo vedendo i partiti che di nuovo con l’avvento delle amministrative, le regionali e le politiche tornano a fare le battaglie di bandierina. Alle nostre imprese non va bene questa aria da ‘sciogliete le righe'. E’ un sabotaggio per il futuro dell’Italia e non ci va bene per niente».

Colao: il Pnrr non cambia

Anche se qualche aggiustamento è possibile, spiega il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao rispondendo alle richieste delle imprese, riscrivere il Pnrr a suo avviso sarebbe pericoloso, ogni modifica dell’indirizzo strategico in questa fase sarebbe una forma di autolesionismo.

«In Italia - spiega - sentiamo a volte, anche alla luce dei rincari e delle condizioni politiche, voci che auspicano la revisione del Pnrr. Sostengo che le missioni e i pilastri del piano siano coincidenti con gli elementi di visone europea autonoma e forte, sono gli stessi che troviamo nei piani di rilancio di altri partner europei. Su specifiche iniziative abbiamo margini di manovra, valutiamo come far fronte ai rincari. Ma ritengo che riscrive il Pnrr sia pericoloso».

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