armi sottratte

Sparatoria in questura a Trieste: morti due agenti

I due poliziotti sono stati uccisi con colpi di pistola esplosi a bruciapelo. Le armi erano state sottratte con un escamotage


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4' di lettura

Sono morti i due agenti colpiti durante una sparatoria davanti alla questura di Trieste. L’uomo che li ha uccisi - Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, di origini dominicane - si è avvalso della facoltà di non
rispondere agli inquirenti. Avrebbe sottratto le pistole a entrambi i poliziotti e non solo al primo che lo aveva accompagnato in bagno, come appurato inizialmente. Sulla dinamica del duplice omicidio proseguono le indagini della scientifica, che ha lavorato fino a tarda serata per raccogliere prove utili all'indagine. Venerdì sera, all'Altare della Patria a Roma, commovente omaggio della polizia alle due vittime. Oggi, sabato, lutto cittadino.

GUARDA IL VIDEO - Sparatoria a Trieste, il video degli agenti uccisi: “Dormite tranquilli, ci siamo noi”

Le due giovani vittime
I due poliziotti freddati erano l’agente scelto Pierluigi Rotta e l’agente Matteo De Menego. Il fatto è avvenuto a Trieste, dinanzi alla questura che si trova tra via del Teatro Romano e via di Tor Bandena. Ferito nella sparatoria un terzo agente, ma in modo non grave. Pierluigi Rotta era agente scelto e aveva 34 anni, originario di Pozzuoli in provincia di Napoli. Rotta aveva scelto la Polizia seguendo le orme del padre. Il giovane aveva svolto l'incarico anche a Napoli prima di essere trasferito a Trieste. Matteo Demenego, originario di Velletri (Roma), aveva 31 anni ed era agente semplice, era stato assegnato a Trieste il 24 settembre 2013. Demengo aveva compiuto gli anni il 27 settembre.

Sap: le fondine avevano problemi
«Nella vicenda dei due agenti uccisi ci sono stati problemi con le fondine. Al primo è stata sfilata la pistola perché aveva una fondina vecchia, in quanto quella in dotazione gli si era rotta. Al secondo agente ucciso, la fondina sarebbe stata strappata dalla cintura». Lo riferisce il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Al secondo agente - prosegue il Sap - l'arma sarebbe stata strappata quando ormai era già a terra inerte a causa delle ferite per i colpi esplosi con la prima pistola sottratta».

Il Dipartimento di PS: nessuna prova su fondine inadeguate
Il Dipartimento della pubblica sicurezza dichiara che «allo stato attuale degli accertamenti, in assenza di testimoni e documenti video, è priva di fondamento ogni arbitraria ricostruzione della dinamica che ha portato alla sottrazione dell’arma del collega ucciso per primo». Così in una
nota il Dipartimento in relazione alle «speculazioni generate da un rappresentante del Sap nel tentativo di correlare la tragica morte di Matteo e Pierluigi all’inadeguatezza dell’equipaggiamento in dotazione».

Mattarella: profonda tristezza per una barbara uccisione
«Ho appreso con profonda tristezza la notizia della barbara uccisione dell'agente scelto Matteo De Menego e dell'agente Pierluigi Rotta, feriti mortalmente presso la questura di Trieste mentre erano impegnati in una operazione di servizio», ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, in un messaggio inviato al capo della Polizia Franco Gabrielli. «In questa dolorosa circostanza - prosegue il messaggio - desidero esprimere a lei e alla Polizia di Stato la mia solidale vicinanza, rinnovando i sentimenti di considerazione e riconoscenza per il quotidiano impegno degli operatori della Polizia al servizio dei cittadini. La prego di far pervenire ai familiari degli agenti le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore».

Le prime ricostruzioni
Dalle prime ricostruzioni due fratelli erano stati accompagnati in questura dal personale delle volanti dopo «un'attività di ricerca del responsabile della rapina di uno scooter avvenuta nelle prime ore del mattino». Per motivi in fase di accertamento, si legge in una nota della Questura di Trieste, «uno dei due ha distolto l’attenzione degli agenti e ha esploso a bruciapelo più colpi verso di loro. Entrambi hanno tentato di fuggire dalla Questura, ma sono stati fermati». Il malvivente, anche lui ferito nello scontro a fuoco, è rimasto ferito. Nonostante abbia tentato la fuga, è stato inseguito e catturato. L’uomo è poi stato portato in ospedale per le ferite riportate. Il fratello era nel frattempo rimasto in questura.

Dopo la colluttazione, gli spari
Fonti investigative hanno dichiarato che uno dei due aggressori ha ingaggiato una colluttazione con gli agenti dopo essere stato accompagnato in bagno. L’uomo era riuscito a sottrarre la pistola dalla fondina del poliziotto e aveva sparato.

Il tentativo di fuga del’uomo che ha sparato
Il titolare di un locale della zona ha riferito di aver sentito spari provenienti dall'interno della questura. Pochi istanti dopo l'uomo ha detto di aver visto un giovane uscire di corsa dalla Questura con in mano un'arma. Quest' ultimo avrebbe provato ad aprire un'auto della polizia parcheggiata lì davanti, ma inutilmente perché la vettura era chiusa. Subito dopo sono giunti alcuni agenti che lo hanno bloccato a terra.

Lutto cittadino
Il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, ha dichiarato il lutto cittadino in seguito all'uccisione di due agenti nella sparatoria davanti alla questura. Sono stati annullati tutti gli interventi politici dei governatori del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, del Veneto, Luca Zaia, del Piemonte, Alberto Cirio e della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti previsti in serata per l’apertura della Festa regionale della Lega Fvg a Porcia.

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