Innovation Days - Lombardia

Spartiti, trattori, lamiere: spinta digitale per disegnare il futuro

di Luca Orlando

3' di lettura

Sei milioni e mezzo di ricavi, dopo una crescita a doppia cifra anche nel 2020. I numeri di Mipu, gruppo dedicato alla manutenzione predittiva, raccontano forse meglio di altre analisi il cambiamento in atto nell’industria e più in generale nell’economia. Che abbraccia con sempre maggiore convinzione i processi di digitalizzazione, la vera grande rivoluzione innescata da Industria 4.0. L’ormai ex start-up lombarda, forte di ben 66 addetti, «ma ora cresciamo di oltre il 20% - spiega la fondatrice Giulia Baccarin - e abbiamo almeno altre sei posizioni aperte», è solo la spia di un movimento più ampio, come testimoniano i racconti delle imprese coinvolte nella prima tappa del roadshow Innovation Days - La fabbrica del futuro. Futuro già ben impostato ad esempio per Rold, componentista di prodotti plastici in grado di inventarsi un sistema di controllo dei dati a bordo linea, tanto brillante da essere acquistato anche da multinazionali di stazza ben superiore. «Il vantaggio è duplice - spiega il presidente Laura Rocchitelli - perché da un lato abbiamo migliorato di parecchi punti la nostra produttività; dall’altro iniziamo a sfruttare questa applicazione come modello di business, che genera entrate ma anche reputazione». Percorso 4.0 dunque non relegato ai “big” dotati di grandi risorse ma accessibile anche alle Pmi. Come ad esempio la carpenteria di Miriam Gualini. «Le nostre saldatrici ora sono in rete - spiega il ceo di Gualini Lamiere - e questo ci consente di standardizzare l’attività più critica del nostro lavoro. Mentre l’investimento in telecamere hi-tech ci permette di tracciare con certezza ogni movimento della lamiera all’interno del magazzino». Sistemi visivi evoluti sono alla base anche della tenuta 2020 del mercato di Ficep, produttore di macchine utensili che come l’intero settore ha subito la penalizzazione aggiuntiva derivante dal blocco della mobilità. «Ci siamo attrezzati con sistemi di telecamere - spiega il ceo Barbara Colombo - per poter far collaudare al cliente l’impianto a distanza, senza l’invio di una squadra tecnica. E grazie a queste metodiche siamo riusciti a consegnare molte macchine, incassando interamente il valore della commessa». Altro scatto in avanti evidente, visibile nell’aggiornamento dei processi produttivi, è il progressivo utilizzo della robotica.

Trend alla base del successo di InXpect, start up bresciana che punta quest’anno a più che raddoppiare i due milioni di ricavi del 2020. Grazie alle famiglie di sensori che consentono ai robot tradizionali di operare anche in assenza di gabbie di contenimento. «Tecnologie radar - spiega il fondatore Luca Salgarelli - adottate anche dai big dell’auto tedesca: continuiamo ad assumere, perché la domanda è davvero tonica». Rivoluzione 4.0 che non si limita ai processi ma abbraccia anche ciò che sta a valle, il prodotto, ormai dotato di sempre maggiore capacità di dialogo. Capita anche nel settore tradizionale per eccellenza, l’agricoltura, dove le cabine delle nuove famiglie di trattori ricordano ormai sempre più da vicino quelle di un aereo di linea.

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«Il dialogo con i satelliti - spiega il Ceo di Sdf Lodovico Bussolati - consente ad esempio di verificare le condizioni del terreno e di dosare le quantità di acqua come di fertilizzante, il che si traduce in un utilizzo più razionale ed efficiente delle risorse». Punto di arrivo di un percorso di innovazione e sviluppo in cui la multinazionale di Treviglio investe pesantemente, impegnandovi il 5% dei ricavi annui e 300 addetti dedicati. «Tra cui - aggiunge Bussolati - ormai abbiamo anche laureati in fisica e matematica, discipline preziose per maneggiare e sfruttare al meglio il patrimonio di dati che ormai è accessibile». Spinta innovativa visibile anche negli ultimi dati di Made, competence center che fa il “pieno” nell’ultimo bando. «Abbiamo ricevuto 43 domande - spiega il presidente Marco Taisch - per un valore di 3,8 milioni, con una qualità crescente che evidenzia il percorso di maturazione delle imprese». Realizzato da aziende manifatturiere e non solo, come testimonia l’Orchestra Verdi di Milano, alle prese con spartiti elettronici ed eventi in streaming. «Il che - spiega la presidente Ambra Redaelli - genera anche nuove opportunità e percorsi professionali. È un mondo che cambia, restare indietro non è un’opzione».

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