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Spazi verdi e uffici «smart». A Milano Porta Nuova arriva Edge

di Giovanna Mancini


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2' di lettura

La fame di uffici a Milano degli uffici non conosce riposo. Nella zona di Porta Nuova, che negli ultimi anni si è trasformata nel più nuovo centro direzionale della città, è in arrivo un ulteriore complesso, che sorgerà sulle ceneri di quello che fu il cuore del calcio mercato milanese, l’ex hotel Executive di viale Sturzo, di fronte alla centralissima e iper-collegata Stazione Garibaldi.

Annunciato alcuni mesi fa, il progetto Edge (Edifici Garibaldi Executive) entra ora nella fase due del suo sviluppo, con la promessa di esssere pronto per maggio 2020, spiega Roberto Nicosia, ceo di Colliers International Italia, società agente e advisor per la commercializzazione dell’immobile di proprietà del fondo Antirion Global Core gestito da Antirion sgr.

«Edge risponde a una domanda di uffici che in questa zona della città è ancora elevata – afferma Nicosia –. Basti pensare che la vacancy rate per questo segmento, a Milano, è del 12%, mentre a Porta Nuova è del 2,8%».

Come sarà  Edge

Come sarà Edge

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A cercare spazi sono soprattutto grandi aziende, italiane e internazionali, che chiedono edifici non soltanto di qualità, ma anche flessibili e “smart”, adatti alle nuove tipologie di lavoro, e dotati di aree verdi e di elementi di comfort per i dipendenti. «Dopo anni in cui, mano a mano che crescevano, le aziende si spostavano verso la periferia, ora assistiamo a un ritorno nelle zone centrali – fa notare Nicosia –. Per attrarre i giovani e i talenti le aziende puntano sul benessere e la salute dei dipendenti, anche rinunciando a un po’ di spazio, a maggior ragione in caso di lavoro agile o coworking».

Il progetto Edge, coordinato da General Planning e disegnato dallo studio di architettura Onesitestudio, risponde proprio a queste esigenze. Un “edificio di edifici” situato in una delle zone più infrastrutturate e «cool» della città: tre volumi collegati ma distinti e autonomi (in modo da poter essere occupati da un singolo conduttore o da diversi soggetti) che affacciano su viale Sturzo (dieci piani), via D’Azeglio (sette piani) e via Tocqueville (cinque piani), per un totale di 22.600 mq in cui potranno lavorare fino a 2mila persone. Il complesso – che dopo le demolizioni delle parti interne prevede ora la demolizione della facciata – sarà realizzato secondo criteri di sostenibilità ed efficienza energetica, per ottenerela certificazione Leed.

Ma il punto di forza del progetto sono le aree esterne: 4.500 mq complessivi di cui 1.900 di aree verdi (tra terrazzi e cortili), che hanno l’obiettivo anche di resituire lo spazio lala città, con una passerella che, da viale Sturzo, condurrà direttamentein via Tocqueville. L’idea degli sviluppatori è di lasciare libero l’utilizzo del passaggio, ma la decisione finale spetterà ai conduttori dell’edificio. Così come spetterà ai conduttori decidere se affidare ad attività commerciali alcuni spazi del piano terra o se tenere tutto a uso uffici. Il progetto è fatto in modo tale da lasciare aperte tutte le possibilità.

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