Tecnologie

Spazio, arriva “Prisma” il satellite made in Italy dagli occhi diversi

di Celestina Dominelli

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2' di lettura

Avrà occhi diversi rispetto agli altri satelliti grazie a una strumentazione elettro-ottica estremamente innovativa che consentirà di raffinare le conoscenze legate all’osservazione della Terra. Non è questa, però, l’unica caratteristica che rende Prisma (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa), il satellite dell’Agenzia Spaziale Italiana che sarà lanciato la notte tra l’8 e il 9 marzo prossimo, un’eccellenza a livello globale. Perché il progetto conferma la capacità dell’industria nazionale di mettere a punto un sistema spaziale chiavi in mano, dalla progettazione alla gestione dei dati a terra.

Un’eccellenza a livello globale
Prisma partirà, come detto, a marzo dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana Francese e dalla sua orbita, a circa 620 chilometri di quota, osserverà il pianeta con lo strumento iperspettrale operativo più potente al mondo, in grado di lavorare in numerose, strette e contigue bande disposte dal visibile al vicino infrarosso e fino all’infrarosso a onde corte. A differenza, infatti, dei sensori ottici passivi satellitari attualmente operativi, che si limitano a registrare la radiazione solareriflessa dalla Terra in un numero limitato di bande spettrali, Prisma è in grado di acquisirne 240. Ogni materiale ha una propria firma spettrale, una vera impronta digitale: una combinazione unica di colori, detti “bande spettrali”. Il satellite made in Italy è in sostanza in grado di analizzare questa firma viaggiando a 27mila chilometri all’ora, e potrà così identificare un oggetto o risalire alle caratteristiche di un’area sotto osservazione.

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Da Leonardo ad Avio: ecco le imprese coinvolte nel progetto
Prisma è stato realizzato da un raggruppamento temporaneo di imprese, guidato da Ohb Italia, responsabile della missione e della gestione dei tre principali segmenti (terra, volo e lancio), e Leonardo, che ha realizzato la strumentazione elettro-ottica. Il lancio avverrà poi con il vettore Vega, prodotto da Avio, lanciatore dell’Agenzia spaziale europea ma di concezione e costruzione a prevalenza italiana. Il centro di controllo della missione è stato realizzato da Telespazio mentre l’acquisizione e l’elaborazione dei dati avverrà dal Centro Spaziale di Matera.

Tutti i vantaggi di Prisma
La missione potrà dunque dare un prezioso contributo all’osservazione dallo spazio delle risorse naturali e allo studio dei principali processi ambientali (dalle interazioni tra atmosfera, biosfera e idrosfera all’osservazione dei cambiamenti dell’ambiente e del clima a livello globale). Prisma sarà quindi in grado di fornire preziose informazioni a supporto delle opere di prevenzione rispetto ai rischi naturali (come quello idrogeologico) e antropici (tra cui l’inquinamento del suolo), del monitoraggio dei beni culturali, delle azioni di ausilio alle crisi umanitarie, delle attività agricole e di sfruttamento delle risorse minerarie.

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