in provincia di Sassari

Spazio a De André e Montessori: Tula cancella le strade dedicate ai Savoia

Dalle targhe di otto vie di Tula, paese di 1.515 abitanti della Provincia di Sassari, spariranno i nomi legati alla dinastia Savoia per fare posto a figure nazionali o locali

di Davide Madeddu


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3' di lettura

Il comune cambia la toponomastica e cancella le strade intitolate ai Savoia. Dalle targhe di otto vie di Tula, paese di 1.515 abitanti della Provincia di Sassari, spariranno i nomi legati alla dinastia Savoia per fare posto a figure nazionali o locali. A sancire il cambiamento, che comporterà anche un aggiornamento dei documenti delle persone che risiedono proprio nelle strade rinominate, è la delibera numero 79 del 19 settembre approvata dalla Giunta comunale.

Una modifica che, come scrive il sindaco Gesuino Satta nella relazione che accompagna il provvedimento, «vuole dare risalto a figure storiche o contemporanee che rappresentano un valore e un esempio per la loro attività, di cui sono state magari vittime, e che rappresentano un riferimento ideale positivo che merita di essere ricordato e tramandato». Nella proposta inoltre «si è dato volutamente risalto sopratutto a figure femminili o a simboli localmente o universalmente riconosciuti».

Dalle strade sparirà via Regina Margherita che sarà sostituita con Via Montessori, mentre via Regina Elena sarà sostituita da via Emanuela Loi. Piazza Vittorio Emanuele si chiamerà Piazza Mesu Idda, mentre via Umberto diventerà via Ilaria Alpi. Via Cadorna diventerà via Francesco Cilocco, via La Marmora diventerà via 1° Maggio. Il nuovo nome di via Principe di Piemonte sarà via Carrera 'e Cheja mentre via Cavour diventerà via Fabrizio De Andrè.

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«La proposta di intitolare una via a Maria Montessori – scrive il sindaco nella relazione - nasce dal riconoscimento del ruolo avuto nel modificare profondamente l'approccio ai sistemi didattico-educativi dei bambini e ragazzi in età scolare tanto da diventare punto di riferimento internazionale anche per le azioni di lotta all'analfabetismo quale fattore di evoluzione e sviluppo sociale». Proprio nella strada dedicata a Maria Montessori sorge l'immobile che ospitò le prime classi della scuola elementare di nuova istituzione.

«Ilaria Alpi ed Emanuela Loi, due giovani donne vittime del lavoro e della loro dedizione al perseguimento di un obiettivo, la ricerca della verità e della legalità, per il quale hanno pagato con la vita sicuramente consapevoli del pericolo insito nelle loro attività necessarie per garantire diritti fondamentali quali l'informazione e la giustizia», – prosegue ancora il primo cittadino. Per loro si vogliono dedicare due strade site nel centro storico e che si uniscono in una piazza, anche a simboleggiare il comune destino di morte violenta».

Spazio anche a figure locali, come quella di Francesco Cilocco, «giovane notaio che alla fine del XVIII secolo combatte contro il feudalesimo, ancora presente in Sardegna e che costituiva elemento di illiberalità e oppressione nonché impedimento allo sviluppo economico, pagando con la vita la volontà di perseguire un obiettivo poiché a soli 33 anni venne barbaramente torturato e poi impiccato. Un modo per dare «un giusto riconoscimento a personaggi a torto ritenuti minori ma che nella storia sarda hanno rappresentato dei riferimenti importanti nei movimenti di contrasto alle ingiustizie quale elemento di riscatto ed evoluzione sociale democratica».

C'è poi la strada dedicata a Fabrizio de André, «molto legato alla Sardegna dove ha trascorso l'ultimo periodo della sua vita. Viene considerato il poeta della canzone italiana, grande innovatore della musica leggera nell'Italia del dopoguerra e del boom economico, ha trattato tematiche sociali e religiose, questioni spinose e in controtendenza, analizzato ipocrisie e debolezze dell'animo umano in modo mai banale. Ricorre proprio quest'anno il ventennale della morte e già alcuni anni addietro erano pervenute sollecitazioni da diversi cittadini affinché l'amministrazione ne ricordasse la figura».

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C’è poi via “Primo Maggio” “per rimarcarne il valore simbolico, sia per ribadire l'importanza del lavoro quale elemento di realizzazione personale e di crescita sociale la cui mancanza è all'origine di squilibri e piaghe sociali”. E poi la valorizzazione della cultura e tradizione sarda con “Piatta ‘e Mesuidda” (piazza del centro paese ) e “Carrera ‘e Cheja” (strada della chiesa) «in linea con gli obiettivi di valorizzazione della tradizione e cultura sarda previsti dalla legge regionale 15».

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