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Spazio, l’Italia punta 3,1 miliardi sui programmi gestiti dall’Esa

Il budget complessivo dei 22 Stati membri è di 16,9 miliardi di euro: un incremento di circa il 17% rispetto alla programmazione precedente. Il nostro paese ha aumentato il suo contributo di circa il 20 per cento

di Carmine Fotina

Esa: entro questo decennio un astronauta europeo andrà sulla Luna

3' di lettura

Sarà di 3,1 miliardi di euro in cinque anni il contributo italiano al nuovo ciclo di programmi dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea. Dopo due giorni di negoziazioni al Consiglio ministeriale che si è svolto a Parigi, è stato definito il budget complessivo dei 22 Stati membri. In totale si tratta di 16,9 miliardi di euro: un incremento di circa il 17% rispetto al risultato della ministeriale del 2019, mentre l’Italia ha aumentato il suo contributo di circa il 20 per cento.

D’Urso: Italia protagonista nei programmi spaziali europei

L’impegno di ogni singolo Paese si traduce di fatto in commesse per la propria industria e si articola in programmi obbligatori e opzionali. Nel complesso l’Italia è terza dietro Germania e Francia, e pesa per il 18% del contributo globale dei 22 Stati membri. In particolare, la parte obbligatoria prevede un contributo in base al Pil dello Stato membro. Per i progetti opzionali invece, in questa ministeriale, l’Italia è al primo posto con circa 2,5 miliardi di euro in tre anni (i 600 milioni per la quota obbligatoria sono spalmati invece su cinque anni).

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Italia-Francia, Urso: con Le Maire incontro cordiale e franco

«Possiamo dirci soddisfatti - commenta a margine il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso - perché abbiamo tutelato gli interessi della ricerca, dell’innovazione e dell’intera filiera industriale fatta sia da grandi imprese sia dalle nostre Pmi. Anche grazie alla dichiarazione congiunta con Francia e Germania l’Italia potrà avere un ruolo da protagonista nei programmi europei sullo spazio».

Nuove iniziative e programmi ripresi

Riassumendo i numeri generali, a livello Esa vanno 3,2 miliardi al programma Scienza, 2,8 al trasporto spaziale, 2,7 a esplorazione umana e robotica, 2,7 all’osservazione della terra, 1,9 alle telecomunicazioni, 1,6 miliardi alle attività di base, 730 milioni alla sicurezza spaziale, 542 milioni alla tecnologia, 351 milioni ai programmi di navigazione, 118 milioni allo sviluppo delle aziende in scale-up, 237 milioni al programma Prodex. Nel complesso, secondo la delegazione italiana, sull’equilibrio nella partecipazione ai progetti con il principale partner sulla space economy, la Francia, sono stati fatti passi avanti dopo il bilaterale tra i ministri Urso e Le Maire.

Giorgio Saccoccia, presidente dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), che insieme a Urso ha guidato la rappresentanza italiana, sottolinea tra l’altro «la ripresa del programma di esplorazione marziana, a guida Italia, ExoMars, e la sottoscrizione da parte dell’Italia di un nuovo programma, Moonlight, mirato allo sviluppo di un sistema di telecomunicazioni e navigazione lunari, come nuovo contributo al programma Artemis della Nasa».

Progetto lanciatore Maia dossier irrisolto

Resta irrisolto il dossier Maia, il progetto francese per un nuovo lanciatore che ha creato un caso diplomatico Italia-Francia, già negli ultimi mesi del governo Draghi, per le implicazioni in termini di competizione che potrebbe avere con Vega, prodotto dall’italiana Avio. Sul progetto c’è al momento solo una sottoscrizione iniziale nell’ambito Esa e bisognerà capire se resterà sotto questo ombrello o se la Francia andrà avanti in autonomia. Elena Grifoni Winters, direttrice dell’Ufficio per le politiche spaziali e aerospaziali di Palazzo Chigi, costituito nelle settimane finali del governo Draghi, spiega che «l’attuale esclusività della francese Arianespace controllata dallo stesso gruppo che progetta Maia è un punto critico da risolvere. Ma Maia è in una fase preliminare e abbiamo un margine di tempo per trovare, insieme e con spirito cooperativo, una soluzione strutturale».

L’Esa ha anche deciso la nuova classe di astronauti. Due italiani sono entrati nel gruppo di riserva: Anthea Comellini e Andrea Patassa. L’Esa ha poi stabilito che un astronauta italiano della classe 2009 - Samantha Cristoforetti o Luca Parmitano - parteciperà nell’ambito di Artemis alla missione a bordo della futura stazione spaziale cislunare Lunar Gateway, in programma tra il 2025 e il 2030.

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