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Spazio, Thales Alenia Space svilupperà a Torino i moduli della nuova stazione spaziale Axiom

La società, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), punta sulla Space economy. Ceo: «L’esplorazione dello spazio cambierà paradigma»

di Filomena Greco

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La nuova stazione spaziale Axiom

La società, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), punta sulla Space economy. Ceo: «L’esplorazione dello spazio cambierà paradigma»


3' di lettura

Andrà in pensione nel 2028 la Stazione spaziale internazionale ma i futuri moduli abitativi nello spazio, destinati a ospitare non solo astronauti ma anche visitatori in orbita, saranno realizzati da Thales Alenia Space, joint Venture tra i francesi di Thales (67%) e Leonardo (33%). La società, guidata dal ceo Massimo Comparini, ha firmato un accordo con l’americana Axiom Space per avviare lo sviluppo di due moduli pressurizzati per la prima Stazione Spaziale commerciale al mondo.

Il valore del contratto sarà reso noto in occasione della firma, tra qualche settimana, ma nel frattempo lo stabilimento di Torino di Thales Alenia Space, dove è stato realizzato il 50% dell’Iss e dove nascono i moduli cargo che vengono periodicamente inviati nello spazio, porta a casa una commessa strategica.

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«Come accaduto nei settori delle telecomunicazioni e dell’osservazione terrestre – spiega l’amministratore delegato Comparini – anche il dominio dell’esplorazione spaziale è destinato nei prossimi anni a cambiare paradigma». A cominciare da un nuovo modello commerciale legato alla Space economy e alla possibilità di ospitare l’uomo in orbita, come dimostra la grande attenzione verso il lancio della navicella DragonX Space. «In questo settore la tecnologia e la manifattura italiana giocano un ruolo da protagonista» sottolinea Comparini.

A gennaio scorso la Nasa ha selezionato la proposta della società texana Axiom Space per consentire di collegare i moduli di Axiom a quelli della Stazione Spaziale Internazionale già a partire dalla seconda metà del 2024, creando così un’ area che amplierà il volume utilizzabile e abitabile dell’Iss, destinata in futuro a operare come stazione spaziale commerciale autonoma.

Axiom Space metterà a disposizione anche di privati i trasferimenti verso la Iss in orbit, fino a due all’anno, con il primo lancio previsto nell’ottobre del 2021, mentre in parallelo continuerà lo sviluppo dei nuovi elementi della stazione commerciale. In particolare, Thales Alenia Space avrà la responsabilità di progettare, sviluppare, assemblare ed eseguire test della struttura primaria e del sistema di protezione da micro meteoriti e detriti sia per l’Axiom Node One (AxN1) sia per il Modulo Abitativo (AxH).

Il nuovo accordo con la Nasa segue di poche settimane l’annuncio che Dynetics, società interamente controllata di Leidos, ha selezionato Thales Alenia Space per collaborare alla fase iniziale di sviluppo della cabina pressurizzata dello Human Landing System, il Sistema di Atterraggio umano sulla Luna. Il consorzio internazionale guidato da Dynetics è uno dei team scelti dalla Nasa per competere nella fase iniziale di design e sviluppo del Lander.

Lo Human Landing System fa parte del programma Artemis dell’Agenzia spaziale americana e rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di esplorazione della Luna perché permetterà agli astronauti di raggiungere la Luna e operare sul suolo lunare per una settimana, per poi tornare in orbita. «Thales è un driver per la filiera delle tecnologie per l’aerospazio in Piemonte e non solo – aggiunge l’amministratore delegato – è importante che i grandi programmi all’orizzonte, come ad esempio il ritorno dell’uomo sulla Luna, abbiano ricadute positive sul sistema delle Pmi».

Al centro c’è la tecnologia dei moduli pressurizzati che va ad alimentare vari comparti della Space economy, dalle missioni in condizioni di microgravità intorno alla Luna fino alle attività in orbita lunare e alle missioni cargo. La futura stazione spaziale, anticipa Comparini, «punterà sulla ergonomicità e su una maggiore confortevolezza, a cominciare ad esempio dai sistemi di illuminazione. La nostra ambizione è che le nuove navivelle possano mettere insieme il meglio della tecnologia con il design italiano».

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