elezioni in germania

Spd, Gabriel rinuncia a correre per la Cancelleria. Strada spianata a Schulz

dal nostro corrispondente Alessandro Merli

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Martin Schulz (a sinistra) e Sigmar Gabriel (Afp)


2' di lettura

FRANCOFORTE - Il leader dei socialdemocratici tedeschi, Sigmar Gabriel, si ritira dalla sfida ad Angela Merkel alle prossime elezioni, nelle quali il cancelliere va alla ricerca del quarto mandato. Candidato a guidare la Spd nel voto del 24 settembre prossimo sarà a questo punto l'ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, appena rientrato nella politica nazionale. Gabriel, che è anche vicecancelliere e ministro dell'Economia nel Governo di grande coalizione fra l'unione democristiana Cdu/Csu guidata dalla signora Merkel e la Spd, andrebbe a occupare, dal mese prossimo, la carica di ministro degli Esteri che verrà lasciata libera da Frank-Walter Steinmeier, quando questi sostituirà alla presidenza della Repubblica, Joachim Gauck. Si pensava finora che il ministero degli Esteri sarebbe andato a Schulz.

Il valzer di poltrone fra gli esponenti del vertice socialdemocratico fatica a mascherare la difficoltà per la Spd di trovare un antagonista credibile per la signora Merkel, che ha recuperato popolarità, e di arginare la crisi di consensi, che vede oggi il partito appena sopra il 20% nei sondaggi, in netto calo anche rispetto al pessimo risultato delle ultime elezioni del 2013. La Cdu/Csu è attorno al 35 percento.

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Gabriel ha in più occasioni cercato di diversificare la linea del partito da quella della grande coalizione e di conquistare visibilità criticando la signora Merkel, ma non è mai stato molto popolare nell'opinione pubblica. Shultz, che ha 61 anni e ha presieduto il Parlamento europeo per cinque anni, viene ritenuto una figura di maggiore presa in campagna elettorale e ottiene migliori sondaggi, come riconosciuto dallo stesso Gabriel. Ma pochi osservatori della politica tedesca oggi sono convinti che la Spd, da chiunque guidata, possa ribaltare a proprio favore la corsa con i democristiani.

La perdita di consensi del maggiore partito della sinistra potrebbe anzi togliere probabilità di successo anche all'unica alternativa possibile a un Governo ancora guidato dal cancelliere Merkel, cioè una coalizione rosso-rosso-verde, che comprenda anche la sinistra della Linke e i Verdi, uno schema già sperimentato nell'amministrazione locale di Berlino. La formazione di una compagine di governo dopo le elezioni potrebbe essere complicata dalla presenza senza precedenti sugli scanni del Bundestag di sei partiti, per l'ingresso del nuovo partito anti-immigrati Alternative fuer Deutschland, e il possibile ritorno dei liberali della Fdp.

La rinuncia di Gabriel è trapelata da un'intervista al settimanale “Stern” ed è stata poi confermata dagli altri media tedeschi. Lo stesso Gabriel l'ha confermata nel pomeriggio ai parlamentari della Spd. Al ministero dell'Economia per l'ultima parte della legislatura andrebbe la sottosegretaria Brigitte Zypries.

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