Elezioni in Germania

Spd (Olaf Scholz) in testa nei sondaggi, per la prima volta dal 2006 superata la Cdu ma è presto per cantare vittoria

Sale l’incertezza di questa chiamata alle urne fuori dagli schemi, in era pandemica post-merkeliana, senza più la rassicurante “Mutti”

di Isabella Bufacchi

In Germania la Spd sorpassa i Verdi. Trema la Cdu

3' di lettura

Ribaltone pre-elettorale in Germania. A un mese e un giorno dalle elezioni, il partito socialdemocratico Spd ha superato martedì 24 agosto di un punto l’Unione Cdu/Csu nel sondaggio Forsa, portandosi al 23% (dal 21% della scorsa settimana) contro il 22% del partito di Angela Merkel (sceso dal 23%).
Il sorpasso Spd su Cdu non accadeva da 15 anni. Spiazzati i pronostici d’inizio campagna elettorale - quando erano i Verdi a porsi come la grande minaccia dell’Unione -, sale l’incertezza di questa chiamata alle urne fuori dagli schemi, in era pandemica post-merkeliana, senza più la rassicurante “Mutti”.

I Verdi sono il terzo partito con il 18%, in calo di un punto. Il partito liberale Fdp è al 12% e potrebbe diventare ago della bilancia in una coalizione a tre. Il partito di estrema destra Afd resta al 10%, e non sembra più in grado di spiccare alcuna volata; dopo aver ripiegato da un picco al 12%, il suo peso su scala federale si sta assestando al 10%. La sinistra radicale di Die Linke nel sondaggio Forsa è al 6%.

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Una vittoria personale per Olaf Scholz

Più che l’Spd, a svettare in cima alla classifica delle preferenze degli elettori tedeschi è stato in realtà il ministro delle Finanze e vicecancelliere Olaf Scholz, che è di gran lunga il candidato alla cancelleria favorito dagli elettori. Nei sondaggi sulla preferenza per il prossimo cancelliere, è più popolare di Armin Laschet (leader della Cdu) e di Annalena Baerbock (co-leader dei Verdi).

L’eredità di Angela Merkel: un cancelliere forte

Una delle eredità di Angela Merkel, che è stata cancelliera per 16 anni che sono quattro mandati consecutivi, è quella di aver riabituato l’opinione pubblica a dare grande importanza al ruolo guida della cancelleria, come ai tempi di Helmut Kohl.

Non è da escludersi quindi che tanto gli elettori della corrente di centrosinistra dell’Unione Cdu/Csu, che non vedono bene Laschet alla guida del Paese, quanto gli elettori di Bündnis 90/Die Grünen che non considerano Baerbock all’altezza della cancelleria, siano disposti a votare Spd pur di consegnare la guida del Paese nelle mani del moderato Scholz. Il politico socialdemocratico sta nel ruolo: e sempre più si comporta in campagna elettorale come una sorta di “Vati”, dopo la Mutti Merkel.

L’assolo di Scholz zittisce l’ala di sinistra del partito

La campagna elettorale dell’Spd è estremamente personalizzata, un one-man-show. Anche se Scholz paradossalmente è uscito perdente nella battaglia per la leadership del suo partito.
Gli attuali co-leader socialdemocratici Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans sono espressione dell’ala di sinistra del partito: quella corrente che adesso si guarda bene dal dire la sua in campagna elettorale ma che tornerà a farsi sentire quando inizieranno le trattative sul programma di governo, sul “contratto” che dovrà essere firmato dai partiti (presumibilmente tre) della prossima coalizione.

Armin Laschet e Annalena Baerbock hanno deluso i propri partiti e gli elettori per una serie di imbarazzanti scivoloni in campagna elettorale, mentre Scholz si è distinto per non aver fatto errori, come ha commentato Handelsblatt: ma scaltramente è anche riuscito a zittire la leadership del suo partito che gli avrebbe rotto le uova nel paniere elettorale.

Immigrazione e Afghanistan: impatto imponderabile

In un mese, tutto ancora può accadere. Anche perchè la crisi in Afghanistan, agli albori e con sviluppi tragici imponderabili, potrebbe imporre proprio nella fase finale della campagna elettorale in Germania il tema rovente dell’immigrazione, un campo scivolosissimo sul quale anche la Merkel ha barcollato, andando male alle elezioni del 2017 dopo aver aperto le porte del Paese nel 2015 a un milione di rifugiati di guerra, per lo più dalla Siria.

Chi sale e chi scende

Per Scholz e per l’Spd, dopo una costante rimonta nei sondaggi nelle ultime settimane, ieri è stata una giornata di gloria. Ed è stata una giornata nera per Laschet e Baerbock, entrambi sotto la crescente pressione di chi teme un fiasco totale il 26 settembre e chiede fin d’ora la loro testa.

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