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Speciale del Sole 24 Ore sulla settimana della moda donna di Milano

Allegato domani al quotidiano, 26 pagine di approfondimenti, novità, casi aziendali per guardare al 2021 con ritrovato ottimismo

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Trasformate dalla pandemia, certo, ma comunque presenti all’appello. Sono le quattro settimane della moda più importanti al mondo, a questa tornata dedicate alle collezioni donna per l’autunno-inverno prossimo: New York si è chiusa il 18 febbraio, Londra è iniziata il 19, seguita da Milano, che entrerà nel vivo domani, per poi a sua volta passare il testimone a Parigi il 1° marzo. Le due fashion week europee sono di gran lunga le più importanti per tutti gli operatori e naturalmente per i clienti finali.

Quella di New York ha visto le defezioni dei più famosi stilisti americani, a partire da Ralph Lauren, mentre quella di Londra non è stata “tradita” dai designer britannici, ma è la prima dell’era Brexit e le incognite, per la moda inglese, sono molte e vanno ben oltre l’uscita dal tunnel della pandemia. Milano e Parigi, come è accaduto in settembre per le precedenti collezioni donna e in gennaio per l’uomo, hanno invece calendari molto ricchi, con una prevalenza di eventi phygital – sfilate e presentazioni in showroom – che si svolgono dal vivo e poi vengono trasmessi, quasi sempre live, utilizzando le piattaforme digitali dei brand o quella della Camera della moda , messa a punto nel 2020 e da allora costantemente perfezionata e arricchita.

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La filiera italiana del tessile-abbigliamento è stata tra le più colpite dalla pandemia, con cali di fatturato medi del 20%, difficoltà sull’export e sulle supply chain globali e prospettive ancora incerte. Tutte le aziende però hanno reagito, continuando a investire nel digitale, nei progetti di medio e lungo termine legati alla sostenibilità e all’inclusività e, naturalmente, nella creatività. Lo Speciale Moda Donna di 24 pagine in edicola domani, martedì 23, con Il Sole 24 Ore fotografa proprio questa realtà: da una parte gli approfondimenti sulle aziende e il loro sguardo sul futuro; dall’altra le tendenze emerse dalle collezioni per la primavera che è alle porte.

Senza dimenticare il quadro economico italiano e mondiale e i fenomeni che la pandemia non ha creato, ma sicuramente accelerato, come la digitalizzazione di ogni processo, B2B e B2C, e l’attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. Chi prevedeva che la crisi avrebbe congelato progetti e investimenti è stato smentito. La moda, per definizione, guarda al futuro e lo sogna migliore, per tutti.

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