Informativa alla Camera

Speranza: «Dosi triplicate, 50 milioni di vaccini entro giugno»

«Vaccinare i più anziani è giusto - ha precisato il ministro - e tutte le regioni devono attenersi a queste indicazioni»

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt nazionale in calo a 0.92: Sardegna a 1.54, Friuli Venezia Giulia a 0.79

5' di lettura

«Tra aprile e giugno avremo il triplo di dosi di vaccini». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza durante l’informativa urgente alla Camera sulla campagna vaccinale legata all’emergenza Covid. «Ho detto la verità quando era scomoda e lo faccio adesso, con una campagna vaccinale che oggi supera i 14 milioni di somministrazioni. Stiamo per raccogliere i primi concreti risultati di un lavoro che svolgiamo da mesi».

Cinquanta milioni di dosi entro giugno

«Nel secondo trimestre - ha annunciato il ministro - arriveranno 50 milioni di vaccini e Pfizer anticiperà alcuni milioni di dosi che per l’Italia significano circa 7 milioni. Prudenzialmente il commissario Figliuolo sta lavorando a 45 milioni dosi di vaccini in arrivo entro giugno. Questo ci mette nelle condizioni di completare la vaccinazione nelle fasce più a rischio». E ha precisato la strategia: «Vaccinare i più anziani è giusto e tutte le regioni devono attenersi a queste indicazioni».

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Vaccini nei luoghi di lavoro «appena avremo più dosi»

Poi il punto sulle attese vaccinazioni nei luoghi di lavoro. «Appena avremo più dosi a disposizione vaccineremo anche nei luoghi di lavoro. È stato una bella pagina vedere l'accordo unanime su questo obiettivo di tutte le forze sociali», ha annunciato il ministro.

Entro giugno prima dose vaccino a ogni over 60

«Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è entro il trimestre» aprile-giugno, «somministrare la prima dose al target sopra i 60 anni, dove si sono concentrati il 95% dei decessi». Un traguardo possibile grazie all'impegno del commissario all'emergenza coronavirus. «Prudenzialmente - ha spiegato infatti il ministro - il commissario straordinario Figliuolo sta lavorando su una base di 45 milioni di vaccini in arrivo entro giugno». E 45 milioni di dosi in un trimestre «ci mettono nelle condizioni di completare le fasce anagrafiche più a rischio».


Errori nelle negoziazioni, ma acquisti con l’Europa

«Noi continueremo a comprare ancora assieme a livello europeo, anche per il fabbisogno dei prossimi anni», ha precisato il ministro, invitando ad evitare « letture superficiali». Il ministro ha ricordato come la «cooperazione con le istituzioni europei e con gli altri Paesi in questi mesi terribili è stata costante, impegnativa e io continuo a pensare proficua. É innegabile che ci siano stati ritardi e alcuni errori nella negoziazione, e certo l'Unione europea ha scontato la propria debolezza nella produzione autonoma di vaccini, a cui si sta cercando di porre rimedio. Ma una competizione a tutto campo, una guerra di tutti contro tutti, avrebbe prodotto uno scenario disastroso. Fare meglio non significa per me fare da soli». É «una pericolosa illusione immaginare che l’Italia da sola senza l'Europa sarebbe stata più forte nella trattativa con le multinazionali del farmaco e avrebbe avuto a disposizione in tempi più rapidi una quantità maggiore di vaccino. É vero esattamente il contrario».

La road map per allentamento misure in modo unanime

Il ministro ha poi parlato del capitolo allentamento delle restrizioni. Un tema molto sentito. «L'ultimo monitoraggio dopo 4 settimane di misure severe, segnala che le terapie intensive sono ancora al 41% di occupazione: è un dato che dovrebbe far riflettere chi dice che abbiamo adottato misure troppo severe. Dobbiamo ascoltare - ha detto - il grido d'allarme dei medici che non possono essere lasciati solo in trincea. Dobbiamo essere tempestivi nelle chiusure quando serve e abbiamo il dovere di costruire una road map per l'allentamento delle misure sempre approvate all'unanimità dal Cdm».

Attesa per le valutazioni Usa ed Ema su Johnson & Johnson

Nell’informativa il ministro ha parlato anche del vaccino Johnson & Johnson, dopo la sospensione negli Stati Uniti che ha fermato la distribuzione anche in Europa. «Siamo in attesa delle indicazioni sul vaccino monodose Johnson & Johnson che arriveranno dagli Stati Uniti e dall'Ema nei prossimi giorni». ha sottolineato il ministro della Salute, ricordando che in Italia aspettiamo 7,3 milioni di dosi nel secondo trimestre e 15,9 milioni nel terzo.

Trasparenza arma per dissipare dubbi su AstraZeneca

Il ministro ha ricordato che sul vaccino di AstraZeneca contro Covid-19 «ci sono studi e ricerche autorevoli che, a mio avviso, rischiano però di non essere sufficienti a dissipare i dubbi che in questi giorni tormentano tante persone. Dinanzi ai dubbi l'arma più efficace è la trasparenza». Il ministro ha ricordato come su 32 milioni di vaccinazioni effettuate e 222 segnalazioni, sono stati registrati 86 eventi avversi e, di questi, 18 sono risultati fatali. «Parliamo comunque di un fenomeno, per quanto doloroso poiché ogni vita spezzata è una perdita grave, numericamente molto ridotto. È evidente che non possiamo e non dobbiamo in alcun modo sottovalutare queste reazioni e questi casi. È evidente che dobbiamo mantenere alte l'attenzione e la vigilanza, come da oltre un anno ci impegniamo a fare sul fronte di questa pandemia». L’Aifa ha precisato che su un totale di 62 casi di eventi tromboembolici dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca contro Covid-19, inseriti in Eudravigilance, in Italia sono stati segnalati 7 casi (con due decessi) di trombosi dei seni venosi intracranici (Csvt) fino al 22 marzo 2021 e 4 casi (con due decessi) di trombosi di più vasi sanguigni in sede atipica, sui 24 inseriti nello stesso periodo nella rete di sorveglianza europea.


Guardare con fiducia al futuro

«Voglio dare un messaggio di determinazione e fiducia: non sottovaluto le difficoltà ma ci sono le condizioni per guardare con fiducia alla fase che si sta aprendo. Finalmente ci sono le condizioni per raccogliere i primi concreti risultati del lavoro che svolgiamo da mesi grazie alle vaccinazioni», ha detto il ministro. Mentre in altri paesi europei, come la Germania «si registra, purtroppo, un nuovo peggioramento della situazione, in Italia per la terza settimana consecutiva scende l'incidenza e l'Rt sui casi sintomatici è pari a 0,92. Sono risultati certamente incoraggianti che devono indurci a scelte ben ponderate, proporzionali al quadro epidemiologico».

Vaccinatori in campo

I numeri sono più chiari, ha sottolineato il ministro: «fino a marzo abbiamo ricevuto oltre 14 milioni di dosi di vaccino e tra aprile e giugno ne riceveremo il triplo e questa è la prima condizione per ripartire», ha detto Speranza, aggiungendo che l'Italia è pronta anche dal punto di vista dei vaccinatori con cui si è stretta una serie di accordi che «se necessario riceveranno ulteriori risorse».

Sardegna, campanello d’allarme da non sottovalutare

Poi ha ricordato il caso Sardegna, passata da prima zona bianca a rosso scuro. «L’andamento del contagio in Sardegna è un campanello d'allarme che non può essere sottovalutato. Quella rapida variazione dell’andamento della curva del contagio ci indica in modo evidente quanto sia ancora forte la circolazione del virus e come si possa passare rapidamente da zona bianca a zona rossa non appena si abbassa il livello di guardia».

No alle polemiche: temere ferma la rotta

«È fondamentale nelle prossime settimane - ha detto il ministro - dare un segnale di unità, oltre che di fiducia e determinazione. Anche a chi fa polemica ogni giorno io continuo a dire che serve unità, unità, unità. Come ho sempre fatto in questi mesi», ha ribadito Speranza. «Sappiamo che ci sono, finalmente, le condizioni per uscire da questa lunga tempesta, a patto di muoverci, tutti, con un rinnovato spirito di coesione nazionale. Come sovente ci ha chiesto di fare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella». E ha chiesto «nelle prossime e ancora difficili settimane e nelle sfide di ripartenza che arriveranno, dobbiamo tenere ferma la rotta».

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