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Coronavirus, vaccini subito a medici e insegnanti. Speranza: no obbligo, almeno all’inizio

Il ministro della Salute è intervenuto nell’aula del Senato sulle misure per l'emergenza Covid. Tra i temi affrontati, le misure del prossimo dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato dal ministero, dal commissario straordinario dell'emergenza, l'Istituto superiore di sanità e l'Aifa

No del governo a spostamenti e deroghe per il Natale

Il ministro della Salute è intervenuto nell’aula del Senato sulle misure per l'emergenza Covid. Tra i temi affrontati, le misure del prossimo dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato dal ministero, dal commissario straordinario dell'emergenza, l'Istituto superiore di sanità e l'Aifa


5' di lettura

Un vaccino anti Covid-19 gratuito ma non obbligatorio, almeno all’inizio. La distribuzione avverrà con il coinvolgimento delle forze armate. Ora c'è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto nell’aula del Senato sulle misure per l'emergenza Covid. Tra i temi affrontati, le misure del prossimo Dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato da ministero, commissario straordinario dell'emergenza, Istituto superiore di sanità e Aifa. Il ministro ha ricordato che «ad oggi sono state indicate due date da Ema: 29 dicembre per vaccino Pfizer e 12 gennaio per vaccino Moderna. Da queste aziende avremo 8 milioni di dosi da Pfizer e 1,346 milioni di dosi da Moderna. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l'estate».

Con l'aumento della disponibilità di dosi di vaccino Covid «si inizieranno a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazione tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali quali anzitutto gli insegnanti e il personale scolastico, le Forze dell'ordine, il personale delle carceri». Ma Il governo deve «assicurare in via prioritaria la protezione vaccinale a tutti gli operatori sanitari e socio sanitari ed educativi, e le persone che versano in condizioni di fragilità». È il primo impegno per l'esecutivo della risoluzione di maggioranza su cui il ministro Speranza ha dato alla Camera parere positivo.

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Speranza: disincentivare gli spostamenti durante le feste

Nel suo intervento Speranza ha invitato a non abbassare la guardia, altrimenti «si rischia una terza ondata dei contagi». Le prossime festività di Natale vanno vissute adottando consistenti limitazioni dei movimenti e comportamenti adeguati. Secondo Speranza, «con il prossimo Dpcm dobbiamo continuare con misure chiare e rigorose. Riconfermare il modello della classificazione delle regioni per aree di rischio. Le limitazioni previste dovranno essere rafforzate, anche nel quadro di un coordinamento europeo, indispensabile per le attività che si svolgono ai confini di paesi diversi. Durante le feste natalizie vanno disincentivati gli spostamenti internazionali. Dobbiamo disincentivare gli spostamenti tra regioni il 25, 26 e primo gennaio e limitare anche gli spostamenti tra comuni. Dobbiamo affrontare le feste con massima serietà se non vogliamo nuove chiusure a gennaio».

Ok risoluzione maggioranza su comunicazioni Speranza

Dopo l’intervento in aula a Palazzo Madama, l'aula del Senato ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza sulle prossime misure anti Covid e il piano vaccini. Il documento, firmato dai capigruppo di Pd, M5s, Iv e gruppo Misto presenti nella commissione Sanità, in realtà si limita a una presa d'atto delle comunicazioni di Speranza, senza chiedere alcun impegno al governo. Secondo fonti parlamentari, una risoluzione più complessa e centrata sul piano vaccinazione contro il coronavirus era stata depositata ma la presidente del Senato Elisabetta Casellati l'avrebbe respinta in quanto presentata oltre il limite di tempo massimo. In particolare, il testo della risoluzione sarebbe stato firmato dai capigruppo dei vari partiti presenti nella commissione Sanità. Anche l'aula della Camera ha approvato la risoluzione presentata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle prossime misure anti Covid. Il testo ha avuto 276 voti favorevoli, 219 contrari e 5 astensioni

Ancora settimane di sacrifici e poi cura mantenimento

Nell’intervento in aula di questa mattina il ministro Speranza ha ricordato che la situazione del paese è ancora molto complicata. «Siamo in presenza di una sostenuta circolazione del virus - ha continuato -, che rende molto difficile il contact tracing e può alimentare nuovi consistenti focolai e siamo in presenza di una forte pressione sugli ospedali, sulle terapie intensive e sull'area medica. Per la stabilizzazione dei primi risultati positivi, c'è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una robusta cura di mantenimento».

Obiettivo: piegare la curva senza lockdown generale

L'obiettivo del governo, ha spiegato il ministro, è piegare la curva senza un lockdown generalizzato. L'esperienza di queste settimane ci dice che la scelta di un modello su gradi di rischio appare essere in grado di appiattire la curva del contagio senza un lockdown. La situazione pero è seria e non può essere sottovalutata.

No obbligo vaccinale almeno all'inizio

Il ministro ha parlato anche del piano di vaccinazione predisposto dal Governo: «Al momento - ha sottolineato - non è intenzione del Governo introdurre l'obbligo di vaccinarsi contro il Covid. I vaccini ci saranno da gennaio e il Paese deve arrivarci con il Servizio sanitario preparato».

Vaccino centralizzato e gratis a tutti gli italiani

L'acquisto del vaccino, ha anticipato Speranza, « è centralizzato e sarà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. È probabile che saranno necessarie due dosi per ogni vaccinazione, l'Italia ha opzioni su 202 milioni di dosi. Le prime dosi potranno cominciare a essere disponibili da gennaio».

Cuore della campagna vaccinazione in primavera-estate

Il ministro ha ricordato che «ad oggi sono state indicate due date da Ema: 29 dicembre per vaccino Pfizer e 12 gennaio per vaccino Moderna. Da queste aziende avremo 8 milioni di dosi da Pfizer e 1,346 milioni di dosi da Moderna. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l'estate».

Distribuzione vaccini con coinvolgimento dell’esercito

Speranza ha spiegato che la distribuzione dei vaccini avverrà con coinvolgimento delle forze armate. Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard ci saranno un sito nazionale di stoccaggio e siti territoriali, per i vaccini con catena del freddo estrema questi saranno consegnati da aziende presso 300 punti vaccinali. Il confezionamento dei vaccini multidose richiede siringhe e diluente e il commissario straordinario assicurerà il materiale necessario.

Anche specializzandi per campagna vaccini

«Nella fase iniziale - ha continuato il ministro - ci saranno vaccinazioni centralizzate presso gli ospedali o con unità mobili. Si stima un fabbisogno di circa 20mila persone per attuare la campagna. Si ricorrerà a professionalità esistenti nel paese anche con la pubblicazione di “invito” per partecipare alla campagna di vaccinazione nonché a stipula di accordi con il ministero della Ricerca per contatti con le scuole di specializzazione medica. Migliaia di iscritti alle scuole di specializzazione parteciperanno alla campagna vaccinale».

Per fare vaccini coinvolti anche medici di famiglia

Stando alle indicazioni fornite da Speranza, «con l'ampliarsi della campagna saranno coinvolti ambulatori vaccinali, medici di famiglia, sanità militare. Inoltre si sta predisponendo un sistema informativo efficiente con interfacce regionali e ci sarà una sorveglianza immunologica sulla sicurezza dei vaccini monitorando eventuali eventi avversi. Le attività di sorveglianza saranno organizzate accuratamente e l'Aifa , oltre alla farmacovigilanza, promuoverà alcuni studi indipendenti su vaccini covid e si doterà di un comitato scientifico per la campagna vaccinale».

Fiducioso che a breve Rt possa scendere sotto l’1

«Le ordinanze sono scelte ispirate dal principio di precauzione che hanno aiutato a ridurre il contagio e il numero dei nuovi casi - ha sottolineato -. Il governo si è assunto la responsabilità di scelte difficili ma necessarie. Senza di esse la pressione sugli ospedali diverrebbe insostenibile. Dall'analisi dei dati nel loro quadro evolutivo emerge che le misure adottate iniziano a dare primi incoraggianti risultati e tutto lascia prevedere che il prossimo monitoraggio dovrebbe confermare il calo di Rt . Sono fiducioso che a breve l'indice possa scendere sotto 1».

Miozzo, per vaccino scuola in cima a priorità

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo in un’audizione alla Commissione cultura della Camera sulle prospettive di ripresa delle lezioni scolastiche in presenza ha chiarito che «Il Cts non è ancora stato investito di quesiti su quale vaccino anti-Covid e a chi. Certo, prima le categorie a rischio ed esposte, gli anziani ultraottantenni e le persone fragili. La scuola - ha poi aggiunto - è sicuramente un comparto in cima alle priorità. Alcuni esperti dicono “vacciniamo i liceali perché categoria più a rischio”, osservazione assolutamente pertinente. Sopra i 10 anni la capacità di trasmissione del virus è analoga a quella degli adulti».

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