speranza: niente tagli

Sanità: addio al superticket. Si pagherà in base al reddito

Il ministro della Salute conferma che i fondi in più per la Sanità non saranno toccati. Una boccata d’ossigeno importante per il Ssn che sarà accompagnata da due novità di peso: l’addio al superticket ei una profonda revisione della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini

di Marzio Bartoloni

Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito

Il ministro della Salute conferma che i fondi in più per la Sanità non saranno toccati. Una boccata d’ossigeno importante per il Ssn che sarà accompagnata da due novità di peso: l’addio al superticket ei una profonda revisione della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini


2' di lettura

Il ministro della Salute Roberto Speranza all’indomani del via libera alla Nadef conferma che i fondi in più per la Sanità - 2 miliardi nel 2020 e 1,5 nel 2021 previsti dalla manovra dell’anno scorso - non saranno toccati. Una boccata d’ossigeno importante per il Ssn alle prese da anni con risorse contate che Speranza ha difeso con le unghie e che sarà accompagnata da due novità di peso. Innanzitutto l’addio al superticket, il balzello da 10 euro su visite ed esami previsto nella maggior parte delle Regioni. E poi una profonda revisione della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini (leggasi ticket): «Chi ha di più deve pagare di più, chi ha di meno deve pagare di meno». 

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Il fondo sanitario nazionale che quest’anno vale 114,474 miliardi salirà a 116,474 nel 202o e poi a 117,974 l’anno successivo. Aumenti previsti dalla manovra dell’anno scorso per nulla scontati visto che da mesi erano finiti nel radar del ministero dell’Economia per possibili sforbiciate. Non è tutto: il ministro Speranza ha anche annunciato il superamento del superticket, uno dei balzelli più odiati dai cittadini italiani e il cui addio vale 350-400 milioni. Per trovare le risorse potrebbe tornare in pista il meccanismo a cui aveva già lavorato il precedente Governo per il Patto per la salute 2019-2021: alle Regioni la garanzia di avere i fondi aggiuntivi al Fondo sanitario nazionale previsti dalla manovra dell'anno scorso a prescindere da clausole e paletti (nella bozza precedente il Mef aveva inserito la possibilità di togliere i fondi in caso di bassa crescita del Pil). Dal canto loro le Regioni potranno accedere ai fondi in più dopo aver abolito il superticket (in realtà in alcune Regioni è già avvenuto).

Non è tutto. Come collegato alla manovra partirà un disegno di legge di riordino della materia dei ticket che è la modalità di compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. «Lo faremo - ha affermato - con un criterio di progressività». In pratica si farà ricorso all’Isee e in base alla fasce di reddito si pagherà un ticket di valore diverso. Oggi, ha spiegato il ministro, «di fronte a un ticket sanitario non conta quanti soldi hai e non conta se sei un miliardario o una persona in difficoltà economica. Infatti, al di là delle soglie di esenzione, si paga sempre la stessa cosa. Io credo che su questo - ha aggiunto il ministro - si possa intervenire con un principio molto semplice: chi ha di più deve pagare di più e chi ha di meno deve pagare di meno». «Quello che ci guiderà - ha sottolineato Speranza - è e resta l'articolo 32 della Costituzione, che dice che la salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività»

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