Nuova ordinanza

Speranza impone il dietrofront sui treni pieni. Italo e Trenitalia si adeguano

Nessuna deroga sulla distanza di un metro e all’uso della mascherina. Insieme al lavaggio delle mani sono fondamentali nella lotta al coronavirus

di N.Co.

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Passeggeri alla stazione Termini a Roma (Ansa)

Nessuna deroga sulla distanza di un metro e all’uso della mascherina. Insieme al lavaggio delle mani sono fondamentali nella lotta al coronavirus


5' di lettura

Il ministro della Salute Roberto Speranza blocca il ritorno ai convogli pieni: «È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine». Per il ministro «questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus». E d’ora in poi le modifiche le regole vigenti sono derogabilisolo con protocolli validati dagli esperti dell’organo tecnico.

No alla deroga concessa dal ministero dei Trasporti

No, dunque, del ministro della Salute alla deroga concessa il 31 luglio dal ministero dei Trasporti. Il dicastero con una nota aveva indicato «alcune modifiche all’organizzazione del trasporto ferroviario a lunga percorrenza». In particolare secondo la nota era «consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo dei treni a lunga percorrenza» in determinati casi. Restava esclusa la possibilità di utilizzare i sedili contrapposti, quelli per intendersi “faccia a faccia” «nel caso in cui non sia possibile garantire permanentemente la distanza interpersonale di almeno un metro, ferma restando la possibilità di derogare a tale regola qualora i passeggeri siano conviventi nella stessa unità abitativa».

Ecco l'ordinanza di Speranza sui treni

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Dietrofront del Mit

Rapida la risposta del ministero dei Trasporti. «Le linee guida allegate al Dpcm del 14 luglio non avevano reintrodotto il riempimento al 100%, ma una deroga al distanziamento sociale di un metro a certe condizioni che, se poste in essere, avrebbero aumentato la capacità dei vagoni, pur non permettendone il riempimento totale», precisa in una nota il Mit. «Oggi, a distanza di 16 giorni - prosegue il ministero - , dopo un confronto con il ministro Speranza e valutata la curva dei contagi, si è concordata una decisione prudente sulle capienze dei treni ad Alta Velocità per non correre inutili rischi. Alla luce di ciò, i treni continueranno a viaggiare con le stesse regole finora applicate senza alcuna deroga».

Fs: resta dimezzamento posti

«Resta sulle Frecce e gli Intercity il distanziamento e il limite del 50% di posti da occupare a scacchiera», hanno sottolineato le ferrovie sul proprio sito FsNews che non cita gli altri collegamenti che non erano stati interessati dalla possibilità di riempimento completo. «Trenitalia, su ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza - prosegue la nota - ha infatti sospeso l’applicazione delle misure previste dal Dpcm dello scorso 14 luglio che, in presenza di condizioni espressamente stabilite, prevedeva la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni Av e a media e lunga percorrenza».

“Ti informiamo che su tutte le Frecce e gli Intercity resta confermato il distanziamento e il limite del 50% di posti da occupare a scacchiera. Trenitalia, su ordinanza del Ministro della Salute, ha infatti sospeso l'applicazione delle misure precedentemente attuate in coerenza con quanto previsto dal DPCM dello scorso 14 luglio che consentivano la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni AV e a Media e Lunga Percorrenza in presenza di specifiche condizioni”. Lo ha comunicato in mattinata la società con una mail ai passeggeri, confermando le misure applicate finora a bordo treno, compresa la misurazione della temperatura alla partenza “nelle stazioni dove fermano Frecciarossa e Frecciargento”.

Per “ottemperare a quanto previsto” dall'ordinanza “emessa improvvisamente ieri dal ministro della Salute che reintroduce, con decorrenza immediata, l'obbligo di distanziamento nei treni ad Alta velocità” Italo - è stata “ costretta, suo malgrado, a cancellare 8 treni della mattina e numerosi biglietti per i treni del pomeriggio, arrivando a coinvolgere circa 8000 passeggeri che non hanno potuto fruire del biglietto già acquistato”. Italo, si legge in una nota, “si è già attivata per rimborsare i passeggeri nel più breve tempo possibile e sta lavorando per ridurre al minimo eventuali disagi per i prossimi giorni confidando nella comprensione dei suoi clienti”.

Preoccupazione del Comitato tecnico scientifico

La decisione di far viaggiare sul 100% dei posti sui i treni a lunga percorrenza Frecciargento e Frecciarossa di Trenitalia e i treni Italo aveva causato «molta preoccupazione» nel Comitato tecnico scientifico perché, sottolineano fonti dell’organismo governativo, è stata presa «senza aver ricevuto il parere del Comitato». Secondo quanto fatto trapelare, nella mattinata di giovedì era stato inviata dal ministero delle Infrastrutture una richiesta di valutazione del nuovo piano dei treni ad alta velocità ma nella riunione che si è tenuta nel pomeriggio non se ne è parlato. Era stata espressa una «decisa contrarietà» alla scelta fatta.

Sui treni prudenza fra i passeggeri

Intanto nella prima girnata dove era consentito il riempimento al 100% dei treni dell’alta velocità, i passeggeri delle lunghe percorrenze erano partiti senza distanziamento. Uniche raccomandazioni la misurazione della temperatura prima di salire, l’obbligo della mascherina e l’autocertificazione in cui si dichiara di non aver contratto il virus. Alla Stazione Termini di Roma in tanti sembravano essere indifferenti all’allentamento delle disposizioni. Sara e Marco, arrivati da Venezia con Italo, hanno dichiarato: «il nostro vagone era quasi pieno. Certo viaggiavamo in Economy. Avevamo tutti le mascherine, speriamo possa bastare per essere sicuri». Sui treni in partenza fra i passeggeri è stata registrata comunque voglia di vacanza, ma anche prudenza. Dalla stazione di Torino Porta Nuova verso il Sud era il primo giorno senza distanziamento sociale sui treni ad Alta velocità Frecciarossa e Italo era stato affrontato con fiducia. «Non sono affatto preoccupata ho piena fiducia», ha detto una passeggera al binario 17, in partenza con il Frecciarossa delle 13 per Salerno. I viaggiatori si sono fatti misurare la temperatura e sono saliti sul treno, con ordine, ma senza particolari code. «Continuerò a essere prudente - ha dichiarato un giovane iniziando le vacanze estive con alcuni amici -. Se hanno deciso di annullare le distanza a bordo sono sicuro di quello che fanno».

D’Amato (Lazio): l’Italia è accerchiata da Paesi dove la curva sale

Sulla misura adottata dal ministero delle Infrastrutture che consentiva di tornare al 100% dei posti occupati sui treni dell’alta velocità si era espresso negativamente anche l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato: «Mentre aumentano i contagi e le regioni con valore Rt superiore a 1, siamo sicuri che è una buona idea eliminare distanziamento sui treni? Questa decisione sia accompagni ai test rapidi a viaggiatori su treni e i voli». Per D’Amato «si dà un messaggio sbagliato, l’Italia è accerchiata da Paesi in cui la curva sale e qui si dice stop al distanziamento». E ha ricordato che Roma è la principale destinazione dei treni ad alta velocità del Paese.

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