Informativa alla Camera

Coronavirus, Speranza: nessun intento punitivo. «Pieno coinvolgimento delle Regioni»

«Un filo comune che unisce tutti i provvedimenti ed è il primato della tutela delle persone», dice il ministro della Salute nell'informativa alla Camera. «Il virus circola ovunque, zona gialla non è porto sicuro»

di Nicola Barone

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(ANSA)

«Un filo comune che unisce tutti i provvedimenti ed è il primato della tutela delle persone», dice il ministro della Salute nell'informativa alla Camera. «Il virus circola ovunque, zona gialla non è porto sicuro»


2' di lettura

«Non c'è un'altra strada, la via della precauzione è una via obbligata per arginare la pandemia. I numeri continuano ogni giorno drammaticamente a crescere e sono oltre 1 milione di morti nel mondo, sono cifre che parlano da sole e danno il senso della gravità della situazione. Questo Dpcm è in piena continuità con le misure che il governo ha tenuto finora, c'è stato sempre un filo comune che unisce tutti i provvedimenti ed è il primato della tutela delle persone, un principio di precauzione evitando che il Ssn venga travolto». Dice così il ministro della Salute Roberto Speranza, nell'informativa alla Camera.

«Si possono avere opinioni differenti sulle scelte che abbiamo compiuto ma per favore non capovolgiamo la realtà. Andando oltre inutili polemiche tutti dobbiamo trarre una lezione tanto evidente quanto amara: senza consistenti limitazioni dei movimenti e rispetto delle regole la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento».

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Le polemiche sulle aree rosse

Dopo la firma alle ordinanze che istituiscono le zone del Paese in area rossa la tensione è scoppiata con alcuni governatori sul piede di guerra. Ma «in tutte le fasi del nostro lavoro c'è stato il pieno coinvolgimento delle istituzioni scientifiche cosi come delle Regioni. I criteri di monitoraggio su 21 parametri sono stati condivisi con le Regioni in due incontri, e da 24 settimane i parametri di riferimento vengono utilizzati senza che mai le Regioni abbiano portato obiezioni. Il documento da cui derivano le scelte di fondo poste alla base del Dpcm è stato redatto da un gruppo di lavoro con Iss e la stessa Conferenza delle Regioni. I dati posti alla base delle rilevazioni vengono caricati e la fonte dei dati sono le Regioni».

«Ordinanze derivano da valutazioni scientifiche»

Nessun «intento punitivo», dunque. Al contrario su quanto disposto «c'è un'assunzione di responsabilità da parte del ministero». Probabilmente sabato, se non domenica, arriveranno i dati relativi alla settimana 26 ottobre-1 novembre e non è affatto escluso che chi oggi si trova nella zona gialla possa finire in quelle dove sono previste maggiori restrizioni. Entrando nel meccanismo con le tre fasce di rischio-Covid Speranza chiarisce che «ciascuna Regione viene classificata dalla cabina di regia incrociando due fattori fondamentali: il coefficiente di rischio prodotto attraverso l'anaisi di 21 indicatori e gli scenari definiti attraverso l'Rt (indice di trasmissione)». Per il ministro oggi «nessuna Regione può dirsi in un porto sicuro e infatti nessuna è nella fascia verde. Chi è in fascia gialla non può dirsi al sicuro. Se un territorio ha un numero di casi bassi ma un Rt basso, siamo dinanzi a un alert serio».

«Piegare curva o personale sanitario non reggerà»

Il punto è riuscire a reggere l'onda d'urto anche e soprattutto per chi è in prima linea («il personale è la questione più importante. Non dobbiamo perdere tempo in polemiche ma dobbiamo lavorare insieme»). Ma se la prospettiva è di «mesi non facili», il ministro rimane fiducioso perché «abbiamo la forza per piegare nuovamente la curva».

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