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Magrini (Aifa): il governo ha individuato fondo per monoclonali. Speranza in pressing per via libera

Riunione straordinaria della Commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia per discutere sul dossier

Coronavirus, i vaccinati al 2 febbraio 2021

2' di lettura

In merito al costo per gli anticorpi monoclonali, «il governo italiano ha individuato un fondo per questi farmaci e quindi abbiamo una disponibilità per coprire diverse decine di migliaia di pazienti». Lo ha detto il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa Nicola Magrini, al termine dell'incontro di oggi della Commissione tecnico-scientifica dell'ageniza . «Il mercato e la ricerca sono attivi e in progress, numerose ditte sono coinvolte. Due - ha aggiunto - sono state già autorizzate in emergenza negli Stati Uniti ed è ciò di cui parleremo domani». Secondo alcuni studi, gli anticorpi monoclonali hanno dimostrato un beneficio nel trattamento di pazienti Covid-19 non ospedalizzati.

Dalla regioni la richiesta di approfondire

Quello dell’utilizzo dei monoclonali è anche uno dei temi su cui i presidenti di regione hanno chiesto un approfondimento. La proposta è stata avanzata in occasione del vertice con il Governo (oltre a Speranza hanno partecipato il ministro Boccia e il commissario Arcuri). Gli altri dossier sono l'utilizzo degli specializzandi nella campagna di vaccinazione e l'intesa con i medici di medicina generale e le farmacie in vista delle prossime fasi del piano vaccinale, oltre che la possibilità di produrre vaccini in Italia.

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Che cosa sono gli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali sono molecole prodotte in laboratorio, a partire dai linfociti B estratti dalla milza del topo, e fuse con cellule tumorali del sangue (cellule di mieloma) che hanno la caratteristica di essere immortali. Queste cellule fuse, chiamate ibridoma, sono coltivate singolarmente, in altre parole sono clonate (una cellula in un pozzetto). La singola cellula divenuta immortale successivamente si divide formando un clone di cellule identiche capaci di produrre quantità illimitate dello stesso anticorpo chiamato, appunto, monoclonale, che può essere purificato. Gli anticorpi monoclonali sono progettati per riconoscere specificamente un unico, determinato antigene e si legano ad esso neutralizzandolo. Gli anticorpi monoclonali possono essere prodotti in grandi quantità contro gli antigeni derivanti da una serie di malattie infiammatorie, di infezioni e di tumori e sono utilizzati sia per scopi diagnostici, sia per scopi terapeutici. Inoltre, sono impiegati anche per potenziare le difese naturali del corpo.

L’incognita dell’effetto delle varianti

È dibattuta la questione se le varianti del virus SarsCoV2 in Italia possano sfuggire agli anticorpi monoclonali che si stanno affacciando sul mercato. Si tratta di una questione delicata su cui stanno provando a fare luce diversi studi. Le mutazioni che potrebbero rendere inefficaci gli anticorpi monoclonali stanno già circolando, anche se a bassi livelli, come dimostra uno studio americano pubblicato su Science e coordinato dal Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. I ricercatori hanno usato una nuova tecnica di mappatura per valutare quali mutazioni della proteina virale Spike (in particolare quelle della porzione chiamata “RBD”) influiscono sul riconoscimento da parte degli anticorpi monoclonali in commercio, ovvero il cocktail REGN-COV2 della Regeneron (usato anche dall’ex presidente Usa Trump) e l'anticorpo LY-CoV016 della Eli Lilly. In questo modo sono emerse diverse mutazioni che permettono al virus di rendersi invisibile: addirittura una singola mutazione riuscirebbe a ingannare entrambi gli anticorpi presenti nel mix della Regeneron.

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