verso la conferma delle regole del dpcm

Coronavirus, sui treni posti a scacchiera, resta un metro di distanza al chiuso

Per il ministro serve prudenza: “Abbiamo piegato la curva epidemica grazie alle misure adottate ma la battaglia non è vinta »

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, dai treni agli autobus, alle crociere: le distanze da rispettare

Per il ministro serve prudenza: “Abbiamo piegato la curva epidemica grazie alle misure adottate ma la battaglia non è vinta »


4' di lettura

Su tutti i treni, dall’alta velocità ai regionali, si dovrà viaggiare con posti alternati a scacchiera, occupando solo il 50% dei sedili. É consigliato non vendere i posti che farebbero trovare i viaggiatori faccia a faccia. Stesse regole sugli autobus. Sono le ultime indicazioni del Comitato tecnico scientifico sul distanziamento da rispettare per evitare nuovi contagi da Coronavirus. Deroghe previste solo per i familiari. Ci sarà una trattativa con le regioni che non rispettano queste indicazioni sui treni locali, dalla Lombardia al Veneto, dal Friuli Venezia Giulia all'Emilia Romagna, fino a Calabria, Sicilia e Sardegna. Solo la Toscana ha fatto un passo indietro chiedendo ai passeggeri di rispettare la distanza di un metro.

Ripartono dal 14 settembre gli scuolabus

Da settembre ripartono gli scuolabus, restano divieti per stadi e discoteche Ripartono gli scuolabus dal 14 settembre, che aumenteranno le corse. Riaprono, con cautela, le fiere, dove prevarranno rigidi protocolli d'ingresso e contingentamento dei visitatori.

Via alle crociere, ma con regole strigenti

Via libera da Ferragosto anche alle crociere, ma con protocolli di sicurezza specifici. Nessun assembramento nelle sale comuni, distanziamento in bar e ristoranti a bordo. Paletti anche per le escursioni , per le quali potrebbe essere chiesta la misurazione della temperatura corporea.

Vicini in aereo, ma ritiro bagagli a distanza

Vicini vicini sugli aerei, grazie ai metodi di ricircolo dell’aria a bordo e alla misurazione della temperatura prima di salire a bordo. Regole più stringenti in aeroporto dove, per esempio, viene preferito l’imbarco tramite finger. Devono essere evitati assembramenti nelle aree comuni e nella fase di ritiro dei bagagli, visto che oggi ai nastri spesso non viene rispettato il distanziamento. No alla riapertura delle discoteche e degli stadi ai tifosi.

Piegata la curva epidemica, ma la battaglia non è vinta

«Abbiamo piegato la curva epidemica grazie alle misure adottate e siamo in una fase migliore, ma la battaglia non è vinta e l’Unione europea non è fuori dalla fase epidemica piena, basti guardare a ciò che sta avvenendo nei Balcani e alla recrudescenza in alcuni Paesi come Spagna, Francia e Germania». Al question time in aula alla Camera il ministro della Salute Roberto Speranza è tornato sul delicato tema del distanziamento, che sarà oggetto di un nuovo dpcm in itinere. Lo ha detto rispondendo a una interrogazione sulla reintroduzione delle distanze anti Covid sui treni, che tante polemiche e disagi ha causato nei giorni scorsi. Il 6 agosto il ministro terrà una informativa in Senato sulle misure adottate dal governo per affrontare l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Le tre regole d’oro: mascherine, distanziamento e lavaggio mani

Il ministro ha ricordato che dal 4 maggio è stato messo in atto un graduale percorso di riapertura, ma rispettando «tre regole, che dovranno ancora accompagnarci nelle prossime settimane: uso della mascherina, distanziamento di 1 metro e lavaggio delle mani. Ciò per non vanificare i sacrifici fatti».

L’Italia riesce a contenere il contagio

Speranza ha dichiarato che siamo tra i paesi europei che «meglio sono riusciti a contenere il contagio», precisando che il Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc ha indicato l’incidenza del virus su 100mila abitanti: l’Italia ha 5,7, la Germania 8,4, la Francia 19, Spagna 53,6 e la Romania a 75,1. «L’Italia è dunque è il Paese meglio collocato», ha detto il ministro.

Fase 3: no al lockdown nazionale

E il nuovo decreto sull’emergenza coronavirus, in vigore fino al 15 ottobre, non consente un nuovo lockdown nazionale. Il punto è stato chiarito in commissione alla Camera da un emendamento interpretativo del testo. Lo ha spiegato il deputato Pd Stefano Ceccanti. Il decreto consente di limitare gli spostamenti «in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico». Quindi, ha spiegato Ceccanti, se dovesse rendersi necessario un nuovo lockdown nazionale, sarebbe necessario il varo di un nuovo decreto per dare copertura normativa all’eventuale dpcm.

Un metro di distanza nei luoghi chiusi, tranne in aereo

Speranza ha ribadito che la distanza di un metro è indispensabile nei luoghi chiusi, tranne in aereo. «Le regole essenziali tra cui il rispetto di 1 metro di distanziamento devono essere necessariamente rispettate nei luoghi chiusi. É però evidente che possono esserci eccezioni nel caso in cui il Comitato tecnico scientifico riconosca dei protocolli di sicurezza, esattamente come avvenuto per le compagnie aree, dove il sistema di ricambio d’aria consente un livello di sicurezza anche senza gli evidenti limiti di distanziamento», ha detto il ministro al question time. Qualche giorno fa il ministro aveva dichiarato che il Comitato tecnico scientifico era al lavoro per verificare eventuali modifiche sul distanziamento.

Distanziamento treni necessario per tenere bassi contagi

La delicatezza del momento ha imposto la decisione di mantenere la distanza di un metro sui treni per tenere bassi i contagi, mentre sugli aerei si vola gomito a gomito con i vicini. «I termini dell’ultima ordinanza - ha sottolineato Speranza - saranno confermati anche nei prossimi Dpcm che approveremo». E ha reso noto che il governo sta lavorando con le Regioni «per continuare a portare avanti questa battaglia in un’ottica di omogeneità delle misure», visto che ci sono ordinanze, a partire dalla Lombardia, che consentono di viaggiare senza distanziamento.

Non vanificare lo sforzo degli ultimi mesi

Il ministro ha spiegato che «non dobbiamo vanificare il lavoro impressionante fatto negli ultimi mesi». Bisogna «continuare a insistere su queste regole e dobbiamo farlo insieme alle Regioni». Ha ricordato che «le istituzioni e il Ssn finora hanno retto e il nostro obiettivo è continuare su questa battaglia». E ha ricordato che «siamo fuori dalla tempesta ma la battaglia non è ancora vinta e un dialogo positivo e costante tra governo e regioni è indispensabile per vincere questa sfida».


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