il ministro incontra operatori e sindacati

Speranza: «Stop ad aggressioni in corsia, avanti su abolizione del superticket»

Il ministro della Salute ha riunito il tavolo per la sicurezza degli operatori che non veniva convocato da quasi due anni. Nell’incontro con i sindacati dei pensionati ribadita la volonta di abolire il superticket in manovra.

di Barbara Gobbi

Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito

Il ministro della Salute ha riunito il tavolo per la sicurezza degli operatori che non veniva convocato da quasi due anni. Nell’incontro con i sindacati dei pensionati ribadita la volonta di abolire il superticket in manovra.


2' di lettura

«Dobbiamo prenderci cura di chi si prende cura di noi. Le aggressioni e le violenze sono inaccettabili. Oggi ho riunito al ministero il tavolo per la sicurezza degli operatori. Approveremo al più presto la nuova legge per tutelare chi lavora nell'ambito Salute». Lo scrive su Facebook Roberto Speranza. Che subito dopo ha incontrato anche i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil: al centro del confronto la legge sulla non autosufficienza ma anche l’abolizione del superticket che il ministro punta a inserire nella manovra attesa a giorni.

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Per quanto riguarda le aggressioni e medici e infermieri il ministro Speranza ha promesso che la legge sarà migliorata. «Abbiamo già approvato un testo all'unanimità al Senato e vogliamo migliorarlo nel passaggio alla Camera per avere una legge in difesa di chi ogni giorno si prende cura dei nostri cittadini». La filosofia è «prendersi cura di chi si prende cura». E quindi il tavolo permanente che era stato istituito dalla ministra di allora Beatrice Lorenzin e che è stato riconvocato dopo quasi due anni di stand-by, resterà allertato per monitorare il fenomeno e produrre proposte concrete. Intanto si tratta, appunto, di fare chiarezza sul Ddl che è stato approvato all'unanimità al Senato e che ora è all'esame delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera. «La prima novità che su nostra richiesta il testo finale conterrà rispetto a quello approvato a Palazzo Madama è la procedibilità d'ufficio per chi aggredisce un operatore nell'esercizio delle sue funzioni», spiega Filippo Anelli presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri. Cioè l'obbligo di denuncia in caso di reati di percosse e lesioni quando ricorra l'aggravante del fatto commesso con violenza o minaccia in danno degli operatori sanitari e socio-sanitari. «Troppo spesso i colleghi sono annichiliti dalle aggressioni verbali e fisiche ed esistono vere e proprie zone di frontiera come i Pronto soccorso e i presìdi di guardia medica - avvisa ancora Anelli -: secondo i Nas ben il 30% delle sedi di guardia presenta problematiche legate alla sicurezza».

Negli anni qualcosa sarebbe cambiato, stando ai dati dell'Agenas, l'Agenzia per i servizi sanitari regionali: quasi tutte le Regioni, almeno sulla carta, hanno adottato la Raccomandazione n. 8 del ministero della Salute, che prevede l'analisi di ogni episodio di violenza e il monitoraggio dei meccanismi attivati dall'azienda sanitaria per comprendere ed eliminare le falle dei sistemi organizzativi e prevenire nuovi episodi, evitando il ripetersi degli “eventi sentinella” si ripetano. Le aggressioni però continuano e medici e infermieri sono i primi operatori sanitari a subirle. Tanto che la Fnomceo ha proposto al ministro anche una riflessione sull'organizzazione del lavoro: un obiettivo che necessariamente coinvolgerebbe la Sisac e i sindacati. Tra le ipotesi in campo, sedi “aggregate” per le postazioni di guardia medica in cui più camici bianchi possano lavorare insieme o lo spostamento dei punti di assistenza in strutture più sicure, anche all'interno degli ospedali. E intanto si lavora anche a «tutelare situazioni al di fuori del Servizio sanitario nazionale, come quella di veterinari che prestazione servizio in strutture private».

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