E-COMMERCE 

Spesa e fase 2: dopo l’emergenza il 36% dei consumatori continua ad acquistare online

Una ricerca IRI per Netcomm evidenzia come l’e-grocery si consolidi come abitudine di acquisto. Boom per il click & collect +349% in un anno. Flessione per i negozi di prossimità

di L.Ben.

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(Adobe Stock)

Una ricerca IRI per Netcomm evidenzia come l’e-grocery si consolidi come abitudine di acquisto. Boom per il click & collect +349% in un anno. Flessione per i negozi di prossimità


2' di lettura

Finita l’emergenza si continua a fare la spesa da remoto senza andare nei negozi fisici. I dati raccolti nell’ultimo rapporto di IRI per Netcomm dimostrano come la penetrazione del settore food nell'online sia pressoché raddoppiata durante il lockdown, quando il 17,2% dei consumatori ha acquistato almeno una volta attraverso il web prodotti confezionati di largo consumo, che settimanalmente hanno tenuto una crescita che non è mai scesa sotto il 50%, con picchi del 288%. Questo cambiamento nelle abitudini di acquisto è però continuato nella fase successiva: il 36% di chi l’aveva sperimentato ha continuato a fare la spesa privilegiando i siti web della Gdo, con un aumento della customer satisfaction arrivata a una valutazione di 7,5 contro il 6,5 nel periodo della pandemia.

Secondo Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “La necessità di mantenere il distanziamento sociale e, al tempo stesso, di garantire la continuità del servizio, ha determinato l'affermarsi della presa in carico degli ordini online e la consegna senza contatto. In particolare, un ruolo importante ha giocato il click & collect (più conveniente e veloce rispetto all'home delivery per il consumatore) che nelle quote di vendita ha superato il 15% durante il lockdown (era l'8,3% nel 2019) e si è attestato di poco sotto al 13% nella fase successiva. Il click and collect ha riportato una crescita del +349% e c'è da aspettarsi che, da qui alla fine dell'anno, diventerà un'abitudine sempre più consolidata tra i consumatori”.

Dati della ricerca Netcomm sulla prenetazione del settore alimentare online

Continua la crisi degli ipermercati, perdono clienti
i negozi di prossimità

Continua a farsi sentire la crisi degli ipermercati, con un calo delle vendite del 9,6%, considerando complessivamente sia la fase Covid che quella successiva. Il commercio di prossimità, dopo il balzo del 16,1% nel lockdown, ha registrato una flessione del 3,2% nel periodo giugno-agosto. Continua il forte sviluppo degli acquisti LCC (largo consumo confezionato) nel canale virtuale (+96,4%).

Partnership e spinta digitale necessari per i piccoli negozi

“La crisi - afferma Roberto Liscia- ha messo tutti gli attori del food&grocery di fronte alla necessità di accelerare la propria trasformazione digitale. Occorre che tutti i brand si preparino a soddisfare le nuove esigenze di consumo evidenziate e investano sull'export digitale e sui rapporti con i nuovi intermediari. Se i n egozi di quartiere, ad esempio, dovranno costruire e rafforzare la rete di partner e operatori del digitale con cui collaborare per rispondere alle nuove richieste di mercato, le grandi insegne che già operano nell'e-grocery dovranno migliorare i servizi offerti e fidelizzare i nuovi consumatori raggiunti negli scorsi mesi”.

La sfida della trasformazione digitale sembra essere stata ben compresa dalla Gdo e dalle imprese. Secondo i dati Nielsen fra i Ceo di Industria e Distribuzione emerge infatti che il 95% di loro intende investire con forza sulla digital transformation che però non è solo e-commerce: un altro tassello di trasformazione del largo consumo è la digitalizzazione delle promozioni, ovvero lo spostamento degli investimenti verso soluzioni di Drive-to-Store digitale, utilizzando lo smartphone per portare i consumatori, sempre più online, nei negozi. In quest'ottica il volantino digitale è individuato come investimento strategico primario dal 71% degli intervistati, mentre il 57% dichiara che ridurrà gli investimenti dedicati al volantino cartaceo.

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