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Spese mediche con l’App: serve la prova dell’estratto conto

Per le Entrate non bastano scontrino e ricevuta per tracciare il pagamento. Interpretazione molto restrittiva per i borsellini elettronici

di Marcello Tarabusi, Giovanni Trombetta

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(Vitalii Vodolazskyi - stock.adobe.com)

Per le Entrate non bastano scontrino e ricevuta per tracciare il pagamento. Interpretazione molto restrittiva per i borsellini elettronici


2' di lettura

Per detrarre le spese, per esempio quelle sanitarie, sostenute nel 2020 con sistemi di pagamento elettronici il contribuente dovrà esibire al Caf o al professionista non solo fattura o scontrino e le ricevute dei pagamenti fatti tramite app, ma anche l'estratto conto bancario.

È quanto emerge dalla risposta 230 dell’agenzia delle Entrate a un interpello riguardante una piattaforma di moneta elettronica, diffusa il 29 luglio ossia pochi giorni dopo la “bocciatura” dei sistemi di moneta complementare (si veda l’articolo sul Sole 24 Ore del 12 giugno).

Chi paga con sistemi di moneta elettronica (ad esempio le note app con prefisso/suffisso «pay» ed i «wallet» elettronici degli smartphone) dovrà esibire, oltre alla ricevuta di pagamento, anche l'addebito in conto.

La motivazione si fonda su una risoluzione (108/E del 2014) che riguarda le erogazioni liberali ai partiti, per le quali era la normativa primaria (Dlgs 149/2013) a richiedere «tracciabilità dell'operazione ed esatta identificazione del suo autore».

La legge di Bilancio 2020 rinvia invece all'articolo 23 del Dlgs 241/1997 il quale elenca «carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari» e «altri sistemi di pagamento»: se avesse voluto applicare la norma sul finanziamento dei partiti l'avrebbe richiamata espressamente.

L'Agenzia ammette che l'istituto di moneta elettronica traccia i pagamenti come qualsiasi sistema di e-payment, ma ritiene che questo derivi dalle rilevazioni contabili della banca e conclude che la spesa va provata con l'estratto conto e, solo se questo non indica tutte le informazioni, anche la copia delle ricevute in-app.

Tuttavia bisogna considerare che il sistema finanziario europeo è radicalmente cambiato, soprattutto dopo la direttiva Psd2 (applicata in Italia dal 2019) che ha introdotto l'open banking e imposto sistemi di autenticazione innovativi e più sicuri: gli Istituti di moneta elettronica (Imel) sono intermediari vigilati dalla Banca d'Italia e, come le banche, sono soggetti agli obblighi antiriciclaggio.

Non vi sarebbe alcuna ragione per considerarli mezzi di pagamento “meno tracciati” delle banche: la ricevuta del pagamento via app o borsellino elettronico è una prova più che sufficiente, a cui l'estratto conto bancario non aggiunge nulla.

Il rischio è di imporre ai contribuenti oneri documentali gravosi e inutili. Sino ad oggi si è sempre considerato sufficiente, per i pagamenti con bancomat/carta, allegare la ricevuta del pagamento Pos.

Per le spese sanitarie dal 2020 si dovrà consegnare a chi redige la dichiarazione anche una copia del proprio estratto conto per dimostrare che il pagamento è stato addebitato?

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