L'intervista ad Alexander Pereira

«Spettacoli streaming e sponsor, il mio Maggio non ha mai chiuso»

Il sovrintendente del Maggio Musicale fiorentino: in questa fase di crisi serve un cartellone di alto livello. Bilancio 2020 ancora in utile ma il costo dei biglietti è troppo basso

di Silvia Pieraccini

RiAPERTURA. Il 26 aprile con un concerto sinfonico è stata inaugurata l'83esima edizione del Festival del Maggio Musicale (a sinistra il sovrintendente Alexander Pereira con l'orchestra). Sopra una scena del Rigoletto di Giuseppe Verdi nel recente allestimento del teatro fiorentino

3' di lettura

È arrivato alla guida del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nel febbraio 2020 - proprio quando è scoppiata la pandemia - dopo cinque anni e mezzo passati alla Scala di Milano. Ma il sovrintendente Alexander Pereira, 74 anni, austriaco, non si è fatto intimorire dal Covid, e fin dall’inizio ha deciso di tenere il teatro il più possibile aperto agli artisti durante questi mesi difficili, svolgendo prove e rappresentazioni andate in scena in streaming sul sito del Maggio. Il 26 aprile scorso Pereira ha avuto la soddisfazione di inaugurare - alla presenza in sala di quasi 500 spettatori - l’83esima edizione del Festival del Maggio Musicale, per coincidenza fissata proprio nella data di riapertura dei teatri decisa dal Governo, con un concerto sinfonico e, il giorno seguente, con l’opera di Francesco Cilea, Adriana Lecouvrer.

Sovrintendente, perché ha scelto di non fermare mai l’attività?
Perché è rischioso lasciare un teatro nell’incertezza. Niente è più fragile dell’arte, e il segreto dell’arte è superare la paura, trasformarla in emozione. Se un artista non crea arte, giorno dopo giorno perde la capacità di fare. Sono stato attaccato per questa scelta, perché in un momento difficile non ho risparmiato soldi. Ma ho trovato gli sponsor che hanno finanziato questa politica.

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Quanti sponsor ha trovato?
Durante la pandemia ho trovato sponsorizzazioni per 2,5 milioni di euro da banche, assicurazioni, fondazioni, ed è grazie a questi soldi che abbiamo evitato anche di mandare i dipendenti in cassa integrazione. Siamo uno dei teatri che ha fatto meno “cassa”: 8-9 settimane nel 2020, 3 settimane nel 2021.

Quanti ricavi sono mancati l’anno scorso?
Prima della pandemia gli incassi al botteghino erano 4 milioni, nel 2020 siamo passati a 1 milione e 750mila euro. Il Governo ci ha aiutato, restituendoci 968mila euro, ma sono mancati comunque 1,3 milioni che abbiamo dovuto recuperare tramite gli sponsor.

Come si è chiuso il bilancio 2020 del Maggio?
Si è chiuso in utile, un utile importante.

Restano i debiti, da sempre fardello del Maggio. Quanti sono adesso?
Erano 75 milioni nel 2014, oggi sono rimasti 50 milioni: 27-28 milioni verso lo Stato, 17 milioni verso l'Agenzia delle Entrate, il resto verso fornitori. Abbiamo finito di pagare i mutui con le banche e abbiamo riportato la fiducia degli artisti nel teatro azzerando i loro debiti, che era una priorità assoluta.

Ora l’unica soluzione è che lo Stato cancelli i debiti delle fondazioni liriche? Magari col Recovery Fund?
Io credo che il ministro Franceschini troverà il modo di sanare questa situazione che non è solo nostra. Sono tranquillo.

Che prospettive ha il Maggio Musicale?
I problemi non sono scomparsi, e tra questi c’è il costo del biglietto troppo basso. Quando sono arrivato a Firenze il prezzo medio era 25,6 euro: un disastro. I prezzi devono aumentare, in parallelo con l’aumento della qualità delle produzioni e con l’aumento degli sponsor.

Serve più qualità in cartellone?
Sì. Dobbiamo fare una programmazione di alto livello, e in questo momento di crisi dobbiamo avere nomi ancora più conosciuti per attrarre un pubblico internazionale. Abbiamo cominciato a farlo nella stagione in corso, e ora mi sento dire “grazie” per aver riportato la qualità nel teatro, la crème de la crème del nostro mestiere.
Non c’è alternativa.

Il Maggio tornerà a splendere?
Questo non posso garantirlo. Metterò tutta la mia esperienza, la mia conoscenza degli artisti e del mondo degli sponsor per aiutare il Maggio. Per il momento ho trovato soldi fuori Firenze, ma è importante che anche i fiorentini contribuiscano.

Arriveranno sponsor di peso come alla Scala?
Banca Intesa è socio privato del Maggio Musicale e quest’anno farà un’erogazione straordinaria che si avvicina a 1 milione. Carlo Pesenti di Italmobiliare ci sosterrà per adesso col marchio Caffè Borbone.

Il Maggio Musicale si aprirà anche al resto della Toscana?
Abbiamo intenzione di andare in altre città, Lucca, Livorno, Pisa, Arezzo. Il primo concerto sarà a Massa il 3 luglio con la nona sinfonia di Beethoven. Sto pensando anche di fare piccoli festival di tre-quattro giorni in altre città toscane, ad esempio sulla musica sacra, per rivitalizzare teatri, sale e chiese.

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