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Spettro class action contro Fca, studi legali Usa sul piede di guerra

Pomerantz e Rosen cercano investitori danneggiati nel caso di presunta corruzione dei sindacati denunciato da Gm. Le due law firm di New York hanno grande esperienza nelle azioni collettive e sono reduci da un recente accordo da 110 milioni con la casa italo-americana

di Marco Valsania


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(EPA)

3' di lettura

NEW YORK. Spettro di class action su Fca negli Stati Uniti. La denuncia presentata da General Motors contro Fiat Chrysler in un tribunale federale di Detroit per corruzione e illeciti nelle relazioni sindacali, ha spinto almeno due studi legali statunitensi, la Pomerantz Firm e la Rosen Law Firm, a far scattare la ricerca di clienti per intentare un possibile ricorso collettivo per danni a favore di investitori nei titoli del gruppo italo-americano.

Pomerantz - specializzata in class action, ricorsi contro aziende per truffa e casi antitrust - è stata fondata oltre 80 anni or sono ed è considerata tra i grandi pionieri delle azioni legali collettive. Ha uffici a New York, Chicago, Los Angeles e Parigi. In un comunicato ha indicato di «indagare sulla preoccupazione che Fiat Chrysler e alcuni suoi dirigenti e/o direttori siano responsabili di truffa finanziaria o di altre pratiche di business illegali». Portavoce interpellati dal Sole 24 Ore hanno confermato l’impegno dello studio sul nuovo caso.

Rosen, che ha sede a New York su Madison Avenue, in un comunicato afferma a sua volta di «indagare su potenziali rivendicazioni da parte di azionisti che risultino dalle accuse che Fiat potrebbe aver diffuso informazioni sul business materialmente fuorvianti nei confronti pubblico di investitori». E continua indicando di voler «preparare un'azione legale collettiva per recuperare perdite da parte degli investitori in Fiat», inviando gli interessati a prendere contatto. Le due law firm sottolineano che il titolo di Fca ha ceduto quasi il 4% alla notizia della denuncia di Gm.

I due studi legali citano esplicitamente quale ragione della loro mossa il caso portato dalla Gm, la quale sostiene che Fca avrebbe corrotto durante le trattative per gli accordi sul contratto collettivo di lavoro - nel 2009, 2011 e 2015 - versando milioni di dollari in tangenti a dirigenti sindacali in un'operazione che sarebbe stata autorizzata ai massimi livelli.

Gm, la cui denuncia ha preso spunto da indagini federali tuttora in corso che hanno coinvolto sia funzionari sindacali che alcuni ex dirigenti Fca, ha detto che chiederà a Fiat Chrysler ingenti danni. Alcuni analisti hanno stimato questa potenziale richiesta tra i 6 e i 15 miliardi di dollari. Eventuali class actions andrebbero a sommarsi a simili oneri. Fca ha riposto definendo le accuse del tutto infondate e fatto sapere che si difenderà con vigore. Ha sempre sostenuto di essere stata del tutto all'oscuro dell’operato degli ex dirigenti rimasti coinvolti.

Né Rosen, né Pomerantz, che si definisce a sua volta studio legale globale specializzato nella difesa dei diritti degli investitori, sono nuovi al mondo delle class action. Rosen, stando al proprio sito, sta al momento cercando di intentare azioni collettive nei confronti di altri grandi marchi aziendali, da Uber a Twitter e Under Armour. Pomerantz ha nel suo passato casi contro Aol Time Warner come contro Vivendi; oggi ha aperto indagini su General Electric come su Philip Morris.

I due studi non sono neppure nuovi a casi che riguardano aziende con radici in Italia. Nel 2018 avevano studiato una class action contro Atlantia dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, sempre per recuperare perdite degli investitori. Contro Fca hanno inoltre appena portato a compimento, a settembre, una class action legata a ritiri di veicoli per ragioni di sicurezza: il tribunale ha approvato un accordo da 110 milioni di dollari nella vicenda.

È presto tuttavia per sapere se lo spettro di una nuova class action nei confronti di Fca che scaturisca dalla saga sulla corruzione si materializzerà o meno. È pratica tradizionale, di fronte a significativi casi e inchieste su aziende, che gli studi legali americani lancino campagne volte a verificare l'esistenza di una “classe” di investitori, consumatori o cittadini danneggiati e disposti a farsi rappresentare in tribunale partecipando a un ricorso collettivo. L’avvio d'una simile caccia a potenziali clienti, normalmente della durata di mesi, non significa automaticamente che una richiesta di class action verrà davvero effettuata e in seguito approvata dalla magistratura.

Per approfondire:
Gm contro Fca: storia e conseguenze della sfida legale tra colossi

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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