nicchia in espansione

Spezie e piante officinali, produzione triplicata in 20 anni: nasce una fiera ad hoc

Nasce il Salone Spice & Herbs a Rimini e Ismea lancia un filone nuovo di ricerca. Business da 6 miliardi di dollari nel mondo

di Ilaria Vesentini


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3' di lettura

Spezie come pepe, cannella, zenzero, peperoncino, ma anche cardamomo, coriandolo, curcuma, zafferano e piante officinali quali achillea, gingko, melissa, bardana, cardo, tarassaco, passiflora: sono 50mila le piante utilizzate o utili per l’uomo – non come alimenti – identificate dalla Fao, ancora non tutte pienamente identificate per le proprietà biologiche delle sostanze contenute, ma che sempre più si stanno facendo spazio sul mercato globale per la riscoperta di antichi saperi e tradizioni e per il ritorno dei consumatori a soluzioni naturali sia per scopi estetici sia terapeutici.

L'Italia da inizio Millennio a oggi ha triplicato la produzione e l'export di piante officinali e raddoppiato l'import così come sono quasi raddoppiati gli scambi di spezie e piante aromatiche. E il nostro Paese è attualmente il primo utilizzatore mondiale di erbe officinali per il settore della cosmetica. Si stima che solo il mercato nazionale delle officinali – oltre 120 specie coltivate, 300 commerciate, considerando anche l'import - valga circa 750 milioni. Cifra che supera i 6 miliardi di dollari su scala globale.

È un mondo, questo delle piante usate a fini non alimentari, che entra quotidianamente nelle nostre vite (spesso senza neppure averne consapevolezza), ma che fin qui è rimasto lontano dai riflettori degli economisti e dei media.

Il debutto del Salone e l’Osservatorio delle spezie a Rimini
Ismea sta però iniziando a studiarlo e Macfrut, la rassegna internazionale dell'ortofrutta, ha deciso di portarlo all'attenzione del grande pubblico: debutterà infatti in occasione dell'edizione 2020 che si terrà alla Fiera di Rimini (dal 5 al 7 maggio) il primo Salone dedicato a spezie, erbe officinali e aromatiche.

E per l’occasione sarà lanciato anche l’Osservatorio Ismea (l'istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare del Mipaaf) in collaborazione con Fippo, Assoerbe, Site e Federbio che mira a offrire analisi aggiornate dello scenario economico, strutturale e tendenziale del settore, sia a livello nazionale sia internazionale.

«Parliamo di un settore particolarmente dinamico, con una crescita superiore al 10% l’anno – sottolinea Fabio del Bravo di Ismea -. L'Osservatorio avrà quattro punti di monitoraggio: l'evoluzione delle superfici e delle produzioni a livello internazionale e nazionale di piante officinali; le aziende agricole presenti in Italia e in ambito europeo; i flussi di interscambio mondiali ed europei; gli scambi con l’estero dell'Italia con focus annuali su tematiche che emergono come rilevanti».

Italia tra i primi produttori in Ue
Sui numeri non c'è oggi una fonte certa, ma si calcola che in Italia operino attualmente 400 produttori strutturati di piante officinali (3mila con i coltivatori di coriandolo) che lavorano 8mila ettari di superfici. Secondo Eurostat i dati sono più alti, ma quel che è certo è che nel giro di tre anni aziende e superfici coltivate sono raddoppiate e che il nostro Paese è nella top-5 dei produttori europei di piante officinali, in una classifica dove Polonia, Bulgaria e Francia distanziano di misure tutte le altre aree.

«Il Salone Spice & Herbs Global Expo che sarà ospitato all’interno della 37esima edizione di Macfrut è il primo e unico evento del genere nel panorama espositivo europeo, con produttori che arrivano da Africa, Asia, Sud America. È un settore di cui poco si parla ma con grandi aspettative di crescita», sottolinea Renzo Piraccini, presidente Macfrut. A Rimini ci sarà un intero padiglione dedicato a tutta la filiera di spezie, officinali e aromatiche, compresi comparti della meccanizzazione e trasformazione.

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