ok in commissione al ddl delega

Spiagge, con la riforma livelli occupazionali rispettati e premi a chi abbatte barriere per disabili

di Marco Mobili

(ANSA)

3' di lettura

Via libera delle commissioni Finanze e Attività produttive al Ddl delega per la riforma delle concessioni demaniali. Entro ottobre dovrebbe arrivare il via libera dell’aula di Montecitorio, anche se sarà tutto da scrivere il finale della proposta con cui il Governo, sulla carta, dovrà rispondere ai Giudici comunitari che nel luglio del 2015 hanno condannato l’Italia sul mancato rispetto della direttiva Bolkestein con il meccanismo delle proroghe automatiche (l'ultima è al 31 dicembre 2020) delle concessioni marittime e lacuali. La fine della legislatura e l'avvio della sessione di bilancio mettono fortemente in dubbio la possibilità di un'approvazione della delega.

Canoni di concessione rimodulati su tre fasce
Tra i principi della delega introdotti dalle Commissioni della Camera spicca senza dubbio l’obbligo imposto al Governo nella stesura dei decreti collegati sulla necessità che la riforma delle concessioni marittime debba rispettare l’articolo 12 della direttiva Bolkestein sul legittimo affidamento e prevedere la salvaguardia dei livelli occupazionali. Nel testo licenziato il Governo ha accolto con favore l’emendamento dei relatori che allunga di tre mesi i tempi di attuazione, qualora il termine di 30 giorni entro i quali le Camere dovranno esprimere i pareri sui Dlgs attuativi cada a ridosso del termine ultimo per l'attuazione della delega. Non solo. Viene introdotta la possibilità di prevedere criteri premianti per strutture a basso impatto ambientale e per le strutture che offrono servizi di fruibilità della infrastruttura e della spiaggia ulteriori rispetto a quelli già previsti per legge a favore delle persone disabili. Riconosciuto un adeguato periodo transitorio a quegli stabilimenti che hanno ottenuto la concessione entro il 31 dicembre 2009, nonché la rimodulazione su tre fasce dei canoni di concessione. Più trasparenza poi sui canoni versati con la loro pubblicazione sui siti dei comuni e la devoluzione agli enti locali di una quota degli oneri concessori.

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Rispetto dei livelli occupazionali
La riforma delle concessioni demaniali marittime dovrà rispettare l'articolo 12 della direttiva Bolkestein sul legittimo affidamento e prevedere la salvaguardia dei livelli occupazionali. È quanto prevedono le correzioni Ddl Spiagge approvate dalle due commissioni e presentati da Sergio Pizzolante (Ap) e Tiziano Arlotti (Pd). Le gare per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, inoltre, dovranno avvenire non solo prevedendo la salvaguardia dei livelli occupazionali attuali, ma tenendo anche conto della professionalità acquisita sia in qualità di concessionario che di gestore.

Rispetto ambiente e stop alle barriere
Tra le novità di rilievo, l’introduzione del criterio secondo cui nell’attuare la riforma il Governo dovrà prevedere un meccanismo di premi da riconoscere agli stabilimenti a basso impatto ambientale e che prevedono più servizi per i disabili. Inoltre tutta la riforma del comparto dovrà tenere conto «delle forme di gestione integrata dei beni e delle attività aziendali».

Periodo transitorio
I decreti delegati sulle spiagge dovranno prevedere un adeguato periodo transitorio riservato a quegli stabilimenti che hanno ottenuto la concessione entro il 31 dicembre 2009, «ferme restando le previsioni dei rapporti contrattuali in corso tra concessionari e gestori». Si tratta di uno dei temi più delicati. La riforma, poi, dovrà disciplinare gli effetti giuridici, durante il periodo transitorio, degli atti di pianificazione territoriale e dei relativi strumenti di programmazione negoziata stipulati, ai fini del miglioramento dell’offerta turistica e della riqualificazione dei beni demaniali, tra le amministrazioni competenti e le associazioni maggiormente rappresentative su base nazionale delle imprese del settore.

Garanzie e canoni
Chi subentrerà nella concessione di un bene demaniale marittimo e dunque nella gestione di uno stabilimento balneare o lacuale, dovrà assicurare forme di garanzia a chi cede la concessione. La riforma, poi, introdurrà tre categorie di beni oggetto di concessione e una quota dei canoni della categoria di maggior valenza andrà, oltre che alla Regione di riferimento, anche «ai Comuni, in ragione dei costi sostenuti per la gestione amministrativa del demanio marittimo, da destinare al sostegno delle attività del settore turistico ricreativo». Un altro emendamento approvato prevede anche che il dlgs del Governo con l'attuazione della riforma dovrà disciplinare il riordino delle concessioni ad uso abitativo e assicurare la trasmissione al Sistema informativo del demanio marittimo di ogni informazione utile sul numero delle concessioni e la loro consistenza. Si dovrà inoltre definire la rimozione dei beni realizzati dai concessionari.

Trasparenza sui canoni
I Comuni costieri avranno l’obbligo di rendere pubblici, tramite i propri siti internet, i dati concernenti l’oggetto delle concessioni e i relativi canoni, nonché l'obbligo per i concessionari di pubblicizzare tali dati sui propri siti internet, stabilendo la relativa disciplina sanzionatoria amministrativa.

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