mare: GALLIPOLI

Spiagge, vino e cultura: la nuova «città bella» non è solo movida

La località punta a cambiare identità, attirando più famiglie e rendendo sostenibile e sicuro l'intrattenimento per i giovani Gallipoli

di Fabio Grattagliano


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Gallipoli

4' di lettura

Il mare, certo. E che mare. Si parte da qui. Lunghe spiagge bianche ritmate da piccoli tratti di bassa scogliera e pinete affacciate sul mar Ionio. Gallipoli è innanzitutto questo. Un palcoscenico naturale che negli anni ha visto alternarsi diverse modalità di rappresentazione, da quella elitaria della politica alla più recente e dirompente caratterizzazione di capitale internazionale dell’intrattenimento giovanile. Eppure, la “città bella”, perché questa davvero è, è chiamata in parte a reinventarsi. Alcune icone della movida come il Samsara e il Parco Gondar, che assicuravano un flusso facile di decine di migliaia di giovani attratti da beach party e concerti a suon di artisti di fama internazionale, non ci sono più. La movida resta centrale nell’offerta , soprattutto ad agosto, ma la città fa i conti con il ridimensionamento di questo fattore attrattivo, cominciando a puntare su asset alternativi pregiati di cui dispone in gran quantità. Le chiese e i musei, il vino e il gambero viola di Gallipoli, i Santi e i percorsi ciclabili, le “sirene” per la vela, gli sport nautici e i grandi yacht, un’offerta su misura per le famiglie e una revisione delle regole d’ingaggio per l’intrattenimento giovanile incentrato su sicurezza e sostenibilità. Parole chiave che indicano un cammino sul quale alcune realtà e operatori si sono già avviati, ma che al contempo sono la rappresentazione di un sogno, perché il percorso è tutt’altro che compiuto.

«La capacità ricettiva di Gallipoli è rimasta identica rispetto al periodo del boom di movida» esordisce Giuseppe Coppola, responsabile Confindustria turismo Lecce. La sua famiglia è attiva nel vino con le cantine Coppola e attraverso i campeggi di cui è proprietaria realizza un terzo dei flussi turistici ufficiali di Gallipoli con circa 150mila presenze annue: «Quello che sta cambiando è la consapevolezza della necessità di un’offerta diversificata, perché non è il turista che sceglie la destinazione, ma è la destinazione che sceglie il turista di riferimento in funzione di ciò che offre. E per fortuna in questo momento ci sono grandissimi sforzi anche da parte degli operatori della movida, per proporre un modello turistico di qualità, molto più consapevole e attento alle esigenze di maggiore sicurezza. Perché se vogliamo posizionarci sul turismo di qualità dobbiamo anche soddisfare le esigenze di una fetta di mercato che richiede particolari attenzioni. Penso al turismo nautico e all’ enoturismo, o ancora alla valorizzazione del gambero viola di Gallipoli, un unicum straordinario. E lavorare per un progetto serio di waterfront: avere un lungomare fruibile, capace di generare occupazione e produttività, perché solo così si può rispettare e preservare il contesto naturale». Il riferimento è anche, per esempio, all’incendio che ha colpito la scorsa settimana il parco naturale di Punta Pizzo.

Di altri “turismi” per Gallipoli ne parla anche Cosimo Durante, presidente del Gal Terra d’Arneo: «È in atto un fenomeno, che si sta consolidando, di presenze che cercano non solo mare o movida, ma legati a quelli che sono i nostri attrattori ambientali e culturali che diventano sempre più definiti. E Gallipoli con il borgo antico, con le tante chiese e i musei ha suscitato attenzione. L’area può far leva su sei Doc presenti nella Terra d’Arneo. Stiamo anche lavorando per progetti come quello con l’Opera romana pellegrinaggi per il turismo religioso, per la valorizzazione della pesca artigianale e delle tipicità di Gallipoli, con il gambero viola e la scapece. E stiamo anche intercettando il turismo crocieristico».

Destagionalizzazione è la chiave di volta per Attilio Caroli Caputo, direttore di Caroli Hotels, la più importante realtà alberghiera del territorio: «La nostra scommessa - spiega - è quella di essere operativi tutto l’anno. Per questo promuoviamo tantissimi eventi, per coprire tutta la stagione, spaziando dalle manifestazioni sportive alle rassegne gastronomiche». E in effetti basta dare uno sguardo all’area «Svieni a Gallipoli» presente sul sito di Carolis Hotel per rintracciare le decine di eventi mensili programmati da gennaio a dicembre. «Stiamo spingendo molto su tutte le discipline sportive legate alla vela - aggiunge Caroli Caputo - potendo regatare a Nord e a Sud della città in condizioni meteo favorevoli. E abbiamo anche creato un nuovo format per gli istituti scolastici approvato dal Miur, ripensando la vecchia gita scolastica, che diventa un campus marinaresco, dove i ragazzi possono praticare tutti gli sport velici».

In molti sottolineano però che il “capitale” conquistato nell’ambito dell’intrattenimento giovanile non vada disperso e anzi rilanciato. Come Matteo Spada presidente dell’associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli: «Ben venga la riqualificazione. Ma sarebbe il momento giusto per tornare a programmare per restare l’Ibiza del Sud Italia. Perché l’intrattenimento ha subito uno stop proprio quando ci stavamo aprendo ai grandi flussi internazionali, e avremmo potuto intercettare anche gli investimenti di operatori i stranieri. Ora bisogna decidere se vogliamo essere Ibiza piuttosto che Portofino. E almeno fino a ieri, eravamo più vicini a Ibiza».

O come Roberto Pastore, proprietario del RioBo, una delle storiche e più grandi discoteche di Gallipoli, al sessantesimo posto nella classifica dei migliori club al mondo. «Se vogliamo confrontarci su un turismo di qualità, dobbiamo prima cambiare abito noi - avverte Pastore -. Le potenzialità ci sono, ma ci vuole un cambio di marcia. Il punto è che le cose vanno governate, perché anche il divertimento e l’intrattenimento si possono fare con qualità e sicurezza. Se invece restiamo nella terra di nessuno, dove gli operatori non sanno bene che cosa sia permesso e che cosa no… Per cui, bisogna guardare in faccia la realtà, e se si vuole ripartire bene e con il piede giusto bisogna cominciare dalle regole. In ogni caso, il turismo più giovane, che fino a ora è stato un po’ latitante, ad agosto certamente arriverà».

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