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Spid, Isee e app: corsa in salita per lo sconto ferie da 500 euro

A luglio debutta il «tax credit» per vacanze in Italia spendibile quest’anno, ma secondo gli operatori la misura rischia di non centrare il doppio obiettivo di aiuto a famiglie e strutture

di Flavia Landolfi e Valentina Melis

Biciclette, vacanze, famiglia, casa, lavoro: i bonus del decreto Rilancio

A luglio debutta il «tax credit» per vacanze in Italia spendibile quest’anno, ma secondo gli operatori la misura rischia di non centrare il doppio obiettivo di aiuto a famiglie e strutture


3' di lettura

Procurarsi un’identità digitale (Spid) e farsi calcolare un Isee aggiornato, che non deve superare 40mila euro. Poi usare una App. Sono i primi passi per accedere al «tax credit vacanze» previsto dal Dl Rilancio per incentivare le vacanze in Italia dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. La misura è stata introdotta con il doppio obiettivo di aiuto alle famiglie e alle strutture ricettive messe in ginocchio dal lockdown. E diventa ancora più di attualità ora che cadono i vincoli agli spostamenti fra Regioni. Per il bonus il Governo ha stanziato 1,67 miliardi sul 2020 e 734 milioni per il 2021. I potenziali fruitori sono 5,8 milioni di nuclei con Isee 2019 entro 40mila euro, ma il Governo stima che il bonus potrà far aumentare il numero dei richiedenti.

Come funziona il tax credit

Il bonus vacanze vale 150 euro per i single, 300 per due persone e 500 per i nuclei da tre componenti in su. Di queste somme, l’80% sarà usato come sconto nelle strutture prescelte (e aderenti); il rimanente 20% sarà scaricabile dall’Irpef nella dichiarazione dei redditi 2021. A registrare i dati del beneficiario e a generare un Qr Code spendibile nelle strutture sarà una app che il ministero dei Beni culturali e del Turismo lancerà a metà giugno «ma comunque - spiegano dal dicastero - con anticipo rispetto al 1° luglio, per dare il tempo alle famiglie di predisporre l’Isee e di acquisire un’identità digitale Spid». Il tax credit può essere usato una sola volta e non si può frazionare. Le strutture ricettive avranno il rimborso dello sconto effettuato ai turisti sotto forma di credito di imposta, da usare in compensazione da subito. Oppure il credito potrà essere ceduto a terzi o alle banche.

Il bonus dovrà però fare i conti sia con la rinuncia alle ferie da parte di molte famiglie, sia con un meccanismo di erogazione che presenta almeno cinque criticità. Intanto, il debutto fissato al 1° luglio non agevola chi avrebbe scelto le vacanze in giugno. Poi l’adesione facoltativa di alberghi e strutture potrebbe azzoppare il cammino del tax credit. Ma non solo: l’accesso tramite identità digitale e via app rischia di non fare i conti con il digital divide che affligge il Paese, mentre risulta penalizzante l’esclusione delle piattaforme telematiche diverse da quelle delle agenzie di viaggio e dei tour operator. Infine, gli operatori turistici temono una gestione troppo complicata nella fruizione dei crediti d’imposta accumulati.

L'AIUTO E LE SUE CRITICITÀ

Fonte: elaborazione dati Il Sole 24 Ore del Lunedì

L'AIUTO E LE SUE CRITICITÀ

Le reazioni di categoria

Le associazioni di categoria - a partire da Confindustria - hanno sottolineato le criticità della nuova agevolazione e propongono di ampliare in Parlamento gli aiuti contenuti nel Dl 34/2020. «Stimiamo che il 30% degli alberghi questa estate non riaprirà proprio», spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. «Il bonus vacanze è più un aiuto per le famiglie che per le imprese - aggiunge - e la soglia Isee di accesso, di 40mila euro, sarebbe da portare a 50mila euro».

È sulla stessa linea Alberto Corti, direttore del settore turismo di Confcommercio: «Tutte le forme di incentivo sono benvenute. Certo è che questo bonus si distanzia di molto dalla nostra proposta iniziale,che prevedeva una detrazione Irpef applicata alle spese delle famiglie per tutte le attività turistiche, per soggiorni di oltre tre notti». L’impatto, per Confcommercio, rischia di essere marginale: «Il bonus è tarato su un target che in vacanza non andrà comunque e rischia quindi di mancare l’obiettivo per il 50% dei possibili beneficiari», afferma Corti. Perplessità anche da Faita Federcamping: «Tra i punti che ci preoccupano - spiega il direttore Marco Sperapani - c’è la verifica dei requisiti dei beneficiari: non vorremmo che la burocrazia dei controlli fosse trasferita sulle imprese, già fiaccate da una crisi che anche questa estate sarà pesante».

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