la proposta allo studio

Spid ai minorenni per l’accesso ai social network

Si attende il parere del Garante privacy. La ministra Pisano sollecita intanto la collaborazione delle piattaforme

di Annarita D'Ambrosio

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(simona - stock.adobe.com)

3' di lettura

Spid per controllare i minori in rete: è questa la risposta a tutela della sicurezza a cui lavora da mesi la ministra per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano, una risposta da pochi giorni (dal 26 gennaio per la precisione) al vaglio del Garante per la protezione dei dati personali e dell’Autorità per l’infanzia e l’adolescenza. Dopo la morte della bimba di 10 anni a Palermo, fino al 15 febbraio resta bloccato l’accesso ai minori a TikTok: lo ha deciso il Garante privacy vietando l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti «per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico». Ma come è possibile verificare il rispetto del divieto di iscrizione, previsto dallo stesso TikTok, per i minori sotto i 13 anni? Il social cinese ha garantito massimo rigore, ma all’atto pratico una verifica è impossibile o comunque aggirabile e solo un intervento come quello suggerito dal ministero e tecnicamente predisposto dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid)potrebbe rivelarsi risolutivo.«Fornire i minorenni di identità digitale permette di assicurare che il loro accesso ai social avvenga nel modo corretto, cioè rispettando il limite di età previsto» dice la ministra Pisano.

Come funzionerebbe
La soluzione proposta ricalca il modello già in uso per il Fascicolo sanitario elettronico(Fse): i genitori o i tutori che hanno già il proprio Fse possono crearne uno anche per i loro figli minorenni. Non è possibile effettuare la registrazione online di minorenni, ma il genitore può recarsi agli sportelli dedicati per registrare i minori e associarli al proprio Fse.

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Trasponendo la tecnica in ambito Spid, tutto invece può avvenire online. Per rilasciare l’identità digitale ai minori- precisano fonti Agid - sarà il genitore a fare richiesta: entrerà con il proprio Spid nell’identity provider, dichiarerà di essere il padre o la madre del minore di cui fornisce il dato di nascita e quelli richiesti dal Dpr 445/2000. Sarà uno Spid anonimo, anche se il gestore consegnerà al genitore un insieme di caratteri con cui il figlio potrà accedere poi al servizio.«Internet non può essere considerato un non luogo - prosegue la ministra Pisano -. Chiaramente è necessaria la collaborazione delle piattaforme social, che dovrebbero adeguare i loro sistemi consentendone l’accesso ai minori solo se forniti di identità digitale dalla quale si possa risalire all’età».

Accesso ai minori solo tramite l’attivazione di questo speciale Spid anonimo dunque, una identità attraverso la quale i genitori potranno anche controllare le attività in rete dei figli, venendo avvertiti anche solo dei loro tentativi di accesso a siti pericolosi.

Chiarimenti richiesti anche a Facebook ed Instagram
Nella lista delle piattaforme sotto osservazione da parte del Garante non c’è solo TikTok. È stato aperto un fascicolo anche su Facebook e Instagram dove la minore morta a Palermo risultava possedere diversi profili aperti. L'Autorità ha chiesto a Facebook, che controlla anche Instagram, di fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme.Ma ha chiesto soprattutto di fornire precise indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell'età dell'utente adottate per controllare il rispetto dell'età minima di iscrizione.

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