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Spiesshofer (ex Ceo Abb): «La Formula E vetrina delle potenzialità della mobilità elettrica»

di Franco Sarcina


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Ulrich Spiesshofer, ex Ceo Abb (foto F. Sarcina)

5' di lettura

ROMA - Sabato 13 aprile Il Sole 24 Ore, in occasione dell ePrix di Abb Formula E in programma a Roma, ha avuto modo di sentire l’ex Ceo di Abb (in carica al momento dell’intervista), circa l’impegno della società con sede a Zurigo in Formula E. Si tratta dell’ultima intervista rilasciata da Ulrich Spiesshofer in qualità di Ceo Abb a un quotidiano italiano. Eccola.

Perché il vostro impegno in Formula E? Perché una società, che da sempre ha preferito lavorare sullo sfondo, ha deciso di investire in questo circus e nella visibilità al grande pubblico?
Abb si schiera per le tecnologie sostenibili. Il nostro obiettivo è dare impulso a una tecnologia, a una industria e a infrastrutture che possano crescere in modo sostenibile. L'area che al momento sta cambiando più velocemente è quella del trasporto su strada.

Nel 2011 abbiamo lanciato una start-up per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici mettendo a frutto le nostre forti competenze nell'elettrificazione e oggi siamo leader mondiale in questo settore, siamo leader mondiali per la ricarica rapida: abbiamo più di 11 mila stazioni di ricarica rapida. Questo mi ha convinto che dovevamo trovare un modo per incrementare il nostro contributo alla sostenibilità. Abb è per i key players, i governi, i sindaci, le case automobilistiche e il pubblico un riferimento, un'azienda che ha qualcosa di unico da offrire. Ed è in questo contesto che Abb è diventato title sponsor del campionato di Formula E. Siamo entrambi pionieri: Alejandro Agag e il suo team sono pionieri nelle corse e noi pionieri per le soluzioni sostenibili nelle infrastrutture. C'è una convergenza, tra di noi. E di base quello che vogliamo fare è, da un lato, suscitare emozioni, un movimento positivo nei consumatori intorno a questa tecnologia, dimostrando che è affidabile e amica dell'ambiente. Dall'altro, vogliamo creare per tutti gli stakeholders - sindaci, case automobilistiche, qualsiasi portatore di interesse - una piattaforma per discutere, sottolineando però che, mentre diamo questo contributo, stiamo anche promuovendo il nostro business. Perché crediamo che il business delle stazioni ev per la ricarica rapida stia crescendo rapidamente e abbia grandi opportunità.

Quanto vi aspettate che cresca questo particolare settore, quello della mobilità elettrica?
Se si considera il growth rate delle infrastrutture di ricarica rapida, la crescita è a due cifre: più del 20-30% [all’anno, ndr] a livello mondiale. Quindi, ci aspettiamo che ogni 3-5 anni, il numero delle infrastrutture raddoppi. E se si considerano i paesi europei che oggi hanno già fatto molto, la previsione sembra confermata: la Danimarca, per esempio, che ha più stazioni di ricarica elettriche che stazioni di benzina, o la Norvegia, dove il 50% delle nuove immatricolazioni è elettrico. Se guardiamo alla Cina, dove un paio di anni fa ho collaborato con il governo di Shanghai per ridurre il tasso di inquinamento, con una consulenza a un progetto per le infrastrutture di ricarica destinate ai ciclomotori elettrici, il mercato è decisamente in crescita. Oggi, i ciclomotori elettrici circolanti sulle strade di Shanghai sono 21 milioni. Nei prossimi due anni assisteremo, in Europa e in Asia, a un grande cambiamento, in termini di velocità e di utilizzo della mobilità elettrica e Abb opererà in tutto il mondo come partner per la realizzazione delle infrastrutture.

Le gare di Formula E si svolgono su non solo in Paesi ricchi, ma anche in località dove forse la richiesta di mobilità elettrica non è così sviluppata. Perché?
Il fatto che questa competizione sia consumer oriented, crea una grande eccitazione. L'eccitazione deriva dalla tecnologia, ma non solo dalla tecnologia. Deriva anche da considerazioni diverse. Per esempio, le macchine sono affidabili anche nella sabbia e con le temperature presenti in località come il Marocco. Molte auto hanno fatto diversi test in Africa, e ora possono dimostrare che sono in grado di gareggiare in Marocco. Quindi, le città in cui si svolgono le gare del campionato sono state scelte per dare una rappresentazione a 360 gradi di come possiamo posizionare questa serie. E questo è un aspetto del divertimento che assicuriamo ai fan. Ma è vero anche che la scelta dei luoghi è legata a fattori commerciali, com'è il caso delle due corse in Cina, che è il più grande mercato mondiale dei veicoli elettrici: Hong Kong all'inizio e Sanya alla fine di marzo, due eventi che hanno raccolto l'interesse di un grande pubblico. Ora tocca all'Europa, con Roma, Parigi, Berlino, Monaco e, ovviamente, in Svizzera, a casa nostra, dove la Formula E torna per la seconda volta. Per poi concludere la serie in estate, a New York.

Qual è stato il vostro investimento in Formula E?
Di solito non rendiamo pubblici i numeri relativi ai nostri investimenti, ma c'è un dato che è molto chiaro, la durata dell'accordo che Abb ha firmato con Formula E: saremo partner di questa categoria di motorsport fino al 2025. Nell'arco di questo periodo, sempre più industrie saranno coinvolte e Abb sarà per ciascuna di loro un partner affidabile, per guidare questa tecnologia verso un diverso livello di maturità e una migliore penetrazione nei mercati.

Quali sono le categorie di persone più interessate a questo fenomeno emergente della mobilità elettrica, e in particolare del suo lato sportivo più particolare, la Formula E?
Penso tutti quanti. Siamo molto soddisfatti dei progressi che ha fatto il Campionato Abb Formula E. Il brillante posizionamento di Abb è cresciuto in misura significativa. La partnership con Formula E e con brand iconici coinvolti ha fatto crescere l'interesse dei giovani nei nostri confronti. Ce ne siamo resi conto valutando i numeri delle job applications a livello mondiale, che sono raddoppiati. In Svezia e in Svizzera, stando a Google, siamo l'azienda che più attrae l'interesse dei giovani. Penso che questo sia un dato chiave da valutare. Ma non è il solo. Un altro dato importante è che Abb è un partner affidabile per l'industria dell'auto ed è capace di attrarre investimenti.

Come si evolverà la Formula E in futuro?
Per capire l'evoluzione di questa serie, bisogna tenere a mente la prima gara, in Cina, nel 2014. A partire da allora, Formula E si è seduta insieme ai partner e insieme hanno discusso quello che c'era da fare per la stagione successiva. È il team di Formula E che decide quello che va fatto. Naturalmente noi influenziamo in qualche misura la loro decisione. In questo momento è ancora troppo presto per ragionarci, ma sappiamo che ci saranno eccitanti novità in arrivo con la prossima stagione.

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