IN COMMISSIONE

Spinta ai Pir con meno vincoli

Tra gli emendamenti dei ministeri premi di produttività detassati anche per gli statali, piattaforma digitale per il pagamento delle multe, identità digitale (Spid) per tutti e la revisione dei Pir

di Marco Mobili e Marco Rogari

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Tra gli emendamenti dei ministeri premi di produttività detassati anche per gli statali, piattaforma digitale per il pagamento delle multe, identità digitale (Spid) per tutti e la revisione dei Pir


3' di lettura

Il Governo spinge sull’acceleratore per i Pir. Con il correttivo si prevede che un 5% di quel 30% destinato agli investimenti in economia reale dovrà essere obbligatoriamente indirizzato verso le piccole e piccolissime imprese diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib e Fitse Mid della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati. L’opposizione intanto è in pressing sul decreto e non solo.

Dal prossimo 1° gennaio si dirà addio ai «Pir 2.0» che con i loro paletti e vincoli, hanno fatto crollare la raccolta nel 2019 (meno 350 milioni nel primo semestre 2019 e una potenziale frenata fino a 700 milioni a fine anno).

Intanto ieri al Senato si sono materializzati i primi correttivi governativi al Ddl di Bilancio. A partire dal capitolo pubblico impiego. Con due emendamenti del ministero della Pa che prevedono di detassare i premi di risultati anche per i dipendenti pubblici con un’aliquota agevolata al 10% per un massimo di mille euro annui per redditi non superiori ad 80 mila euro e la concessione di un anno di tempo in più per la stabilizzazione dei precari. Con un altro ritocco governativo, presentato dal ministro dell’Innovazione, si punta a garantire entro il 2022 a ogni cittadino la sua identità digitale sbloccando lo “Spid”. Dal ministro Paola Pisano arriva un altro emendamento che prevede la nascita di una piattaforma per le notifiche digitali della Pa, su cui ricevere atti amministrativi come le multe e le comunicazioni dell’agenzia delle Entrate, escluse per il momento quelle relative ad atti giudiziari.

Sempre a palazzo Madama è scattata la prima scrematura degli emendamenti al Ddl di Bilancio. Come anticipato dal Sole 24 Ore si è scesi da 4.550 a 700 ritocchi “segnalati”, suddivisi in parti uguali tra maggioranza e opposizione. Pd e M5S spingono per prorogare al 2020 la cedolare secca sui negozi commerciali. Tra i 90 correttivi prioritari del Pd (il 10% rispetto ai 900 presentati in origine) c’è anche un mini-pacchetto previdenziale. Che prevede: una nuova salvaguardia per 9mila esodati, un allargamento della platea dell’Ape sociale per i disoccupati di lungo corso e il ripristino dell’aliquota originaria di finanziamento dei patronati. Confermata la richiesta di alleggerire plastic e sugar tax e la stretta sulle auto aziendali.

I Dem propongono anche sgravi delle 100% per le Pmi che assumono apprendisti nel 2020 e chiedono un Fondo per la rigenerazione urbana, con 75 milioni dal 2020 fino al 2034. Il M5S inserisce nel suo pacchetto di circa 200 ritocchi strategici il rafforzamento della dote (290 milioni in più nel triennio di cui 60 nel 2020) per la riconversione e la riqualificazione produttiva delle aree interessate da crisi industriali. Altri 400 milioni, con un emendamento ad hoc, verrebbero destinati alla messa in sicurezza delle scuole in aree a rischio sismico 1 e 2. Pressing dei Cinque stelle anche per un bonus giornali agli studenti delle scuole medie e superiori.

Italia Viva ha ridotto a circa una quarantina gli emendamenti “segnalati”. Nel pacchetto l’abolizione totale delle micro tasse (plastic, sugar e auto aziendali), lo stop a quota 100 e l’aumento da 8 a 9 milioni dei fondi annui nel triennio 2020-2022 per la proroga della convenzione di Radio radicale fino alla gara di appalto prevista entro il 30 aprile 2020. L’elenco comprende anche il fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane, il fondo asili nido e scuole dell’infanzia con 100 milioni annui dal 2021 al 2023 e 200 milioni annui dal 2024 al 2034 e la norma che stanzia oltre 80 milioni per assumere 1.000 vigili del fuoco nel biennio 2020-2021.

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