Spionaggio

Caso Biot, scontro Pd-Lega. Guerini: Se qualcuno ha sbagliato pene severe

I dem attaccano: «Salvini chiarisca i rapporti tra Lega e chi coordinava la rete spionistica russa». La replica della Lega: «Il militare italiano che ha tradito, lavorava al ministero della Difesa quando il ministro era del Pd»

Spionaggio russo a Roma, senza precedenti, 2 funzionari espulsi

2' di lettura

Scintille tra Pd e Lega sulla spy story che vede come protagonista Walter Biot, l'ufficiale della Marina militare arrestato mercoledì a Roma con l'accusa di spionaggio per aver venduto a Mosca alcuni documenti riservati. I dem attaccano: «Salvini chiarisca i rapporti tra Lega e chi coordinava la rete spionistica russa». La replica della Lega: «Il militare italiano che ha tradito, lavorava al ministero della Difesa quando il ministro era del Pd». Intanto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiede al premier Mario Draghi di riferire in parlamento

L’attacco del Pd: «Salvini spieghi»

È il deputato dem Andrea Romano ad andare all'attacco: «Salvini deve chiarire al più presto i rapporti tra la Lega e Aleksej Nemudrov, il diplomatico russo che insieme a Dmitri Ostrouchov coordinava la rete spionistica che avrebbe arruolato l'ufficiale infedele Walter Biot e che è stato recentemente espulso dal nostro paese», accusa, sottolineando come le inchieste stampa ricostruiscano «i rapporti assidui e continuati che nel corso degli anni sono intercorsi tra Nemudrov, la Lega e Gianluca Savoini: l'ex portavoce di Salvini, fondatore dell'associazione filo-putiniana Lombardia Russia già implicato nell'incontro all'hotel Metropol di Mosca».

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La replica della Lega: «Letta chiarisca»

Pronta la replica del Carroccio: «Spie russe col Partito democratico? L'unica certezza in questa brutta storia è che Biot, il militare italiano che ha tradito, lavorava al ministero della Difesa quando il ministro era del Pd. Letta chiarisca!», viene fatto filtrare da fonti della Lega. Il ministro in questione è il titolare della Difesa Lorenzo Guerini.

Guerini: se qualcuno ha sbagliato pagherà

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini mette in evidenza il valore degli uomini in divisa e isola le mele marce: «Le forze armate sono le persone che sono impegnate in questa realtà, in questa esperienza, che sono presidio di valori e impegno – dice - Non sono gli esempi negativi che abbiamo visto anche in questi giorni, che hanno occupato le pagine dei giornali. Per le forze armate, la bandiera e il giuramento che viene fatto di fronte alla bandiera di servire le istituzioni sono il valore fondamentale di riferimento». Poi la sottolineatura: «Se qualcuno ha sbagliato, i comportamenti saranno sanzionati con severità – assicura -. Ma quello non è lo specchio dei valori di riferimento delle Forze Armate. Vorrei che questo fosse molto chiaro a tutti noi».

Meloni: Draghi riferisca in parlamento

Chiede al presidente del Consiglio Draghi di riferire «subito» in Parlamento Giorgia Meloni. «Come Fratelli d'Italia abbiamo già inviato la richiesta di informativa urgente ai presidenti delle Camere Roberto Fico e Elisabetta Casellati, ma non abbiamo ricevuto risposte – attacca - Serve chiarezza immediata su una vicenda che tocca la sicurezza nazionale e la difesa dei nostri interessi».

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