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Spoil system e nomine, la mappa degli incarichi che potrebbero cambiare

Le società controllate dallo Stato vedono i propri cda in scadenza a primavera 2023, permettendo al nuovo Governo di scegliere i suoi uomini tra i dirigenti apicali soggetti alle regole dell'avvicendamento post elettorale

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2' di lettura

Cambio della guardia ai vertici di molte società controllate dello Stato, di Istituti pubblici e Agenzie. In molti casi la scadenza degli incarichi sarà fra pochi mesi, cioè subito dopo l’insediamento del nuovo governo. Allora si capirà quanto lo spirito di spoil system inciderà sulla nuova nomenklatura. Il meccanismo, riguarda direttamente i massimi vertici della Pa e prevede che tutte le figure apicali decadano 90 giorni dopo la fiducia al nuovo Governo. Entro questo termine il Governo può confermare o sostituire i dirigenti.

Decadenza automatica

In mancanza di un atto di conferma o di sostituzione il dirigente decade in automatico e si dovrà comunque procedere a una nuova nomina. Non rientrano in questo meccanismo automatico le società controllate dallo Stato, molte delle quali però vedono oggi i rispettivi cda in scadenza nella primavera del prossimo anno, coincidenza che permetterà al nuovo Governo di scegliere i suoi uomini tra i dirigenti apicali soggetti allo spoil system: rientrano anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, il direttore delle Dogane Marcello Minnenna e il direttore del Demanio, Alessandra Dal Verme. Per i due primi alti dirigenti la scadenza del loro mandato triennale (30 gennaio 2023) è concomitante con lo spirare del termine dei 90 giorni previsti dalle norme sullo spoil system, mentre per il direttore Dal Verme il mandato scadrebbe nel maggio 2024.

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Appuntamento a primavera

La prossima primavera sono in scadenza anche altri vertici non soggetti alla tagliola. In particolare il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha il mandato in scadenza per il maggio 2023 ma secondo un’interpretazione dovrebbe restare in carica un altro anno cioè fino allo scadere del Cda da lui presieduto, nominato il 15 aprile 2020. Andando al gotha delle grandi società di Stato, ballano in vista della primavera, i vertici e i consiglieri di amministrazione dei board delle 6 grandi quotate in Borsa controllate dal Mef: Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste e Terna.

La prassi del ricambio dopo tre mandati

I sei Amministratori delegati e Presidenti, scadono tutti nel 2023 con l’assemblea di approvazione del bilancio 2022 prevista nella prima metà dell’anno. Alcuni, come l’ad di Enav Paolo Simioni e la presidente Francesca Isgrò sono al loro primo mandato. Altri come l’ad di Enel Francesco Starace, l’ad di Eni Claudio Descalzi sono al terzo. La prassi delle nomine pubbliche prevede un ricambio dopo tre mandati successivi, ma la forte crisi energetica e la tempesta geopolitica potrebbe far accantonare la prassi per assicurare stabilità ai due colossi energetici. Questo ragionamento favorirebbe anche le riconferma dei vertici di Terna con l’ad Stefano Donnarumma e la presidente Valentina Bosetti. Il Governo potrà prendersi più tempo invece per Cdp e Fs, i cui vertici sono previsti in scadenza per il 2024 con l’assemblea di approvazione del bilancio 2023.

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