economia dello sport

Sport italiano retrocesso senza aiuti agli sponsor

Il mondo dello sport chiede al Governo un credito d’imposta sulle sponsorizzazioni. Misura per salvare Leghe e club alle prese con la crisi

di Marco Bellinazzo

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(Getty Images)

Il mondo dello sport chiede al Governo un credito d’imposta sulle sponsorizzazioni. Misura per salvare Leghe e club alle prese con la crisi


2' di lettura

Il mondo dello sport chiede al Governo un intervento urgente a favore di Leghe e club alle prese con le difficoltà dovute alla pandemia di Codiv-19. Si tratta di un credito d’imposta sulle sponsorizzazioni che metterebbe nelle condizioni tante aziende che supportano l’attività di società e associazioni sportive (escluso il calcio di vertice) di continuare a farlo. «La crisi - spiega Umberto Gandini, presidente di Lega Basket Serie A - sta provocando un drastico taglio delle sponsorizzazioni con effetti drammatici e questo proprio nelle settimane in cui scadono i termini per le iscrizioni. Noi abbiamo perso Pistoia. Cercavamo club che salissero dalla A2 ma senza questo incentivo nessuno si sente pronto a fare il passo. Altri club di A comunque come Cremona e Roma sono ancora in dubbio».

Nel basket tra Serie A2 e B sono già una decina i club che si sono auto-retrocessi o hanno ceduto il titolo ad altre città. «E da qui al 30 luglio quando scade il termine - sottolinea Pietro Basciano, presidente della Lnp - potrebbero fare lo stesso altri 4-5 su un organico totale di 61». Stesse incertezze nel basket femminile come chiarisce Massimo Protani, presidente

di Lega: «Solo in A ci sono due team che stanno valutando cosa fare in attesa di capire se il credito d’imposta sarà concesso o no». « Il credito d’imposta in esame presso la Commissione Bilancio della Camera - sottolinea Mauro Fabris, presidente di Lega Volley femminile - ha il vantaggio di auto-ripagarsi, come dimostrato dal lavoro preparatorio predisposto dal comitato delle Leghe coadiuvato da PwC TLS, e di salvaguardare il movimento italiano con le sue eccellenze, oltre che il futuro di migliaia di atleti che non hanno stipendi milionari». In effetti, solo nei tornei di prima fascia delle discipline olimpiche, sono già una centinaio le società che hanno dovuto rinunciare alla loro attività o ridimensionare in modo sensibile il budget con danni a cascata sui ricavi e sull’Erario che vedrà contrarsi il gettito del settore nei prossimi anni. Conclude Massimo Righi, presidente della Lega Pallavolo Serie A maschile: «Senza l’incentivo rischiamo di trovarci con campionati ridotti nell’organico e nel livello competitivo. Il che significa tornei più poveri che vedranno assottigliarsi gli addetti e la presenza sul territorio per l’attività giovanile».

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