Sport24

Daspo o non Daspo, quando i divieti vengono confermati o annullati

  • Abbonati
  • Accedi
giudici in campo

Daspo o non Daspo, quando i divieti vengono confermati o annullati

Il Daspo viene annullato se la convalida da parte del Pubblico ministero del Divieto d’accesso ai luoghi sportivi avviene oltre le 48 ore dalla richiesta del Questore, cioè con un ritardo burocratico di 40 minuti. Così si espressa la Cassazione penale (sentenza n. 8974 del 1° marzo 2019) la quale ha invalidato un Daspo comminato a 36 tifosi che viaggiavano in un pullman nel quale erano stati rinvenuti fuochi d'artificio, mazze da baseball e spranghe, anche senza che vi fosse un

loro collegamento specifico con questo materiale pericoloso. Ma vediamo nel dettaglio la vicenda dei 36 tifosi (provenienti da Matera e diretti a Catania) e altri casi nei quali i Daspo vengono annullati oppure confermati.

La Cassazione penale

Nella sentenza n. 8974 del 1° marzo 2019, la Cassazione ha annullato il provvedimento e ha esaminato la vicenda soltanto sotto l'aspetto dell'obbligo di doppia presentazione (in Questura, durante le partite), annullando il Daspo a causa di un ritardo burocratico di 40 minuti. Infatti, in caso di provvedimento che imponga anche un obbligo di presentarsi all'autorità di pubblica sicurezza durante le partite, il Questore deve chiedere al magistrato (cioè al Pubblico ministero) una “convalida” entro 48 ore dalla notifica del Daspo al tifoso. Questa scadenza va rispettata con estrema precisione, perché a sua volta fa scattare un ulteriore termine di 48 ore per la convalida da parte del Pubblico ministero. Il ritardo nella prima consegna (al Pubblico ministero) altera infatti i tempi della fase successiva, incidendo sulla libertà personale. Se non vi fosse stato il ritardo di 40 minuti, il Daspo con obbligo di firma sarebbe stato probabilmente confermato.

I Daspo confermati

Com'è peraltro accaduto in altri casi (Consiglio di Stato 866/2019), quali quello dei tifosi del Milan recatisi in pullman a Roma per una partita con la Juventus (Tim Cup): coinvolti in una rissa con coltelli, aste e cavi elettrici rinvenuti sul marciapiede e nei cassonetti, hanno ricevuto un Daspo perché era «altamente probabile» la detenzione di tale materiale offensivo.

Daspo confermato anche per i tifosi che danneggiano gli autobus pubblici a loro destinati per accompagnarli allo stadio (Tar Catania 215 /2019) per una partita contro il Catanzaro.

Altri Daspo annullati

Sorte migliore ha avuto il tifoso che si è arrampicato su una balaustra dello Stadio olimpico, rimanendovi per gran parte di un incontro calcistico: Daspo annullato (Tar Lazio 2033/2019) perché questa posizione non basta a generare “allarme e pericolo”, pur essendo pericolosa per lo spettatore.

Giudizio altrettanto favorevole ha ottenuto il tifoso

dell'Inter che, deluso da una partita del giugno 2018, ha manifestato disappunto a un proprio beniamino: ne sono derivati disordini ma, secondo il Tar Milano (27/2019 ) tutto è scaturito da un comportamento del giocatore bersagliato (di serie A) che «si avvicinava con fare minaccioso e provocatorio, inveendo e con atteggiamento di sfida, intimandogli di scendere sul terreno di gioco per una resa dei conti». La provocazione, che non vale ad attenuare la responsabilità tra tifoserie contrapposte, ha quindi peso (e valore attenuante) quando proviene da un giocatore di elevata professionalità atletica.

Originale, infine, la soluzione trovata da un tifoso nisseno che, destinatario di un Daspo, vedeva le partite dal balcone di una vicina casa privata: secondo la Cassazione (43575/2018) , il Daspo serve a evitare contatti umani pericolosi per la sicurezza e l'ordine pubblico (più che a vietare la visione delle partite). Quindi, la presenza in una casa privata non vìola il divieto imposto dal Questore, tanto più se manchino concrete possibilità di contatti personali con gli spettatori in entrata e in uscita dallo stadio.

Infine va tenuto presente che, durante l'efficacia di un Daspo pluriennale, si può chiedere al ministro dell'Interno una riduzione del provvedimento, se vi sono buona condotta, favorevole periodo di messa in prova (articolo 464 bis Codice procedura penale) e particolari esigenze: secondo i giudici amministrativi (Tar Potenza 105 /2019 ), il ministero deve infatti rivedere la durata del Daspo se, a distanza di tempo dai disordini, il tifoso è stato assunto come vigile urbano e ha bisogno, per tale lavoro, di annullare la sanzione e ottenere la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

© Riproduzione riservata