processo amministrativo telematico

Sportelli di aiuto per fare ricorso senza avvocati

di Redazione

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2' di lettura

Per il corretto utilizzo del processo telematico l’aiuto arriva dai mini Urp istituiti presso ogni Tar e presso il Consiglio di Stato che affiancheranno i ricorrenti non avvocati (e gli eventuali controinteressati) non in possesso della Pec e della firma digitale che ritengono di fare ricorso in proprio. Gli uffici aiuteranno i cittadini nel deposito degli scritti difensivi e dei documenti. La novità è stata resa nota Il dal segretariato generale della giustizia amministrativa.

Dopo essersi rivolto al mini Urp il cittadino dovrà consegnare il ricorso e dichiarare per iscritto, sotto la sua responsabilità, di non avere la firma digitale e/o la Pec. Non servirà l’autorizzazione per effettuare il deposito cartaceo perché, grazie proprio all’ausilio offerto dall’ufficio, il deposito diventerà digitale. Se il ricorrente non possiede la firma digitale potrà sottoscrivere l’atto difensivo con firma autografa.

L’addetto al mini Urp dovrà scansonare il ricorso (o gli altri atti e documenti) e attestarne la conformità all’originale. La certificazione dell’impiegato verrà inserita in calce all’atto e firmata digitalmente. Una volta acquisito il ricorso verrà “creato il fascicolo” e inseriti tutti i dati della parte e gli atti e i documenti in formato digitale.

Il processo amministrativo diventa telematico

Il mini Urp può offrire ausilio anche ai cittadini che, pur avendo la Pec e la firma digitale, hanno difficoltà nella compilazione del “Modulo deposito ricorso” o del “Modulo deposito atti”. In questo caso, per depositare in proprio un ricorso presso il mini Urp, il privato deve essere registrato nell’anagrafica “Cittadini/persone fisiche” accessibile dal portale del personale dell’Ufficio ricevimento ricorsi. L’accredito avviene previa identificazione del soggetto inserendo nome e cognome, codice fiscale e indirizzo Pec. Effettuato l’accredito il soggetto riceverà al proprio indirizzo Pec le credenziali per accedere al portale dell’avvocato e visualizzare il ricorso che deposita in proprio. Il ricorso a questo punto proseguirà a tutti gli effetti come un normale ricorso Pat e il ricorrente riceverà tutte le comunicazioni al suo indirizzo Pec.

Potranno avvalersi del mini Urp anche gli ausiliari del giudice (commissario ad acta, verificatore e consulente tecnico), che non hanno la firma digitale o la Pec, per trasmettere scritti e documenti richiesti dal magistrato. Resta fuori invece l’amministrazione che, contravvenendo agli obblighi di legge, ancora non si è dotata di indirizzo di posta elettronica certificata risultante dai pubblici registri gestiti dal ministero della Giustizia.

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