ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa novità

Sportivi trasferiti in Italia, niente vantaggi fiscali per i più giovani

La detassazione dei compensi spetterà solo ai professionisti che abbiano compiuto il ventesimo anno di età e il cui reddito complessivo sia superiore a 1 milione di euro

di Antonio Longo

(LAPRESSE)

2' di lettura

Il disegno di legge di conversione del decreto Taglia prezzi (Dl 21/2022) introduce rilevanti modifiche al regime fiscale speciale per gli sportivi che trasferiscono la residenza in Italia. Si tratta della disciplina contenuta nell’articolo 16, commi 5-quater e 5-quinquies, del decreto legislativo 147/2015 e introdotta dal Dl Crescita nel 2019, che consente la detassazione del 50% del reddito degli sportivi trasferitisi in Italia dopo almeno 2 anni di residenza all'estero e con l'impegno a risiedere 2 anni nel nostro Paese.

La platea di soggetti interessati è quella degli sportivi professionisti ai sensi della legge 91/1981. A seguito del Dlgs 36/2021 sulla riforma dell'ordinamento sportivo, dal 2023 la platea avrebbe incluso tutti i lavoratori sportivi senza distinzione di genere o di settore (professionistico o dilettantistico). Con la novità del decreto taglia prezzi, ferme restando le condizioni relative alla residenza e al trasferimento in Italia, le agevolazioni si applicherebbero solo nel caso di redditi prodotti da sportivi che operano nell'ambito delle discipline riconosciute da Coni e Federazioni sportive nazionali e singole Leghe che abbiano conseguito la qualificazione professionistica entro il 1990. Inoltre, beneficiari sarebbero solo gli sportivi che abbiano compiuto il ventesimo anno di età e il cui reddito complessivo sia superiore a 1 milione di euro. In caso di Federazioni e Leghe divenute professionistiche dopo il 1990 (come il basket) il regime si applicherebbe ove i redditi siano superiori a 500mila euro.

Loading...

Sono quattro a oggi gli sport professionistici in Italia: calcio, basket, ciclismo e golf. Pertanto, sport come pallavolo e tennis sarebbero esclusi dal perimetro agevolativo, con un aggravio del “cuneo fiscale” sul compenso degli sportivi ingaggiati dall'estero.

Sotto il profilo soggettivo, la modifica sancisce di fatto un doppio limite: lo stop alla detassazione per gli under 20 e, oltre questa fascia di età, la detassazione solo in caso di redditi superiori al milione o a 500mila euro a seconda dello sport praticato.

Le nuove disposizioni si applicherebbero dal 2022, con effetti significativi già dalla prossima finestra di mercato. Il regime previgente continuerebbe ad operare per i redditi derivanti dai contratti in essere e fino alla loro naturale scadenza. Rimarrebbe la natura opzionale delle agevolazioni, con l'obbligo di versare un contributo pari allo 0,5% della base imponibile destinato ai settori giovanili.

Sotto il profilo sistematico, la nuova disciplina presenta alcune criticità, tra cui l'introduzione di una forma di tassazione regressiva e limitazioni anagrafiche difficilmente compatibili con il principio di eguaglianza. Da chiarire poi il concetto di reddito complessivo per cui si dovrebbe fare riferimento all’articolo 9 del Tuir.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti