FASE 2

Spostamenti tra regioni e concessione ad Autostrade, settimana di tensione per il governo

Il 3 giugno è una data chiave nel calendario della fase 2, perché se i dati epidemiologici lo consentiranno, scatterà la riapertura dei confini tra le Regioni

di Andrea Gagliardi

3 giugno, al via gli spostamenti tra Regioni

Il 3 giugno è una data chiave nel calendario della fase 2, perché se i dati epidemiologici lo consentiranno, scatterà la riapertura dei confini tra le Regioni


3' di lettura

Si è aperta una settimana di fuoco per il premier Giuseppe Conte, iniziata con due mediazioni nel giro di 24 ore: la prima sulla scuola, la seconda sugli assistenti civici. Entro il 3 giugno il governo è poi chiamato a decidere sugli spostamenti tra le Regioni. E ci sono da sciogliere i nodi congelati dall'emergenza Covid, a cominciare da quello delle concessioni ad Autostrade. Il dossier è sul tavolo del premier. Un nuovo vertice, nei prossimi giorni, potrebbe tentare di dirimere la questione, con Conte stretto tra il M5S - che vuole una revoca che appare via via meno praticabile - e le condizioni imposte da Aspi.

La riapertura dei confini regionali
Ma torniamo al 3 giugno, una data chiave nel calendario della fase 2, perché se tutto va bene scatterà la riapertura dei confini tra le Regioni. È un traguardo cruciale per la ripartenza dell'economia e del turismo, che preoccupa l’esecutivo e ancor più i governatori: non si può sbagliare, bisogna arrivarci preparati e con tutti i dati del monitoraggio in ordine. I presidenti delle Regioni temono che le riaperture del 18 maggio facciano salire la curva dei contagi e così hanno aggiornato e integrato le linee guida per tutti i settori. Mentre cresce il pressing dei governatori delle Regioni del Centro-Sud — Sardegna e Sicilia in testa — che minacciano di vietare l'accesso e agli allentamenti invocati da quelli del Nord.

Il 29 maggio i dati del monitoraggio del ministero della Salute
Il decreto approvato dal governo prevede che all'indomani della Festa della Repubblica cadano le limitazioni agli spostamenti tra le Regioni, ma in queste ore nessun ministro si sbilancia nel confermare il liberi-tutti. Perché la riapertura dei confini regionali possa scattare senza rischi è necessario che il livello di contagio rimanga lo stesso di questa settimana. La giornata chiave sarà venerdì 29 maggio. Quel giorno arriverà il monitoraggio del ministero della Salute con i dati sui contagi Regione per Regione e lo stato delle strutture sanitarie ed è sulla base di quei numeri che il governo deciderà se confermare o meno la riapertura dei confini il 3 giugno.

Attenzione sulla Lombardia
Solo nel week end - quando saranno trascorse due settimane dalla riapertura del 18 maggio - arriverà il verdetto. C'è chi continua a ipotizzare una circolazione limitata a quelle regioni - anche non confinanti - che abbiano raggiunto un indice di contagio “sicuro”. Ipotesi peraltro adombrata dallo stesso decreto legge del 16 maggio (quello che ha dato il via alle riaperture) che non esclude possibili «limitazioni». L'attenzione ancora una volta è puntata soprattutto sulla Lombardia, dove nonostante si registri un costante miglioramento, resta forte la preoccupazione, visto che da sola raggiunge il 50% dei nuovi contagi. Ma anche sul Piemonte.

Si scalda tema Aspi, pressing perché Governo decida
Intanto resta alta la tensione sul destino di Autostrade per l'Italia. Si apetta che il Governo risponda ufficialmente all'ultima mossa della controllante Atlantia, che ha congelato il piano di investimenti da 14,5 miliardi della concessionaria e minacciato azioni legali in mancanza dell'ok alle garanzie statali per un prestito da 1,25 miliardi. Sulla carta, Autostrade avrebbe il diritto di avere la garanzia in base al Dl liquidità.È un'azienda che gestisce infrastrutture strategiche per il paese e il lockdown ha impattato sensibilmente sul business, al punto che per l'anno in corso è atteso un calo dei ricavi per 1 miliardo. Nonostante questo, però, il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Buffagni ha imposto il proprio “no, grazie”.

Il pressing sul premier
Con il dossier della ministra De Micheli sul tavolo di Palazzo Chigi, cresce il pressing sul premier perché si prenda presto una decisione. Le carte della trattativa che si starebbe giocando a distanza tra la società dei Benetton e il Governo per evitare l'ipotesi peggiore della revoca, prevede l'apertura del capitale di Aspi (proposta dalla stessa Atlantia, pronta a scendere fino al 49,9%). F2i, assieme ad altri soggetti, è uno degli investitori candidati a entrare nel capitale della società autostradale per favorire la discesa di Atlantia, holding che fa capo alla famiglia Benetton, al di sotto del 50% del capitale. Non solo. È possibile anche una revisione della concessione che verte sostanzialmente sul nodo delle tariffe. Su questo delicato tema, tra le ipotesi ci sarebbe quella di ridurre il tasso di rendimento dall'attuale 10% al 7%, abbassando del 5% l'anno le tariffe fino alla fine della concessione, nel 2038. Si tratta di capire quale sarà il punto di caduta.

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