MISURE ANTI-COVID

Spostamento tra Comuni a Natale e Capodanno, il Governo apre a deroghe. Conte: decide il Parlamento

L’orientamento del premier Conte: la modifica nella conversione del decreto in Parlamento. La contrarietà di Speranza: mantenere la linea della massima prudenza

Coronavirus e Natale: cosa si può fare e cosa no

4' di lettura

Natale, Santo Stefano, Capodanno: sono i tre giorni di festa nei quali non si potrà uscire dal proprio Comune salvo che per motivi di lavoro, necessità o salute. Un divieto alla mobilità che, però, potrebbe essere allentato con la possibilità di spostamento tra Comuni limitrofi. Un punto sul quale il premier Giuseppe Conte sarebbe intenzionato a intervenire ma che vede la contrarietà del ministro della Salute Roberto Speranza che chiede di mantenere la linea della massima prudenza. Intanto mercoledì il Senato discutererà una mozione presentata dalle forze di opposizione che mira a cancellare la restrizione.

I limiti agli spostamenti nelle festività possono “creare un problema oggettivo, è chiaro che chi vive in una grande città e ha i congiunti prossimi ha la possibilità di muoversi. Chi è in paesini più piccoli, può avere qualche difficoltà. Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui Comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto. Il Parlamento è sovrano. Ma grande cautela in qualsiasi eccezione”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa da Bruxelles.

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L’intervento potrebbe portare a una modifica del decreto in vigore dal 4 dicembre o a un aggiornamento delle Faq (Domande frequenti) del governo con un’interpretazione estensiva delle situazioni di necessità che giustificano lo spostamento. Il premier potrebbe convocare i capidelegazione al ritorno da Bruxelles dove è impegnato per il Consiglio Ue.

Il divieto di spostamento

Nel periodo delle feste, dal 21 dicembre al 6 gennaio, saranno consentiti spostamenti (esclusivamente tra luoghi in area gialla) solo se si ha la residenza o il domicilio o la propria abitazione nella regione/provincia autonoma di destinazione. Nei giorni 25 e 26 dicembre e 1° gennaio, però, sarà possibile spostarsi solo all’interno del proprio comune. Una norma del decreto che è stata contestata dall’opposizione: «Ci si può muovere liberamente da un punto all’altro di una grande città come Roma o Milano percorrendo anche trenta chilometri di distanza, ma si impedisce a familiari di attraversare la strada il giorno di Natale perché residenti in Comuni limitrofi» hanno scritto in una nota congiunta i capigruppo di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia al Senato.

Le deroghe

Nella giornata di giovedì 10 è trapelata la disponilbilità di Palazzo Chigi di intervenire sul divieto per ammorbidirlo con un’interpretazione estensiva delle situazioni di necessità che giustificano lo spostamento tra Comuni. Nelle Faq del governo viene esclusa la possibilità di muoversi dal proprio Comune nei tre giorni di festa (25 e 26 dicembre, 1° gennaio) per andare a trovare «genitori, anziani ma in buona salute» e non viene prevista alcuna deroga neanche per una visita a «un parente che, pur essendo autosufficiente, vive da solo, per alleviare la sua solitudine durante le feste». Lo spostamento resta consentito nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio «per dare assistenza a persone non autosufficienti anche tra comuni/regioni in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso comune/regione».

Speranza: mantenere la linea della massima prudenza

Il governo, però, appare diviso. Per il ministro della Salute Roberto Speranza sugli spostamenti tra i Comuni nei giorni del Natale si deve mantenere la linea della massima prudenza, perché «l'epidemia ha ancora numeri troppo alti per abbassare la guardia».

Di Maio, permettiamo spostamenti tra piccoli comuni a Natale

Favorevole a un intervento di allentamento invece il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: «Ritengo che sia assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme» ha scritto su Facebook l’esponente di M5S. «Lo dico per una questione logica - ha spiegato -. Ci sono grandi città da milioni di persone con una densità molto vasta dove è possibile spostarsi liberamente, mentre tra piccoli comuni di poche migliaia di persone non è permesso. Questo è un problema che va risolto e mi auguro che tutte le forze di maggioranza siano d'accordo nel trovare una soluzione».

Bellanova: mi sono battuta su Comuni, ora si cambi

La modifica è chiesta anche da Italia viva che rivendica la contrarietà sin dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri. La ministra Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia viva nel governo scrive: «Leggo con piacere che diversi esponenti politici, anche autorevoli colleghi di governo di partiti diversi dal mio, finalmente danno atto che il divieto di spostamento dal proprio comune a Natale e Capodanno è una misura eccessiva, incomprensibile e ingiusta, specie per chi abita nei Comuni più piccoli». E ricorda che si tratta di «quel provvedimento contro cui, insieme alla collega Elena Bonetti, mi sono battuta in Consiglio dei ministri».

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Salvini a Conte, confrontiamoci

Dal centrodestra Matteo Salvini ha dato al premier Conte la disponibilità a dialogare a partire dall’allentamento delle restrizioni di Natale, ma anche sulla riapertura delle scuole e l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund. La Lega propone propone di consentire gli spostamenti a Natale e Capodanno all’interno delle Province o in un raggio di poche decine di chilometri dalla residenza. Sull’argomento il centrodestra ha presentato una mozione in Senato che sarà discussa dall’Aula mercoledì16: «Ritengo fondamentale che su un argomento così vitale per le famiglie italiane, anche il Senato si possa esprimere». Lo ha dichiarato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Coldiretti: gli spostamenti salverebbero 24mila agriturismi

Per la Coldiretti «la possibilità di consentire gli spostamenti tra i comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno è importante per salvare i 24mila agriturismi situati per lo più in piccoli centri rurali, con una clientela proveniente dalle grandi città e dai paesi limitrofi». Adeguare le misure contenute nell’ultimo Dpcm, sottolinea l’organizzazione degli imprenditori agricoli, servirebbe a evitare gli assembramenti in città.

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