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Spotify punta al miliardo di utenti entro il 2030

Il ceo Ek presiede il secondo Investor Day della piattaforma. Secondo le previsioni, il margine lordo della musica si espanderà fino al 35%

di Francesco Prisco

Spotify in campo contro i podcast no vax

3' di lettura

Il futuro finanziario dello streaming musicale è roseo, almeno stando alle previsioni di Spotify, prima piattaforma al mondo, quotata alla Borsa di New York: l’obiettivo è 1 miliardo di utenti e 50 milioni di creator entro il 2030, con il margine lordo del business musica che si espanderà dall’attuale 28,5%, prima al 30% e poi al 35 per cento. Numeri che escono dal secondo Investor Day di Spotify tenutosi nel pomeriggio del 9 giugno con il ceo Daniel Ek e il cfo Paul Voge. Innovazione e crescita sono i punti fondamentali, insieme a una roadmap strategica per diventare la piattaforma ideale per i creator di tutto il mondo.

Una piattaforma per 50 milioni di creator

«Stiamo accelerando il nostro percorso di crescita per diventare una piattaforma in grado di intrattenere, ispirare ed educare più di un miliardo di utenti in tutto il mondo e, proprio come piattaforma per creator, forniremo l’infrastruttura e le risorse che consentiranno a 50 milioni di artisti e creator di crescere e gestire al meglio le proprie attività e progetti, monetizzare il proprio lavoro e promuoverlo efficacemente», ha detto Ek. La streaming company svedese mira insomma essere una piattaforma creativa unica nel sue genere e consolidarsi come luogo di riferimento per alcuni dei più grandi artisti, creator, autori ed editor.

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Più di un miliardo di cash flow dalla quotazione

Dalla quotazione in borsa,Spotify ha raggiunto o superato le proprie previsioni sia per gli utenti free che premium per oltre il 90 per cento. I ricavi sono cresciuti in linea con la crescita degli utenti e il profitto lordo è cresciuto ancora più rapidamente, più che triplicando negli ultimi cinque anni. Spotify ha generato un cash flow positivo in ogni anno, con oltre 1 miliardo di free cash flow cumulativo, anche investendo in nuove aree come il podcasting. La creatura di Daniel Ek ha inoltre registrato una forte riduzione del tasso di abbandono nell’attività Premium, dal 5,5% alla fine del 2017 al 3,9% alla fine del 2021. Ubiquità, personalizzazione e freemium restano i punti fermi della dottrina di Spotify che ha l’ambizione di raddoppiare i suoi numeri, superando il 1 miliardo di utenti e 50 milioni di creatori entro il 2030.

Margine lordo della musica verso il 35%

Sebbene il core business di Spotify sia principalmente la musica, la piattaforma sta spostando i propri interessi anche verso modelli di business più verticali, ampliando ed integrando l’esperienza di ascolto degli utenti. Al momento i tre settori verticali - musica, podcasting e audiolibri - sono in diverse fasi di sviluppo e si aprono a nuove opportunità. Lato musica, è un ottimo momento per lo streaming e nessun altro servizio è posizionato come Spotify per la capacità di identificare, amplificare e contribuire a plasmare la cultura musicale. Si lavora alla diversificazione (con nuove funzioni: dal merchandising ai concerti), con l’auspicio che il margine lordo del business musica si espanda dall’attuale 28,5%, prima al 30% e poi al 35 per cento.

Podcast e audiolibri

Nel focus sui podcast è emerso che al momento la piattaforma monetizza il 14% di tutte le ore ascoltate. Gli investimenti in contenuti podcast originali sono il marchio distintivo della piattaforma. Secondo le stime di Spotify, i margini di crescita dei podcast dovrebbero superare il 30 per cento. Quanto agli audiolibri, il mercato sta crescendo del 20% su base annua. E Spotify sta già valutando reinterpretare il format, proprio come successo con i podcast.

Si punta a un fatturato medio di 100 euro a utente

Spotify, che al momento è il servizio di abbonamento più popolare al mondo con una comunità di oltre 422 milioni di utenti, tra cui 182 milioni di abbonati a Spotify Premium, su 183 paesi complessivi, nel corso dei prossimi dieci anni punta ad affermarsi in altri due nuovi settori (non ancora specificato), per raggiungere il fatturato medio annuo per utente di 100 euro. Nello stesso arco di tempo, conta di raggiungere i 100 miliardi di dollari di fatturato l’anno, con un margine lordo del 40% e un margine operativo del 20 per cento.

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