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Spread con la Germania balza in area 160. Grecia meno cara dell’Italia

Ci sono le tensioni sul caso Ilva dietro alla risalita dello spread, ma anche il settimo mese consecutivo di calo della produzione industriale: sintomi di un’Italia incapace di ripartire. E la Grecia ci ha superato (in positivo) nei rendimenti


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(donfiore - Fotolia)

1' di lettura

Le tensioni politica sulla risoluzione del caso Ilva spingono in alto i rendimenti dei BTp che si riportano oltre quota 1,3%, il livello più alto da due mesi e mezzo. Di conseguenza lo spread con la Germania - visto che nel frattempo il Bund è stabile intorno a -0,26% - si riavvicina a quota 160, livello che non si vedeva dalla scorsa estate. Nel frattempo anchelunedì la Grecia ha superato l’Italia. I rendimenti dei bond di Atene - già inferiori venerdì sulla parte a 5 e 7 anni - sono scesi sotto quelli italiani anche nella scadenza a 10 anni.

Spread e manovra
Nel complesso tuttavia lo spread italiano resta più contenuto rispetto ai massimi e rispetto ai picchi di novembre 2018, in occasione della prossima finanziaria. «La riduzione dello spread ha effetti positivi sulla finanza pubblica poiché crea spazi di manovra fiscale. Questi risparmi possono essere utilizzati per stimolare la crescita economica».

Lo ha detto il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini in audizione in Senato sul disegno di legge di bilancio 2020. Sabatini ha ricordato in particolare come si sia avuta una «netta riduzione del differenziale di rendimento tra BTP e Bund a scadenza decennale. Lo spread si colloca ora intorno ai 150 punti base, in calo rispetto ai 240 punti base toccati nella
prima decade di agosto 2019».

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