RAPPORTO Last Minute Market - Swg

Sprecati 36 kg di cibo a persona. Maranello il comune più virtuoso

di Mara Monti

2' di lettura

Ogni anno in Europa vengono gettate via circa 88 milioni di tonnellate di alimenti pari a circa 173 chilogrammi per persona un dato che vale il 20% dell’intera produzione alimentare europea. Al contempo 122.3 milioni di persone (circa 24.4 % della popolazione europea) sono «a rischio povertà o a esclusione sociale». Una contraddizione che appare incolmabile se si pensa alla dimensione del fenomeno che a livello mondiale conta per circa un terzo della produzione mondiale di cibo destinata al consumo che si perde o si spreca lungo la filiera agroalimentare ogni anno. Sono 1,6 miliardi di tonnellate di alimenti sprecati a livello mondiale di cui circa il 30% di cereali, il 45% della frutta e verdura, il 30% del pescato, il 20% della carne, il 20% dei prodotti lattiero caseari.

Ad alimentare la “voragine” degli sprechi sono le famiglie che gettano ogni anno circa 36 chilogrammi di alimenti pro capite, ovvero 3 chilogrammi al mese di spreco reale. Un danno economico secondo 9 italiani su 10 (93%) e di forte impatto diseducativo sui giovani (91%) alla luce dei dati del Rapporto 2018 dell'Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg presentato oggi a Roma. Come ci comportiamo nei confronti dello spreco?

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Le buone pratiche
Secondo il rapporto, il 56% degli italiani se ha cucinato troppo conserva il cibo che è avanzato, il 46% controlla se un alimento scaduto è ancora buono prima di buttarlo, il 30% compila una lista della spesa per non comprare più del necessario. Buone pratiche, ma ancora insufficienti se ancora oggi in Italia si buttano 36 chilogrammi di cibo a testa all'anno. Si getta di tutto dalla verdura e frutta fresca, al pane fresco, latte e yogurt, formaggi, salse e sughi. Per evitare questo spreco, per il 96% degli italiani serve «un attento controllo su quello che serve prima di fare la spesa; il 94%propone anche di congelare il cibo che non si riesce a mangiare».

Tra i provvedimenti che gli italiani auspicano per contrastare lo spreco alimentare, ci sono iniziative di sensibilizzazione rivolte alle scuole per 9 italiani su 10 (90%), e agli stessi cittadini per evidenziare il danno economico legato allo spreco (88%) e il danno ambientale (88%). Tra le tecnologie più richieste, i sistemi di pianificazione della spesa (85%), i packaging intelligenti che cambiano colore (84%) e i sistemi di controllo delle temperature
del frigo (84%).

Le amministrazioni hanno un ruolo importante nell’imprimere politiche adeguate a ridurre lo spreco alimentare e il comune di Maranello in provincia di Modena è risultato il più virtuoso per i progetti «Spreco zero», iniziativa promossa da Last minute market, in sinergia con il ministero dell'Ambiente. Tra le aziende la più virtuosa è risultato il Consorzio Bestack (per i cartoni ondulati che allungano la vita di frutta e verdura).

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