elettrodomestici

Spreco alimentare, un aiuto arriva dal freezer: le 4 «bufale» da sfatare

di Paola Guidi


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Frigo2000-Sub Zero, congelatore da incasso largo 47,5 cm, semiprofessionale, con ice maker automatico e filtro dell'acqua

3' di lettura

A cosa serve un congelatore? La domanda non è “strana” perché, di fronte ai prezzi sempre più elevati dei cibi freschi e alla necessità di evitare sprechi, l’alleato più efficiente è proprio il freezer. Il congelatore può salvare sino al 30% delle provviste alimentari che andrebbero altrimenti gettate nella pattumiera. Congelare il più possibile i prodotti freschi e quelli cotti e avanzati dai pasti, significa salvarli da un rapido degrado e questo riguarda quasi il 90 per cento degli alimenti. I consumatori da tempo ormai hanno scoperto l’utilità di questo “umile” elettrodomestico.

«Gli acquisti privilegiano sempre di più un trend, la classe di efficienza energetica – dichiara Paolo Zattoni, category manager dei grandi elettrodomestici di Unieuro –. Si vendono di più congelatori orizzontali, a pozzo che permettono l’ammasso di grandi quantità di cibo, rispetto a quelli verticali». Quanto agli acquisti due sono i picchi stagionali, al Sud l'inizio dell'estate poiché il freezer viene utilizzato molto come strumento di raffreddamento rapido per bibite e cibi. In estate, inoltre, quando inizia il processo di sostituzione dei modelli obsoleti poiché i compressori cedono a causa delle alte temperature. Al nord invece il massimo delle vendite si verifica in autunno quando si congelano provviste fresche per l'inverno e in particolare per stivare carne di capi abbattuti.

Su come si sceglie e si usa un freezer vengono scritte autentiche “fake news”, in sedicenti guide che in realtà fanno impennare il contatore, buttar via kg di provviste e così via di seguito.

Prima bufala: un congelatore in classe A e A+ consuma poco. Non è vero. Un congelatore funziona 24 ore su 24 per 365 giorni e può arrivare a consumare circa il 10-15 per cento del totale domestico e di conseguenza quando è molto capace è consigliabile acquistare la classe A++ o A+++.

Seconda bufala: i soli dati da considerare sono la capacità, i consumi totali e il rumore. I consumi totali sono solo teorici, quelli reali dipendono al 90 per cento da come viene usato. Uno dei dati più importanti ma trascurati riguarda il tempo entro il quale, in caso di black out, il congelatore mantiene alla temperatura corretta intorno ai -18 gradi il prezioso carico. I congelatori orizzontali per esempio hanno tempi più lunghi. Quelli della Liebherr, grande specialista del superfreddo, arrivano a superare 50-55 ore di conservazione corretta senza elettricità. E comunque, a parità di volume, il migliore è quello che, grazie ad un isolamento più efficace, conserva intatto il contenuto più a lungo.

Terza bufala: il congelatore con la spia luminosa e acustica serve a evitare che i cibi si scongelino. Parlando con l’assistenza delle aziende l’esperienza insegna che gli allarmi restano spesso inascoltati. Meglio se l’allarme arriva wifi o online anche sullo smartphone in caso di panne. Se il carico è “prezioso” e/o se il congelatore viene installato in zone dove si verificano interruzioni frequenti dell’alimentazione elettrica è anche possibile e consigliabile stipulare un’assicurazione contro i guasti che causano danni molto consistenti.

Quarta bufala: se il congelatore va in cucina va installato lontano dal forno e dal piano di cottura altrimenti consumerà tanto. A parte il fatto che oggi mobili ed elettrodomestici sono dotati di adeguati isolamenti, ci vuole ben altro, con i cambiamenti climatici in atto. L’apparecchio deve appartenere alla classe climatica per climi tropicali, contrassegnato dalla sigla T, l’unica che garantisce un funzionamento prolungato senza consumi eccessivi a temperature sino a 43 gradi. Questa estate sono infatti andati in tilt molti freezer anche recenti, di classi climatiche inadeguate. Attenzione quindi alla scelta; cercheranno di rifilarvi freezer con questa classi insufficienti SN, N e ST.

Infine, ogni apertura con una ricerca prolungata di una confezione causa enormi dispersioni. Un semplice gesto: fotografate con lo smartphone il contenuto, così se sapete bene cosa c’è dentro e andrete a colpo sicuro.

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