sostenibilità e cibo

Spreco alimentare, le app che aiutano il pianeta e consentono di risparmiare

La lotta allo spreco alimentare è tra gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030: ecco una lista di applicazioni che consento di recuperare il cibo, permettendo anche risparmi sugli acquisti

di Daniela Russo

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La lotta allo spreco alimentare è tra gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030: ecco una lista di applicazioni che consento di recuperare il cibo, permettendo anche risparmi sugli acquisti


4' di lettura

Dalla valorizzazione della prossimità all’intervento sulla filiera produttiva. Modelli di business diversi, obiettivo comune: contribuire alla riduzione dello spreco alimentare. Queste le leve che sostengono la nascita di un numero crescente di realtà che attraverso app e portali di e-commerce provano a contribuire alla sfida della sostenibilità. L’Agenda 2030 dell’Onu ha obiettivi precisi: «Entro il 2030, dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post-raccolto».

Ogni anno circa un terzo del cibo prodotto, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate, per un valore pari a circa mille miliardi di dollari, finisce nella spazzatura. In Italia, lo spreco alimentare ha subito un rallentamento con il lockdown. Il 54% degli italiani ha diminuito o annullato gli sprechi, evidenzia un’indagine Coldiretti/Ixè. Nonostante la maggiore attenzione, però, il problema resta rilevante: ogni famiglia getta cibo per un valore di 4,91 euro la settimana per un totale di 6,5 miliardi.

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E-commerce e app, come incentivare il consumo responsabile

Sostenibilità e risparmio: è su questi pilastri che poggiano le app e i portali di e-commerce che stanno contribuendo a offrire una risposta al problema dello spreco alimentare. Dalla danese Too Good To Go alle magic box di Babaco Market, passando per gli acquisti online di Bestbefore, le realtà che operano nel settore sono sempre più numerose.

L’esperienza europea della B-Corp Too Good To Go, nata nel 2015, arriva in Italia nel 2019 e in un anno e mezzo si afferma in oltre 40 città, registrando: 2 milioni di utenti, 6.500 partner, 1.300.00 pasti salvati per oltre 2.500.000 kg di emissioni di anidride carbonica risparmiata.

La app permette a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati e hotel di recuperare e vendere online - a prezzi ribassati - il cibo invenduto. Attraverso la geolocalizzazione, gli utenti effettuano l’ordinazione e possono ritirare le Magic Box negli orari indicati. «È una app di prossimità – racconta Eugenio Sapora, country manager Italia di Too Good To Go – che si pone anche l’obiettivo di avvicinare, con la presenza in negozio, i consumatori alle attività commerciali dell’area in cui vivono o lavorano. Durante il lockdown, che ha fortemente pesato sul comparto Horeca, abbiamo perso circa il 60% della supply ma già da luglio abbiamo recuperato e oggi siamo in crescita».

Per il 2021, Too Good To Go si propone di raddoppiare gli utenti e portare i partner a quota 25 mila. «Il nostro target di riferimento – conclude Sapora – è composto soprattutto da Millennial, più attenti all’ambiente e con una buona familiarità degli strumenti tecnologici».

BestBefore e le altre

Sta per compiere il primo mese di attività BestBefore, e-commerce dedicato alla vendita di prodotti alimentari di alta qualità che sono vicini alla scadenza, imperfetti o in surplus. Tutti made in Italy. Il portale ritira i prodotti a 14 giorni dalla scadenza, inserendoli sulla piattaforma, e, grazie all’algoritmo proprietario, li sconta in modo progressivo fino ad arrivare al 50 per cento. «In sole due settimane – racconta Nikas Bergaglio, ceo & co-fondatore di BestBefore – abbiamo ricevuto oltre 200 ordini. Il nostro obiettivo è raggiungere entro il 2022 un fatturato pari a 1 milione di euro. Ritiriamo da tutti i produttori di Italia ed effettuiamo consegne su tutto il territorio nazionale».

A metà 2021 sarà online la versione “business” della piattaforma, per favorire la collaborazione con ristoranti e aziende. «Stiamo dialogando anche con la GDO – aggiunge Bergaglio –. I nostri clienti sono ventenni, attenti all’aspetto della sostenibilità, ma anche famiglie che prestano attenzione al fattore risparmio».

Dall’esperienza di MyFoody, nata nel 2015, nasce Babaco Market. Al lavoro lo stesso team. Il nuovo portale, che segue il modello di un vero e proprio e-commerce specializzato in ambito ortofrutticolo, prende forma come risposta alle difficoltà del settore nel corso della pandemia e si propone di avvicinare consumatori e agricoltori.

Il servizio copre la provincia di Milano, con l’obiettivo al 2021 di crescere in altre città di Nord (Torino, Bologna, Bergamo). È possibile attivare un abbonamento settimanale o quindicinale e scegliere tra due diverse dimensioni di “scatole a sorpresa”: Bonsai, ideale per due persone, o Jungle, per quattro persone. Nella box a domicilio ci saranno frutta e verdura di stagione, invenduta spesso a causa di imperfezioni estetiche.

«Si tratta di prodotti salvati dallo spreco nei campi – commenta Francesco Giberti, ceo di Babaco Market e MyFoody -, seguiamo la stagionalità delle produzioni e ci riforniamo da agricoltori italiani». Attivi dallo scorso maggio, oggi le consegne toccano quota 2.200 al mese. Gli utenti sono per lo più donne tra i 25 e i 44 anni.

MyFoody, invece, fa del risparmio una delle leve attrattive principali. Da settembre è disponibile nelle principali città italiane e consente di visualizzare i prodotti scontati nei supermercati più vicini. Due le partnership più rilevanti: Coop e Lidl Italia. «Con il lockdown, però – spiega Guberti – abbiamo registrato un calo delle attività. Siamo convinti che, con il ritorno alla normalità, torneremo a crescere, con l’obiettivo di ampliare la rete di collaborazioni e debuttare anche in città più piccole».

L’iniziativa di Regione Piemonte e Valle d’Aosta

Le realtà che aiutano a ridurre gli sprechi sono sempre più numerose. Ubo – Una buona occasione, ad esempio, è un progetto promosso dalla Regione Piemonte e dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, con fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Al sito web di informazione e sensibilizzazione, si affianca Ubo-App, che aiuta a programmare gli acquisti, a comprare e cucinare le giuste quantità di cibo, a conservarlo correttamente, a monitorare e gestire le date di scadenza degli alimenti e a riutilizzare gli avanzi.

Last minute sotto casa, invece, punta sulla prossimità. Il negoziante che vende prodotti freschi che stanno per scadere o sono in eccedenza invia offerte scontate al cliente, che le riceve direttamente sulla app. Regusto, infine, dialoga con locali e ristoranti. Offrono pasti freschi e scontati (dal 20 al 50% rispetto al prezzo del menu), che rischierebbero di restare invenduti. Al ritiro i piatti vengono riposti nelle Regusto Bag, ecosostenibili.


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