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Sprint di Bergamo nella robotica

Accordo tra Intellimech e Iit per un nuovo laboratorio. In partnership con nove aziende, Kilometro Rosso, Confindustria Bergamo e l’università locale.

di Luca Orlando

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Accordo tra Intellimech e Iit per un nuovo laboratorio. In partnership con nove aziende, Kilometro Rosso, Confindustria Bergamo e l’università locale.


4' di lettura

Singole imprese. E poi centri di ricerca, parchi scientifici, associazioni imprenditoriali, consorzi.

È un’operazione di sistema quella che fa nascere un nuovo laboratorio congiunto sull’intelligenza artificiale e la robotica, mettendo insieme le capacità dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e il “sistema” Bergamo.

A siglare l’intesa con Iit è Intellimech, Consorzio di ricerca meccatronica promosso più di 10 anni fa da Kilometro Rosso e Confindustria Bergamo, per un accordo che prevede l’impiego di 15 nuovi ricercatori e un investimento di 5,2 milioni di euro.

Il laboratorio (JOiiNT Lab - Robotic Intelligence League Bergamo) opererà sui temi della robotica e della meccatronica per applicazioni in ambito industriale, con attività che si svolgeranno nella sede genovese di IIT e nel campus bergasmasco di Kilometro Rosso, dove a settembre verrà allestita la sede operativa.

L’aspetto chiave dell’intera operazione è il lavoro di squadra. Perché Intellimech e IIT sono affiancati in questa iniziativa da Confindustria Bergamo, Kilometro Rosso e dall'Università di Bergamo. A cui si aggiunge l’impegno diretto di nove aziende aderenti al Consorzio Intellimech: ABB, Brembo, Cosberg, Elettrocablaggi, Fassi, Giovenzana International, SDF, SIAD, Valtellina.

Il progetto prevede un investimento di 1,9 milioni da parte di Iit, i rimanenti 3,3 milioni da parte del “Sistema Bergamo”.

Ai 15 ricercatori si aggiungeranno una decina fra ingegneri, specialisti di elevata formazione e dottorandi provenienti da Kilometro Rosso e dalle imprese, per un totale di circa 25 operatori complessivi che svolgeranno l'attività sotto la supervisione dei ricercatori IIT operanti nel campo della robotica avanzata.

Tra i primi obiettivi, lo sviluppo di una piattaforma di embodied artificial intelligence che troverà applicazioni sul campo secondo le indicazioni delle imprese partecipanti al progetto. Successivamente, procedendo a integrare le tecnologie più avanzate e a valorizzarle in contesti industriali, sarà possibile sviluppare tecnologie che troveranno applicazione in diversi settori del manifatturiero principalmente nei seguenti campi di impiego: manipolazione, controllo remoto, movimentazione, esoscheletri, sistemi di visione.

Una delle attività sulle quali si concentreranno gli sforzi dell'iniziativa congiunta sarà infatti lo sviluppo di metodi di smart working remoto per il controllo degli impianti industriali in modo che, nel caso di una nuova situazione di emergenza sanitaria, si possano mantenere operative le attività produttive senza rischi per i lavoratori e riducendo l'impatto negativo sul tessuto economico del Paese.

Le voci

«L'investimento di IIT in robotica - commenta il direttore scientifico Giorgio Metta - ha portato l'Istituto ai massimi livelli mondiali. La qualità tecnologica raggiunta ha ormai il suo sbocco naturale nell'industria. L'Italia ha un tessuto industriale di primaria importanza nel quale la robotica può portare ulteriore innovazione e competitività in tempi molto brevi. Il laboratorio congiunto con Intellimech in questo momento storico offre una concreta possibilità di rilancio del nostro Paese, grazie ad un programma di ricerca e sviluppo solido e concreto svolto a stretto contatto con le aziende. Ci aspettiamo ottimi risultati da questo progetto. Avere un impatto positivo sul nostro tessuto produttivo è una delle missioni di IIT e crediamo che in questa fase di profonda crisi economica questo tipo di investimenti possano fare la differenza» .


«La costituzione di JOiiNT Lab – commenta il presidente di Intellimech Gianluigi Viscardi - rappresenta un punto di svolta per Intellimech e per i propri Soci. Investire oggi nell'intelligenza artificiale e nella robotica significa promuovere una delle tecnologie di maggior impatto nelle nostre imprese che può portare sensibili innovazioni di prodotto e di processo, nonché rendere il territorio e le nostre imprese più attrattive. La partnership con un attore prioritario della Ricerca come IIT ha proprio l'obiettivo di rendere fruibili alle nostre imprese le migliori tecnologie disponibili, in particolar modo alle PMI che senza realtà di aggregazione come Intellimech avrebbero difficoltà ad accedervi».


«Questa iniziativa - aggiunge il presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia - ci ha visto convinti promotori fin dalle sue fasi iniziali per la sua grande valenza strategica: è un ulteriore passo nella attuazione della nostra vision territoriale, che è quella di consolidare il nostro primato come uno dei poli più rilevanti in Europa del manifatturiero nei settori ad alta e media tecnologia. L'emergenza sanitaria e l'attuale difficile ripartenza rendono ancora più pressante l'accelerazione di questi processi. In questo senso la nascita del laboratorio congiunto, che favorirà un significativo salto di qualità di tutto l'ecosistema dell'innovazione, diventa anche il simbolo della volontà di ripresa del territorio e della sua capacità di collaborare su obiettivi comuni».

«Con il JOiiNT LAB – rileva il direttore di Kilometro Rosso Innovation District Salvatore Majorana - abbiamo raggiunto un traguardo al quale lavoriamo da alcuni anni: fare sistema attraverso i territori legando le eccellenze del Paese. È questa la missione di Kilometro Rosso e poter accogliere il laboratorio nei nostri spazi è un segno di impegno e dedizione che ha radici lontane. Seguo infatti il progetto da quando ero ancora in IIT, e ritrovare tanti amici, tra i migliori robotici del mondo, è una vera soddisfazione. A questo aggiungo la riconoscenza per i partner Promotori con cui abbiamo costruito la squadra operativa, e un ringraziamento speciale al presidente Bombassei che ha da subito creduto alla possibilità di creare un grande progetto di aggregazione come questo».

«Il laboratorio congiunto – sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell'Università degli studi di Bergamo - è una risorsa preziosa che valorizza la ricerca e favorisce un meccanismo virtuoso di trasferimento tecnologico e di saperi tra i vari attori dell'iniziativa. Un motore d'innovazione che avrà benefici positivi non solo per l'Università degli studi di Bergamo, ma per tutto l'ecosistema territoriale: il laboratorio potrà fare da acceleratore alla crescita economica e industriale della provincia e diventare una buona pratica nel campo della ricerca applicata».

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