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Sprint Creval, nel nuovo piano focus su derisking e ritorno cedola

di Paolo Paronetto


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2' di lettura

Acquisti sul titolo Credito Valtellinese, che a Piazza Affari è arrivato a guadagnare anche più del 3,5% (segui qui l'andamento dei listini), dopo la presentazione del nuovo piano industriale che punta con decisione sul derisking del bilancio attraverso lo smaltimento dell'80% dello stock di crediti deteriorati. Alti i volumi di scambio: già nelle prime battute erano passati di mano 17 milioni di pezzi, già sostanzialmente in linea con la media di un'intera giornata dell'ultimo mese. Prima dell'apertura del mercato il Creval ha annunciato il nuovo piano «Crescita sostenibile» al 2023, che stima un utile netto di 93 milioni nel 2021 e di 138 milioni nel 2023, con un payout superiore al 50% nel 2021 e al 75% nel 2023.

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Sul fronte del derisking, è prevista la creazione di una «bad bank» interna con 50 dipendenti in cui confluirà lo stock da 1,9 miliardi di crediti deteriorati, atteso in riduzione dell'80% nell'arco di piano. L'incidenza degli Npl lordi è così attesa in calo sotto il 7% nel 2021 e sotto il 6,5% nel 2023 (rispettivamente al 3,5% e sotto al 3% al netto delle rettifiche). Il piano prevede infine una decisa contrazione del portafoglio titoli, che si dimezzerà a 4 miliardi dagli attuali 8. «Il piano industriale pone le basi per una crescita sostenibile del business del Creval, mettendo al centro le famiglie e le piccole e medie imprese nei territori in cui operiamo, che insieme ai nostri dipendenti sono il vero patrimonio della Banca», ha spiegato Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Creval, sottolineando che «il nuovo piano è basato sul rilancio dell’attività commerciale, sull’ottimizzazione e semplificazione dei processi nonché su importanti azioni che mirano a superare in maniera decisiva le legacy di bilancio, con una separazione tra attività core e non-core. La nostra banca è molto ben posizionata per conseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati e per generare valore per i nostri azionisti, e per tutti gli stakeholder, anche grazie a una politica di dividendi attrattiva».

Gli analisti di Equita, pur lamentando la scarsa visibilità nel breve termine dovuta all'assenza di guidance per gli esercizi 2019 e 2020, notano che «il piano va nella giusta direzione nel garantire una redditività sostenibile e con un profilo di rischio inferiore». Data l'attuale ampia dotazione di capitale, proseguono gli esperti, «riteniamo che il derisking e la razionalizzazione della base costi godano di visibilità, mentre resta più incerta l'evoluzione dei ricavi in un contesto di derisking di portafoglio».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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